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SU RISCALDARE AULE,OK PROVOCAZIONE MA FAMIGLIE SOSTENGONO SCUOLE
16:06 - 09/11/2012 


(ANSA) - ROMA, 9 NOV - ''Ancora una volta in carenza di fondi si colpiscono le scuole''. E' quanto afferma, in un commento postato su Facebook, Davide Guarneri, presidente dell'Age (Associazione italiana genitori), riferendosi all'annuncio delle Province di essere costrette a causa di altri tagli da parte del Governo a spegnere il riscaldamento delle scuole.

''Di certo l'annuncio si colloca - afferma - in una forte dialettica fra le Province e il Governo, acuita dai provvedimenti che prevedono la soppressione di parte di questi enti. Ed e' altresi' vero che la riduzione di trasferimenti agli enti locali puo' comportare ulteriori riduzioni di servizi ai cittadini. Perche', pero' - domanda Guarneri - utilizzare le scuole come oggetto del contendere? Perche' non decidere, una volta per tutte, di assumere responsabilmente decisioni che, recuperando risorse, incidano nella spesa ancora incontaminata? La spesa militare, per esempio, si attesta in Italia intorno ai 30 miliardi di euro, e sono in essere contratti per l'acquisto di cacciabombardieri e sommergibili per oltre 700 milioni di euro. Oppure, e' cosi' laboriosa l'individuazione e riduzione di enti, consigli, organismi spesso inutili, molti dei quali promossi dalle Province stesse? E perche' non pensare che scuole inserite nel territorio possono essere una risorsa e persino un risparmio, se aperte molte ore accogliendo attivita' sociali, culturali e aggregative, magari adeguatamente alimentate da energie alternative? Da genitori e da cittadini abbiamo il dovere di affermare che oramai - prosegue il presidente dell'Age

- e' in gioco la dignita' del nostro sistema scolastico, segnato
da cronici problemi di edilizia e sicurezza, da continui tagli negli stanziamenti, da riforme prevalentemente ispirate da criteri di risparmio economico. Il buonsenso e gli studi economici piu' autorevoli dicono chiaramente che la ripresa e lo sviluppo passano dall'investire in ricerca, in istruzione e formazione. Un secolo fa ogni bambino portava a scuola un ciocco di legno per riscaldare l'aula. Vogliamo tornare a quei tempi? Restano le famiglie a sostenere la scuola, poiche' amministratori e politici - conclude - hanno lo sguardo rivolto altrove''.(ANSA).




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