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Nouvelle
16:45 - 09/05/2014

(ANSA) - ROMA, 9 MAG - "Se corrispondesse al vero'' la denuncia che il vaccino contro l'Aids allo studio sarebbe in mano a dei privati, ''urgerebbe fare chiarezza, e per non sbagliare intendo fare una interrogazione al ministro della Salute per stabilirne la veridicità in tempi rapidissimi''. Lo ha affermato Emilia Grazia De Biasi, presidente Commissione Sanità al Senato, sottolineando come ci siano ''di mezzo questioni delicate di mercato, ma soprattutto è in gioco la salute della persona e del cittadino".
De Biasi è intervenuta a Milano a margine del Congresso Internazionale ICE, Insieme Contro l'Epatite, "Epatiti Virali tra presente e futuro", commentando l'inchiesta del mensile Altreconomia, pubblicata sul numero di maggio. Secondo l'inchiesta del mensile, sono stati stanziati finora 49 milioni di euro di soldi pubblici per la ricerca sul vaccino contro l'Aids, ma dei risultati potrebbe beneficiarne un ente privato. Nel 1998 Barbara Ensoli, direttore del Centro nazionale Aids in seno all'Istituto superiore di sanità (Iss), annuncia che grazie ad una proteina virale, la Tat, si può ottenere un vaccino sia preventivo che terapeutico. Secondo il mensile, oggi una parte rilevante dei brevetti è stata ceduta alla Vaxxit srl, con un capitale sociale pari a 10 mila euro per il 70% appartenente alla stessa Ensoli.
"Sono stati spesi quasi 50 milioni di euro di soldi pubblici per il vaccino - ha dichiarato Rosaria Iardino, Presidente Donne in Rete onlus -. A breve invierò una lettera alle istituzioni per richiedere chiarezza su questa notizia, perché se i soldi spesi sono pubblici, il brevetto appartiene all'Istituto Superiore di Sanità. Nell'eventualità di una simile notizia verificata - ha concluso - assisteremmo infatti a un conflitto di interessi imbarazzante: il ricercatore italiano, pagato dall'ISS, finanziato con i soldi pubblici, apre una sua società che ne detiene la gran parte dei diritti''.
