- Page d'accueil
- Nouvelles du jour
- Nouvelle
Nouvelle
NEL MARE ITALIANO 9 OPERATIVE E ALTRE 70 ALL'ORIZZONTE
19:32 - 13/08/2012

(ANSA) - ROMA, 13 AGO - E' sulle acque marine che ''si gioca la partita piu' grossa'' delle trivellazioni per l'estrazione di idrocarburi per i rischi legati a incidenti: la posta in palio, tra piattaforme gia' attive e 70 nuove trivelle all'orizzonte, e' una porzione di mare italiano superiore alla superficie della regione Sardegna. E' l'allarme che Legambiente rinnova a proposito del piano energetico allo studio presso il ministero dello Sviluppo economico in cui, secondo indiscrezioni di stampa, torna l'ipotesi di permessi piu' facili per le perforazioni petrolifere con la revisione dei limiti che tengono le trivelle oltre le 12 miglia marine dalle coste italiane.
Il mare, spiega all'ANSA Stefano Ciafani vice presidente di Legambiente, e' quello che ''rischia di piu''' rispetto all'entroterra perche' per ''quantitativi ridicoli'' di materia prima si rischia con eventuali incidenti di ''mettere in ginocchio due pezzi importanti dell'economia italiana: il turismo costiero e la pesca''. Stefano Lenzi, responsabile dell'ufficio relazioni istituzionali del WWF Italia, definisce ''fuori luogo'' il ''braccio di ferro sulla questione delle 12 miglia'' che mette a rischio ''l'industria marittima italiana''.
Nel Rapporto annuale 2012 del Dipartimento per l'Energia del Ministero dello Sviluppo economico, pubblicato online, si legge che al 31 dicembre 2011 sono in vigore 121 permessi di ricerca di idrocarburi (di cui 96 in terraferma e 25 in mare) e 199 concessioni di coltivazione (di cui 133 in terraferma e 66 in mare).
Secondo il dossier ''Trivella Selvaggia'' presentato di recente dalla Goletta Verde di Legambiente su elaborazione dei dati del Ministero dello Sviluppo, ad oggi sono operative 9 piattaforme petrolifere attive nei mari italiani, sulla base di concessioni che riguardano 1.786 kmq di mare (in Adriatico, a largo della costa abruzzese, marchigiana e di fronte a quella brindisina, e nel Canale di Sicilia). ''Le richieste e i permessi per la ricerca di petrolio in mare - spiega Legambiente
- riguardano soprattutto l'Adriatico centro meridionale, il
Canale di Sicilia e il mar Ionio. Un ultimo permesso di ricerca rilasciato riguarda anche il golfo di Oristano in Sardegna. Attualmente 10.266 km quadrati di mare italiano sono oggetto di 19 permessi di ricerca petrolifera gia' rilasciati, mentre 17.644 km quadrati sono oggetto di 41 richieste di ricerca petrolifera in attesa di valutazione e autorizzazione da parte del ministero dello Sviluppo economico''. (ANSA).
