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18:45 - 26/07/2005 




(dell'inviata Giovanna Chirri) (ANSA) - LES COMBES (AOSTA), 26 LUG - Le vacanze del Papa volgono al termine. Giunto in Valle d'Aosta, a Les Combes di Introd la mattina dell'11 luglio, Benedetto XVI ripartirà giovedì pomeriggio, diretto a Castelgandolfo. Il periodo in Valle, in uno chalet di legno e pietra a vista che ha ospitato anche i soggiorni di Giovanni Paolo II dal 2000, è stato una vacanza, ma di lavoro, come ha detto a più riprese il suo portavoce Joaquin Navarro-Valls.

Papa Ratzinger, che ha il temperamento dello studioso, ha passato alla scrivania molte ore al giorno, concedendosi soltanto qualche passeggiata pomeridiana negli altipiani raggiungibili dalla sua villetta e una sola volta, in una località della Valgrisanche, in prossimità di una diga. Anche quando è andato in gita sul Monte Bianco, prendendo la funivia come un normale turista e senza farne fermare le corse, ha concluso la gita all'ora di pranzo e ha passato il pomeriggio al tavolo di lavoro. "In questi giorni - ha raccontato Navarro-Valls alla Radio Vaticana - il Papa ha praticamente diviso in due la giornata, in mattinata studiava, soprattutto, e scriveva, e nel pomeriggio faceva passeggiate in questi luoghi stupendi della Valle d'Aosta".

I temi che ha esaminato durante le vacanze valdostane sono i più svariati: dal completamento di un libro, che ha cominciato tre anni fa quando era ancora cardinale e del quale l'argomento é top secret, all'esame di dossier sulle nomine dei vescovi e in curia e, forse, allo schema della prima enciclica, la cui pubblicazione non è però imminente e comunque posteriore a quella del libro. Dal racconto dei suoi collaboratori, sembra che una cosa molto apprezzata da papa Ratzinger sia stata la possibilità di passeggiare serenamente e in tutta tranquillità, nonostante il fatto che sia diventato Papa. Navarro-Valls parla anche di un "adattamento veloce" ai luoghi e ai ritmi della vacanza. La prima villeggiatura di Benedetto XVI ha coinciso con un periodo di fortissima recrudescenza terroristica nel mondo, da Londra all'Egitto, sotto l'ombra di Al Qaeda.

"Il Papa, anche quando è in vacanza - ha osservato Navarro-Valls - non può lasciarsi alle spalle l'umanità, e questa umanità martoriata dagli attentati era presente nel suo pensiero e soprattutto nella sua preghiera".

Le tensioni e i nervi scoperti indotti dal terrorismo hanno portato ieri a uno spiacevole episodio: Israele ha convocato il nunzio a Gerusalemme per una protesta formale sul fatto che il Papa, nell'Angelus di domenica scorsa, non avesse menzionato Israele tra i paesi vittime del terrorismo. "E' una cosa pretestuosa, non ha alcuna base", ha commentato il portavoce, che già ieri con una dichiarazione aveva stigmatizzato l'atteggiamento israeliano: "Il Papa stava menzionando testualmente eventi recenti, mediatici, di questi giorni, Non voleva fare una storia di tutti gli attentati del mondo, quindi mi sembra una cosa pretestuosa e già passata, non ha nessuna attualità".

Nonostante il contesto internazionale i giorni di papa Ratzinger in Valle sono trascorsi all'insegna della tranquillità, circondato dall'affetto discreto dei valdostani, impegnati ad assicurargli riposo e riservatezza. Anche le misure di sicurezza, rafforzate a causa della minaccia terroristica, sono state sempre discrete e l'illustre ospite non deve aver mai avuto l'impressione di vivere assediato.

Ancora increduli di aver potuto accoglierlo - dopo che il predecessore aveva scelto questa Regione per dieci volte, di cui nove per le vacanze estive - i valdostani hanno cominciato a chiedersi se papa Ratzinger vorrà tornare tra loro anche l'anno prossimo. L'invito è già stato formulato, con delicatezza, dal vescovo di Aosta Giuseppe Anfossi e dal sindaco di Introd, Osvaldo Naudin. E anche se ogni ipotesi è oggi prematura, qui sono in molti a sperare che la Valleé abbia conquistato il cuore del papa tedesco e che questo possa indurlo a tornare. (ANSA).




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