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Francese salvato a Tor de Geants con temperatura sotto 30 gradi
18:21 - 11/09/2013

(ANSA) - AOSTA, 11 SET - ''Hanno pensato per molto tempo che fossi morto, diciamo che sono un po' un miracolato''. Sorride dal suo letto d'ospedale il corridore francese Ludovic Perchot, 35 anni, di Digione, in Borgogna: inghiottito dal buio di un dirupo mentre disputava l'ultra maratona alpina del Tor des Geants, è rimasto incosciente per sei ore, rischiando di morire assiderato. Oggi, con qualche graffio e un paio di lividi, può tornare a casa sulle proprie gambe.
E' a conoscenza della morte del 'runner' cinese di 43 anni che domenica scorsa ha perso la vita scivolando e sbattendo la testa sulle rocce. Entrambi gli incidenti sono avvenuti sul colle della Crosatie, sopra Valgrisenche, ad una manciata di minuti l'uno dall'altro. Stretto nella maglietta ufficiale della corsa, Ludovic non smette di ringraziare l'organizzazione del massacrante endurance trail che si corre per 330 chilometri lungo le Alte vie della Valle d'Aosta. ''Molti dicono che il Tor sia una gara pericolosa - osserva - ma io dico di no. Altrove sarei stato da solo, qui mi hanno salvato la vita''.
Il suo racconto: ''Pioveva tantissimo, già dalla partenza a Courmayeur, la terra e le rocce erano molto bagnate. Si scivolava e grandinava, il vento cambiava continuamente direzione''. Erano le 23 e Ludovic Perchot, che partecipava per la seconda volta alla gara, stava salendo verso il colle quando è stato sorpreso dalla bufera, con raffiche di vento di oltre 100 chilometri orari. ''Mentre cercavo di estrarre il bastoncino rimasto piantato nel terreno, una violenta folata mi ha buttato all'indietro. Nella caduta ho perso la lampada frontale''. Un vero e proprio salto nel buio, in mezzo alle rocce: ''Sono rotolato, rotolato, ho visto la mia vita che scorreva. Mi sono fermato venti metri più in basso, bloccato tra due massi, non potevo più muovermi''. Nemmeno per prendere il cellulare e la coperta di sopravvivenza che aveva nello zaino. Quindi le urla, disperate. In mezzo alla tempesta altri corridori lo hanno sentito e hanno dato l'allarme. Infine l'arrivo delle squadre di soccorso a piedi.
''Il medico è venuto a cercarmi, ero già incosciente. Mi hanno portato nel bivacco, non so chi, non so come, non ho visto nulla. Mi sono risvegliato solo alle cinque del mattino''. Da lì il trasporto in elicottero all'Ospedale Umberto Parini di Aosta. ''Ero in uno stato di ipotermia molto serio, avevo una temperatura corporea inferiore ai trenta gradi. Hanno pensato che fossi morto, hanno pensato per molto tempo che fossi morto. E poi finalmente mi sono risvegliato, tutto d'un tratto. Mi hanno fatto oltre 20 radiografie e ho zero fratture, zero. E' incredibile''. Oggi è stato dimesso e può tornare a casa.
Sospendere la gara per qualche ora date le condizioni meteorologiche? ''La situazione non era così estrema, e poi eravamo appena a 40 chilometri dalla partenza, la fatica non era troppa''. Quindi ''solo sfortuna'', perchè ''il Tor des Geants non è pericoloso: io pratico molto alpinismo, trekking, scalate, tutto in solitaria. Se mi fosse successo un incidente del genere altrove sarei stato da solo e sarei morto''. (ANSA).
