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Il sindacato Aeroi Emac: 'La situazione è molto migliorata ma resta carenza di personale'
17:37 - 13/05/2026 


(ANSA) - ROMA, 13 MAG - I posti letto totali in terapia intensiva in Italia sono 8.763, in base al monitoraggio del ministero della Salute dell'8 gennaio 2025, ma "circa due terzi sono concentrati nelle regioni del Centro-Nord. Complessivamente, sui numeri siamo tranquilli, ma resta uno sbilanciamento tra Regioni e un numero di specialisti ancora basso per far fronte a eventuali emergenze, come potrebbe essere la diffusione dell'hantavirus". A spiegarlo all'ANSA è Alessandro Vergallo, presidente di Aeroi-Emac, l'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani. "Siamo abbastanza sereni - spiega Vergallo - sul versante delle cure intensive, non prevediamo un impatto eccessivo dell'epidemia in corso, ma certo il numero di anestesisti era e resta basso, nonostante siano aumentati i contratti dei medici in formazione. Rispetto ai posti letto la situazione è migliore del pre-Covid, quando partivamo da 5.000 posti in terapia intensiva; il Pnrr ne prevedeva un raddoppio. Ne sono stati realizzati meno di quelli previsti sulla carta, ma in numero sufficiente e proporzionato alle capacità di utilizzo del personale esistente. Resta il nodo della disomogeneità regionale". In base al monitoraggio del ministero, rispetto agli 8.763 posti totali, la parte del leone la fa la popolosa Lombardia con 1.810 posti, seguita dal Veneto con circa 1.000, Lazio 943, Emilia-Romagna 889 e Piemonte 628. Mentre in altre regioni del Meridione i numeri sono molto diversi: in Campania ci sono 486 posti, in Sicilia 675, in Puglia 304, Sardegna 188, Calabria 163. (ANSA).




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