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Nouvelle
14:18 - 26/04/2026

(ANSA) - MILANO, 26 APR - Nella lettera Rocca, oltre a parlare di "mobbing" ai suoi danni e a citare casi in cui sarebbe stato punito e declassato nel suo lavoro di guardalinee con voti e valutazioni, fa riferimento anche a "Udinese-Parma dove viene concesso un calcio di rigore giusto, solo perché a Lissone come supervisore Rocchi si alza rapidamente dalla postazione per 'bussare' (si sente anche nell'audio delle registrazioni) più volte sul vetro della stanza di Paterna Var e Sozza Avar per richiamare la loro attenzione che a sua volta chiameranno l'arbitro per un ofr (on field review, ndr) e far assegnare giustamente come detto un rigore". Poi, a un Milan-Atalanta, in cui "l'assistente commette il gravissimo errore di segnalare un fuorigioco di oltre 1 metro, ad un giocatore del Milan che partiva da una posizione nettamente regolare". Sui criteri di valutazione fa riferimento a casi di "arbitri che minacciano di morte giocatori, che vengono a contatto fisico con gli stessi, arbitri che insultano propri colleghi" e "rimangono in organico esclusivamente perché piacciono al designatore: per loro la graduatoria non vale o meglio viene corrotta da valutazioni alterate in modo da consentirgli di rimanere nelle prime posizioni. Per gli altri, coloro che in qualche modo danno fastidio perché legati al carro sbagliato, perché amici di coloro che in passato hanno presentato denunce (vedi De Meo Pasquale), perché indesiderabili, la graduatoria viene sistemata in modo da diventare elemento inoppugnabile e apparentemente insuperabile". E ancora: "Un vecchio motto diceva 'ci sarà un giudice a Berlino!'. Ecco, io mi auguro di trovarne uno in Italia che, svincolato da logiche politiche, abbia la volontà di fare giustizia su questioni che negli ultimi anni hanno distrutto l'associazione". Rocca attacca la commissione arbitri "che tratta le persone come fossero animali da macello, ma soprattutto, altera i regolamenti per ottenere i propri obiettivi e preservare i suoi uomini". Intanto, dall'inchiesta è emerso che Gervasoni è indagato per Salernitana-Modena dell'8 marzo 2025 per un rigore prima dato agli emiliani e poi revocato su intervento della sala Var. E per quanto riguarda il caso Inter-Verona del gennaio 2024, l'avvocato Simone Ciro Giordano, legale dell'assistente Var Rodolfo Di Vuolo, spiega che un fascicolo fu aperto a Milano "due anni fa" su denuncia di un tifoso del Verona e che Di Vuolo venne sentito, ma "poi non abbiamo saputo più nulla e credo vada verso l'archiviazione, perché non c'è nulla di fondato". (ANSA).
