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AL VIA COLLABORAZIONE, FENOMENO IN CRESCITA
19:39 - 10/05/2012 


(ANSA) - ROMA, 10 MAG - Una delegazione di operatrici sociali egiziane, giordane e libanesi impegnate in politica e nella protezione di lavoratrici migranti e rifugiate sono giunte in Italia e vi rimarranno fino al 13 maggio per studiare il nostro sistema di protezione ed assistenza ai migranti e nella lotta contro la tratta di esseri umani. Primo momento di confronto un convegno che si e' svolto oggi a Roma dal titolo, ''Mediterraneo un mare di schiave'', e l'11 maggio un incontro della delegazione con il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris.

L'arrivo di questa delegazione in Italia fa parte di un più ampio programma messo a punto da Un ponte per... con il suo partner Jordanian Women's Union per contrastare il fenomeno della violenza e dello sfruttamento delle lavoratrici migranti in Medio Oriente, sia attraverso il rafforzamento del quadro normativo e dei servizi di protezione legale e sociale, sia offrendo servizi di assistenza psicologica. Dal dibattito e' emerso che il fenomeno dello sfruttamento delle lavoratrici migranti, cominciato negli anni '90, provenienti dall'Asia, in particolare da Sri Lanka, Filippine e Indonesia, negli ultimi anni ha assunto proporzioni impressionanti anche se in Giordania e in Libano si sta intervenendo in modo significativo per cercare di ridurlo; secondo le stime ufficiali (che rispecchiano solo in parte la reale entità del fenomeno), in Libano si registra oggi almeno un decesso a settimana, e spesso si tratta di suicidio. La Giordania conta almeno 70.000 lavoratrici domestiche straniere su una popolazione totale di poco meno di 6 milioni di persone, mentre in Egitto i lavoratori migranti superano quota 2 milioni di individui. Obiettivo del progetto "Una risposta olistica al traffico, violenza e sfruttamento delle lavoratrici migranti nel Mashrek" avviato nel 2011 in partnership con la Jordanian Women's Union. e quello di affrontare il fenomeno sia in termini numerici sia per le conseguenze fisiche e psicologiche sulle donne coinvolte. Al convegno, fra gli altri, hanno partecipato rappresentanti dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), dell'Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato (Squadra Mobile di Roma), le cooperative Be Free e Parsec, e la Casa dei diritti sociali. Teresa Albano dell'IOM ma anche Carla Baiocchi della Casa dei diritti sociali e Carla Quinto di Befree, hanno messo in evidenza che da noi l'irrigidimento delle politiche migratorie e un welfare in diminuzione hanno facilitato il mancato rispetto dei diritti umani. Il viaggio di studio proseguirà a Caserta, Torino e Pisa. (ANSA).




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