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Nel 2025. Esperti, evitare anche carne, uova e pesce non ben cotti. Picco in estate
17:43 - 02/08/2026

(di Manuela Correra) (ANSA) - ROMA, 02 AGO - Le possibili infezioni collegate al consumo di latte crudo possono dimostrarsi molto gravi o anche fatali, soprattutto per i bambini piccoli. Come nel caso di Mattia Maestri, morto oggi a 13 anni dopo che dal 2017 versava in uno stato vegetativo permanente per aver consumato formaggio lavorato con latte crudo contaminato. Gli esperti mettono dunque in guardia: questo prodotto va consumato con cautela e andrebbe evitato nel caso di bambini piccoli o soggetti fragili. La complicanza più grave che può derivare dal suo consumo si chiama Seu, Sindrome emolitico-uremica: 43 i casi registrati nel 2025 in Italia - in 15 regioni e tutti riguardanti bambini sotto i 15 anni - e l'estate è il periodo più a rischio. "In estate bisogna fare molta attenzione sul versante degli alimenti, in particolare al latte crudo, che soprattutto per i bambini più piccoli può essere pericoloso. Questo perchè - spiega Marina Vivarelli, pediatra nefrologa, componente del Consiglio superiore di sanità, in un video sul profilo Instagram del ministero della Salute nell'ambito della campagna 'Estate in sicurezza' - all'interno del latte crudo ci possono essere dei batteri. In particolare la tossina Stec, Shiga-tossina di Escherichia coli, che negli adulti e nei bambini più grandi può causare gastroenterite ma nei bimbi piccoli può dare una complicanza piuttosto grave che è la sindrome emolitico-uremica Seu". Oltre al latte crudo, avverte, " bisogna fare attenzione anche ai liquidi non controllati, ad esempio acqua di pozzi, e poi anche a carni, pesci e uova che non siano completamente cotti". La Seu rappresenta la principale causa di insufficienza renale nell'età pediatrica e nei casi più gravi può presentare manifestazioni di carattere neurologico, coma e può avere esito fatale. Anche Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell'Università di Milano La Statale, ricorda che "particolare prudenza è raccomandata per bambini sotto i 5 anni, donne in gravidanza, anziani e persone fragili, categorie per le quali è preferibile consumare latte e derivati pastorizzati ed evitare alimenti che possono comportare un maggiore rischio microbiologico". Il latte crudo non ha subito alcun trattamento termico superiore ai 40° gradi, come la pastorizzazione o la sterilizzazione. Può contenere batteri nocivi ma il rischio, chiarisce il ministero della Salute nella pagina dedicata alle faq, le domande più frequenti, "è generalmente contenuto. Non deve però essere trascurato, specialmente in bambini, anziani e persone immunodepresse". Si tratta comunque di un pericolo che i trattamenti termici di pastorizzazione o la bollitura consentono di eliminare. Per questo, ad esempio negli agriturismo, non si può somministrare il latte crudo tal quale, ma solo dopo aver proceduto alla sua bollitura. Quindi, avverte il ministero, "è bene accertarsi che il latte sia stato bollito chiedendo, ad esempio, alla persona addetta alla somministrazione della colazione e dei pasti". In Italia esiste un apposito registro Seu, che raccoglie i casi che si verificano sul territorio, ed il ministero ha pubblicato delle specifiche linee guida per 'il controllo di Stec nel latte non pastorizzato e nei prodotti derivati'. (ANSA).
