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11:38 - 16/06/2026 


(ANSA) - ROMA, 16 GIU - "La povertà - si legge nel dossier - tende sempre più a perdere il carattere dell'eccezionalità e della temporaneità, assumendo i contorni di una 'strutturale normalità'". "Non si registrano - prosegue il Rapporto - flessioni rispetto al periodo precedente alla pandemia, a conferma di una povertà che tende a radicarsi e a diventare condizione stabile nella vita di molte famiglie". Tra le tendenze più significative emerge l'aumento della componente anziana. In dieci anni il numero degli over 65 incontrati dalla rete Caritas è cresciuto del 191%, a fronte di una crescita complessiva dell'utenza pari al 48%. È un dato che richiama l'attenzione su un intreccio sempre più stretto tra povertà economica, invecchiamento, fragilità sanitaria, indebolimento delle reti familiari e isolamento sociale. Accanto all'invecchiamento cresce infatti anche la solitudine. Le persone sole sono passate, nello stesso arco temporale, da un'incidenza del 23,8% al 32,9%. Le traiettorie di vita sono spesso attraversate da eventi critici, quali lutti, separazioni o altre forme di rottura biografica, che possono compromettere la disponibilità di risorse economiche, relazionali e sociali. In questa prospettiva, la povertà si mostra sempre di più come progressivo assottigliarsi dei legami, delle relazioni di prossimità e delle possibilità concrete di essere accompagnati nei momenti di maggiore difficoltà. Il Report evidenzia inoltre il rafforzarsi dei bisogni sanitari (+69%), compresi quelli di natura psicologica, e la presenza sempre più rilevante dei lavoratori poveri, condizione che assume particolare rilievo nelle fasce centrali di età, raggiungendo il 31,7% tra i 35-44enni e il 31% tra i 45-54enni. Si tratta di persone che, pur avendo un'occupazione, non riescono a sottrarsi a situazioni di vulnerabilità economica e sociale (nel 2015 questo fenomeno si attestava il 13,3%). (ANSA).




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