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Bene dare case confiscate alla criminalità
11:03 - 30/08/2017

(ANSA) - ROMA, 30 AGO - "Le difficoltà per risolvere l'emergenza abitativa" in Italia "sono le risorse. Un Comune non può fare da solo un piano casa; i piani casa sono, attraverso finanziamenti statali, nelle mani delle Regioni che finanziano le agenzie regionali o comunali per la casa per costruire alloggi sociali". Lo ha detto il sindaco di Bari e presidente dell'Anci, Antonio Decaro, ai microfoni di Radio Anch'io su Radio1, parlando di sgomberi ed emergenza abitativa.
Decaro si definisce "assolutamente" intollerante verso l'occupazione. "Dal punto di vista di principio non si può occupare un immobile pubblico o privato e sottrarlo al legittimo proprietario. Poi un sindaco deve fare i conti con quello che accade in una città" e con le difficoltà delle persone che ci vivono. Tra le possibilità a disposizione, ha ricordato Decaro, ci sono l'alloggio sociale, il contributo alloggiativo e l'housing sociale. "Quando c'è un'emergenza abitativa vanno bene le case confiscate alla criminalità", da mettere a disposizione "anche di chi non ha occupato" e che "va a dormire nei corridoi degli ospedali, nei portoni dei condomini". Secondo Decaro esistono tre tipologie di cittadini in emergenza abitativa: ex migranti, residenti che per morosità incolpevole non possono più pagare l'affitto o il mutuo e i senza fissa dimora. "Per quelle persone o adottiamo i dormitori o cerchiamo di dare immobili, non solo sequestrati alla criminalità, ma anche di proprietà pubblica, e non utilizzati, attraverso il demanio. La procedura è semplice, ma quegli immobili, solitamente caserme e uffici abbandonati, hanno bisogno di lavori per essere usati come alloggi per famiglie in difficoltà".(ANSA).
