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Torrione: "Errore accorpare politiche sociali a dipartimento della sanità"
10:10 - 25/02/2026 


(ANSA) - AOSTA, 25 FEB - "Da aprile il settore delle politiche sociali sarà rafforzato con l'incremento di una struttura dirigenziale di secondo livello dedicata alle politiche abitative, a supporto della struttura delle politiche sociali e della famiglia, migliorando la gestione dell'Unità di valutazione multidimensionale delle persone con disabilità e la collaborazione con la struttura invalidità civile e disabilità. Il Coordinatore unico garantisce la sinergia tra strutture sanitarie e sociali, favorendo la realizzazione della piena integrazione socio-sanitaria prevista dal Piano della salute e del benessere sociale approvato dal Consiglio nel 2023". Lo ha detto il presidente della Regione, Renzo Testolin, rispondendo in aula ad un'interrogazione di Avs sulla riorganizzazione della pubblica amministrazione regionale. "La riorganizzazione del territorio, le aggregazioni funzionali territoriali, la nuova rete dei servizi e i Punti unici di accesso - ha aggiunto Testolin - richiedono una stretta collaborazione tra operatori sanitari e sociali, per assicurare una presa in carico globale e integrata della persona. Infine, abbiamo organizzato momenti di condivisione con tutto il personale, perché il coinvolgimento di chi lavora sul campo è fondamentale per accompagnare la transizione verso il nuovo assetto, caratterizzato da un dipartimento unico, nuove strutture e professionalità dedicate". "Accorpare le politiche sociali al dipartimento della sanità e della salute, coordinate da un unico dirigente di primo livello - ha replicato Eugenio Torrione (Avs) - rappresenta un grave errore organizzativo. Il Coordinatore del dipartimento sanità ha già un carico di lavoro significativo, e aggiungere anche le politiche sociali rischia di sovraccaricarlo. Negli ultimi anni alcuni dirigenti delle politiche sociali hanno lasciato per l'eccessivo carico di lavoro. Occorre evitare che ciò accada anche con i dirigenti attuali. Purtroppo temo che questa modifica comporti ulteriori carichi di lavoro. Non condivido nemmeno la logica di integrare sanità e politiche sociali, perché temi complessi come la disabilità richiedono una visione basata sui diritti e sull'integrazione sociale, non sul sanitario". (ANSA).




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