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Profondo rosso per i bar (-18,2%). Allarme per la proliferazione dei take away
11:46 - 16/06/2026

(ANSA) - ROMA, 16 GIU - I pubblici esercizi si confermano
campioni della prossimità in Italia: su 7.900 comuni italiani,
soltanto 162, pari al 2% del totale, risultano oggi privi di
almeno un bar o un ristorante. L'andamento delinea una rete
capillare che conta oltre 262mila imprese attive con una densità
pari ad un esercizio ogni 182 abitanti.
Il trend emerge con
l'indagine 'Pubblici esercizi e movida. La demografia d'impresa
nei centri storici', realizzata da Fipe-Confcommercio in
collaborazione con il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, e
presentata oggi a Roma.
I dati hanno evidenziato come il settore abbia ormai smesso di
espandersi, registrando una flessione del 3,7% rispetto al 2015,
con una perdita netta che sfiora le 10.000 imprese a livello
nazionale. Il report registra in particolare le difficoltà del
bar che in dieci anni calano di 22.300 unità in tutta Italia
(-18,2%), "diminuzione da attribuirsi principalmente -
sottolineano gli analisti - alla trasformazione di bar in
ristoranti, più che ad una vera e propria chiusura di attività".
L'indagine mette inoltre in luce che la mappa del Paese si
presenta profondamente spaccata dal punto di vista geografico:
se molte città del Centro e del Nord guidano la classifica delle
chiusure, con Trieste che ha registrato la flessione maggiore
perdendo 172 attività (-16%), seguita da Pisa (-114 imprese,
-14,6%), Pesaro (-92, -18,3%) e Ancona (-78, -17%), bar,
ristoranti, take away e gelaterie/pasticcerie hanno continuato
invece a crescere in modo significativo in diverse piazze del
Mezzogiorno. In testa alla classifica per saldo positivo si è
posizionata Napoli, con un boom di 704 nuove attività (+19,7%),
seguita da Palermo (+163 imprese, +8,7%), Bari (+76, +5,8%) e
Taranto (+71, +10,6%). Con l'analisi sono sottolineati anche
casi specifici nei quartieri delle città portando ad esempio la
zona di Porta Venezia a Milano dove le attività di ristorazione
con somministrazione sono aumentate del 53,2% e quelle da
asporto del 32%, mentre a Roma, in una porzione del quartiere di
Trastevere, i take away sono cresciuti del 33,3% a fronte di una
flessione del 24,1% dei bar tradizionali. (ANSA).
