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Soccorso Alpino: 528 le vittime, +13% rispetto al 2024. Il picco nel periodo estivo
08:34 - 01/04/2026

(ANSA) - ROMA, 01 APR - Nel 2025 sono state 13.037 le missioni di soccorso, con un aumento dell'8% rispetto all'anno precedente, 528 vittime, +13% rispetto al 2024, e 9.624 feriti. E' il bilancio delle attività del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas), sezione nazionale del Club Alpino Italiano che da oltre 70 anni effettua soccorsi tecnici e sanitari in ambiente montano, in grotta e negli ambienti impervi in collaborazione con il Numero Unico Emergenza 112, il Servizio Sanitario Nazionale e il sistema di emergenza-urgenza sanitaria. I 13.037 interventi - di cui 1.750 compiuti dal Soccorso Alpino Valdostano - rappresentano "il valore più alto di sempre e confermano una crescita costante della pressione sul sistema di soccorso in montagna e negli ambienti impervi". Le attività hanno richiesto un impegno complessivo di 204.996 ore/uomo, per un totale di 35.080 giornate/uomo, con il coinvolgimento di 46.927 soccorritori, a fronte di un organico complessivo di circa 7.000 tecnici. Il dato dei decessi segna un aumento significativo rispetto ai 466 del 2024 e ai 491 del 2023, invertendo il leggero trend di riduzione osservato negli ultimi anni. Le principali cause degli interventi restano sostanzialmente stabili: il 45% per caduta o scivolata, il 14,1% per malore e l'8,1% per incapacità durante l'attività. Il dato sulle cadute, che rappresentano quasi la metà degli interventi, conferma "come la scarsa preparazione tecnica e la sottovalutazione dei rischi restino tra i principali fattori di incidente". L'escursionismo si conferma nettamente l'attività più coinvolta con il 43,6%, seguita da mountain bike con 7,6%, sci 7,4%, alpinismo 5,2% e ricerca funghi 3,2%. Continua a crescere il peso di attività "accessibili" come escursionismo e bike, che attirano un numero sempre maggiore di praticanti anche poco esperti. Durante gli interventi: 9.624 feriti, di cui 1.649 recuperati dal Soccorso Alpino Valdostano, 4.231 illesi e 140 dispersi. L'identikit della persona soccorsa: è un uomo nel 69,5% dei casi, italiano (81,1%), con un'età prevalente tra i 50 e i 60 anni (15,51%). Si tratta frequentemente di escursionisti coinvolti in incidenti dovuti a cadute o a difficoltà legate al terreno e alle condizioni ambientali. Quasi la metà degli incidenti, come negli anni precedenti, si è verificato nel periodo estivo di maggiore afflusso turistico. Gli interventi si concentrano ad agosto con il 17,9%, a luglio con il 13,6% e settembre con l'11,4%. (ANSA).
