Idroelettrico

Cosa è

L'energia idroelettrica è stata tra le prime fonti rinnovabili ad essere utilizzata su larga scala e rappresenta ad oggi quasi il 20% della produzione mondiale di energia elettrica.

La Valle d'Aosta rappresenta per la sua conformazione geomorfologica una delle regioni più adatte alla produzione idroelettrica in Italia; attualmente la potenza installata si aggira attorno agli 830 MW con una produzione di energia idroelettrica di circa 2700 GWh annui. La gestione delle centrali è affidata quasi completamente al gruppo CVA - "Compagnia Valdostana Acque" (http://www.cva-ao.it/). Della produzione complessiva circa 900 GWh soddisfano il fabbisogno interno mentre la quota restante viene esportata.

L'energia si ottiene sfruttando un dislivello d'acqua o la velocità di una corrente: l'acqua, azionando una turbina, produce energia elettrica.

Le centrali idroelettriche

In generale una centrale idroelettrica è costituita da:

  • un sistema di captazione e accumulo dell'acqua ad una quota elevata
  • condotte e canali per il trasporto dell'acqua dal sistema di captazione alla turbina
  • una turbina che, azionata dall'acqua in caduta, trasforma l'energia idraulica in energia meccanica

Gli impianti idroelettrici possono essere distinti nelle seguenti tipologie:

1. ad acqua fluente

Gli impianti ad acqua fluente non presentano bacini d'accumulo e funzionano in maniera continuativa; la produzione di energia è funzione della portata del corso d'acqua. L'acqua utilizzata viene poi restituita al suo alveo naturale attraverso un canale di restituzione, pur essendo obbligatorio garantire un deflusso minimo vitale (DMV), necessario per salvaguardare gli ecosistemi legati al corso d'acqua.

2. a bacino

Le centrali a bacino sono impianti che sfruttano un serbatoio idrico naturale oppure con sbarramento artificiale. Devono presentare un salto tra bacino e turbina . A seconda del bisogno possono essere messe in esercizio o arrestate attraverso dei sistemi di paratie.

3. ad accumulo a mezzo di pompaggio

Le centrali di pompaggio sono del tutto analoghe alle precedenti con la differenza che, al posto del bacino naturale o artificiale, si trovano dei serbatoi che vengono caricati d'acqua mediante il sollevamento elettromeccanico. Si tratta sostanzialmente di un impianto con due serbatoi collocati a quote differenti collegati tra loro da un condotto a valle del quale si trova la turbina. Nei momenti di maggior richiesta elettrica (carichi di punta) l'acqua immagazzinata nel serbatoio superiore viene rilasciata per produrre energia elettrica; nei periodi di minor richiesta (ore notturne) l'acqua convogliata nel serbatoio a valle viene ripompata al serbatoio superiore pronta per essere riutilizzata al momento del bisogno.

4. all'interno dei condotti di adduzione dell'acqua potabile

Le turbine possono anche essere inserite lungo i condotti principali di adduzione dell'acqua potabile per produrre energia elettrica. Questa soluzione ha un minore impatto sull'ambiente, sia a livello visivo che ecosistemico.

In funzione del salto gli impianti posso essere distinti impianti :

A bassa caduta

h < 50 m

A media caduta

50 m = h =250 m

Ad alta caduta

250 m < h = 1000 m

Ad altissima caduta

h > 1000 m

In base alla taglia di potenza nominale della centrale, gli impianti idroelettrici si suddividono in:

Micro-impianti

P < 100 kW

Mini-impianti

100 kW < P < 1.000 kW

Piccoli impianti

P > 1.000 kW

Grandi impianti

P > 10.000 kW

In Italia i grandi impianti idroelettrici hanno già sfruttato gran parte delle potenzialità presenti nel paese. Il mini-idroelettrico ha invece ancora un'interessante potenzialità di affermazione e inoltre si integra in maniera meno invasiva nell'ambiente e negli ecosistemi locali. Pur essendo di limitata potenza unitaria, possono diventare sistemi di produzione decentrata che consentono di dare un notevole contributo alla copertura della domanda elettrica nazionale.

 

 



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