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ANCHE WOJTYLA ANDO' SUL VALICO MA RIMASE SUL VERSANTE ITALIANO
18:30 - 19/07/2006 




(dell'inviato Fausto Gasparroni) (ANSA) - LES COMBES (AOSTA), 19 LUG - Prima di quella fatta ieri pomeriggio da Benedetto XVI sconfinando in territorio svizzero, l'ultima visita di un Papa all'Ospizio dei frati del Gran San Bernardo risaliva addirittura a 700 anni fa, esattamente al 1306: in quell'anno, a fare tappa nell'Ospizio eretto sul valico alpino intorno al 1050 per il ricovero dei viandanti era stato quel Clemente V, al secolo Bertrand de Gouth, nativo della Guascogna, passato alla storia per la soppressione dell'ordine dei Templari e come il Papa che spostò la sede apostolica ad Avignone.

Anche Giovanni Paolo II, durante le sue vacanze valdostane, si era recato al colle del Gran San Bernardo, ma restando sul versante italiano e senza superare il confine elvetico. Ha quindi un sapore quasi storico la visita compiuta da papa Ratzinger nella sua seconda uscita di quest'anno fuori dal comprensorio di Les Combes. "E' stato un incontro molto semplice, avvenuto in modo estremamente fraterno - racconta padre Federico, uno dei canonici regolari, della regola di Sant'Agostino, che vivono nel sito monastico -. Per noi è stato davvero un bel momento, un avvenimento importante e, nella sua semplicità, molto, molto emozionante".

Sul Gran San Bernardo, il valico per cui transitarono gli eserciti di Carlo Magno, di Federico Barbarossa e di Napoleone, la piccola comunità dei canonici accoglie ogni anno soggiorni prolungati di turisti, gruppi di pellegrini, gruppi scolastici, ciclisti e camminatori di passaggio, sciatori, che beneficiano così - sottolineano i monaci - "di un luogo propizio al rinnovamento della salute del cuore, del corpo e dell'anima". Benedetto XVI, una volta giunto ai 2475 metri del valico, ha varcato a piedi il confine per recarsi al monastero, mentre il convoglio delle auto restava in territorio italiano. "Si è trattato di un bell'incontro di preghiera - spiega ancora padre Federico, che nell'Ospizio si occupa dell'accoglienza -. Abbiamo pregato insieme i vespri. Il Papa ha fatto la sua predicazione, soffermandosi sulla funzione dell'Ospizio e sull'aspetto cristiano della perseveranza, parlando sia di San Paolo che di Sant'Agostino".

All'incontro erano presenti i quattro canonici e la suora oblata che vivono nella struttura, pochi altri frati giunti da Aosta e l'abate principale, il prevosto, che di norma risiede a Martigny. Hanno assistito anche gli ospiti attualmente accolti nella struttura. "Il tutto in grande fraternità e semplicità", osserva padre Federico, ancora emozionato per l'evento. Il Papa, dopo un saluto alla gente dell'Ospizio, ha visitato la comunità e quindi il canile dove vengono allevati e addestrati i famosi San Bernardo, che prestavano soccorso ai viaggiatori dispersi nella neve. "Molto buoni e molto bravi", li ha descritti il Pontefice con un gran sorriso al suo ritorno a Les Combes.

L'escursione di papa Ratzinger al confine italo-svizzero, comunque, è poi continuata con un'ulteriore passeggiata a piedi fino al lago, prima di riavvicinarsi alle auto per il viaggio di ritorno. "Ha voluto fare una sua preghiera sulla montagna", spiega padre Federico, restituendo l'immagine di un Papa che, pressoché da solo, ai quasi 2.500 metri tra le vette immacolate del Grand Combin e del Monte Bianco, si raccoglie in preghiera ad alta quota, come tanto amava fare il suo predecessore Giovanni Paolo II. (ANSA).




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