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COMUNITA' DI LINGUA TEDESCA DI GRESSONEY INVITERA' RATZINGER
19:20 - 22/07/2006

(dell'inviato Fausto Gasparroni) (ANSA) - LES COMBES DI INTROD (AOSTA), 22 LUG - Dal Medioevo si tramandano l'idioma di origine germanica, in giugno organizzano una specie di Oktober Fest con ettolitri di birra che arrivano dalla Germania, nelle scuole insegnano il dialetto e la lingua tedesca. E ora che il Papa bavarese è in vacanza a pochi chilometri di distanza, vorrebbero averlo tra loro. I Walser della Valle d'Aosta, insediati in maggior numero nel comune di Gressoney-Saint-Jean, parteciperanno domani all'Angelus di Benedetto XVI sulla spianata tra i boschi di Les Combes e, in nome delle "comuni origini", rinnoveranno al Pontefice l'invito a visitare le loro contrade.
Da Gressoney-Saint-Jean arriverà un gruppo di circa 70 persone, con il sindaco Aldo Comé, accompagnando le cosiddette "cantorie" della comunità Walser: 25 coristi e dieci bambini che canteranno in tedesco durante la messa presieduta dal vescovo di Aosta mons. Giuseppe Anfossi, e poi, sempre nella lingua madre del Papa, all'arrivo di Benedetto XVI per la recita dell'Angelus. Pronti anche i doni che verranno consegnati al Pontefice, prodotti tipici dell'artigianato locale, tuttora in uso da parte della gente di Gressoney. Ma soprattutto è pronto il nuovo invito per papa Ratzinger a recarsi nelle valli della comunità Walser.
"Ameremmo molto averlo tra noi - spiega il sindaco Comé -. Ci farebbe piacere che ci venisse a trovare, abbiamo le stesse origini, anche se in lui sono più radicate, mentre le nostre si perdono indietro nei secoli". Già l'anno scorso l'invito era stato rivolto una prima volta, insieme all'invio di un vocabolario "titsch-italiano" e "toitschue-italiano". Titsch e toitschue sono i due dialetti di antico ceppo germanico che si parlano tra Gressoney-Saint-Jean, Gressoney-la-Trinité e Issime, i comuni valdostani dove i Walser, popolazione di origine sveva, giunsero nel Medioevo, intorno al XIII secolo, dalla Svizzera, in particolare dal Vallese, dove si erano fermati scendendo dalla Germania. La lingua Walser fu messa al bando dal fascismo e soltanto dagli anni '60 del secolo scorso e' cominciata una riscoperta culturale.
"Questa volta però l'invito potremo farlo al Papa di persona - anticipa ancora Comé - dopo quello per iscritto dell'anno scorso. Chissà se riuscirà a trovare un po' di tempo durante questa sua vacanza in Val d'Aosta. In realtà sappiamo che, vista anche la situazione internazionale, ha molte cose da fare e a cui pensare". I Walser comunque, orgogliosi di avere sul soglio di Pietro un Pontefice con le loro stesse origini, ci sperano. E se il Papa accogliesse l'invito, non mancherebbe certo il menù tipico da fargli gustare: carni salate per antipasto, per primo gli 'chnefflene', cioé degli gnocchetti di pasta conditi con burro e speck, per secondo la selvaggina della valle di Gressoney e come dolce 'chienchene', in italiano 'bugie', che si usano per matrimoni, capodanni e feste importanti.
I Walser - 1.600 in tutto, circa 800 a St. Jean, 300 a Trinité e 500 a Issime - studiano il tedesco sia alle elementari che alle medie e partecipano a progetti culturali con le altre minoranze della regione. La loro biblioteca vanta numerosissimi volumi specializzati ed è una tappa obbligata per molti studiosi di filologia. Domani insieme ai 70 del gruppo organizzato da St. Jean, altri arriveranno a Introd "in ordine sparso" anche dagli altri comuni della valle. Oltre che dalle "cantorie" dei Walser, inoltre, i canti per l'Angelus saranno assicurati dal coro dei bambini di Lodi, per la prima volta a Les Combes.
Per questo seconda e attesissima cerimonia domenicale di Benedetto XVI tra le montagne valdostane, cui si aggiunge l'occasione della speciale Giornata di Preghiera proclamata dal Pontefice per la pace in Medio Oriente, è previsto di nuovo un grande afflusso di fedeli, almeno cinquemila. Sarà presente anche il nuovo direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, arrivato questo pomeriggio a Les Combes. La Curia ha invitato i valdostani e i turisti a partecipare numerosi all'incontro "per esprimere a papa Benedetto XVI la stima e la simpatia del popolo cristiano". (ANSA).
