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Negli atti dell'inchiesta milanese l'analisi dei database della 'app'
11:33 - 10/02/2026

(ANSA) - MILANO, 10 FEB - La "gestione algoritmica della prestazione" lavorativa, il "monitoraggio" costante su "tempi" di consegna e "performance" con tanto di "punizioni", ma anche un elemento che resta, al momento, oscuro, ovvero il modo in cui "vengono elaborati" i dati per assegnare "gli ordini" e soprattutto calcolare il "compenso". Sono dettagli che vengono a galla dall'analisi tecnica e "strutturale" effettuata nelle indagini della Procura di Milano e dei carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro per caporalato su circa 40mila rider a carico di Foodinho, la società del colosso spagnolo del delivery food Glovo, finita con decreto d'urgenza del pm Paolo Storari sotto controllo giudiziario. In sostanza, nell'inchiesta, oltre a raccogliere decine di testimonianze di ciclofattorini, come emerge dagli atti, sono stati analizzati i database estratti dall'app usata dai rider. La Procura dà conto che dalle verifiche viene fuori una correlazione tra i dati della prestazione lavorativa e il "profilo economico", ossia la piattaforma determina il compenso basandosi su "parametri registrati digitalmente e non negoziati dal rider". E se da un lato sono chiari aspetti come la "geolocalizzazione", il controllo "dei tempi" e la "incidenza di accettazione/puntualità" delle consegne sull'accesso a nuovi ordini, resta un punto da chiarire. Senza "analisi dei sistemi backend", infatti, scrive il pm, non si sa come si arriva al "calcolo del compenso". Gli inquirenti evidenziano, dunque, "la lamentata opacità dei criteri di calcolo del compenso, con la percezione che la determinazione economica sia rimessa integralmente all'algoritmo". Più, in generale, comunque, è la piattaforma Glovo, secondo la Procura, a "governare" il lavoro dei rider, pagato con cifre sotto la soglia di povertà. Rider formalmente lavoratori autonomi, ma "eterodiretti" dal sistema digitale. (ANSA).
