Agricoltura sociale in Valle d'Aosta

Il progressivo distacco tra città e campagna, tra luogo dove si produce e dove si consuma il cibo, l’affermarsi di una dimensione virtuale e on line della vita (si comunica e si conosce attraverso chat e blog; si compra e si vende su eBay; si socializza in myspace e facebook) insieme alla riduzione delle possibilità (e spesso voglia) dei bambini di muoversi e frequentare autonomamente spazi all’aperto, rende il vivere delle esperienze dirette e quotidiane a contatto con l’ambiente rurale e naturale un privilegio sempre più raro. Questa mancanza ha effetti, ormai dimostrati, non solo sui saperi quanto sulla salute e sullo sviluppo dei bambini stessi: obesità, mancato affinamento delle capacità sensoriali (con conseguente impoverimento dell’esperienza umana), nuove paure (di toccare, di sporcarsi, di assaggiare, di avvicinare un animale …), aumento delle allergie ed iperattività sono solo alcuni dei sintomi di una diffusa e generalizzata perdita della propria identità ecologica.

 

Ecco allora che le fattorie didattiche nate in una logica di multifunzionalità come servizio utile ad integrare le tradizionali fonti di reddito degli agricoltori, diventano un elemento essenziale di un sistema formativo diversificato e articolato in cui sinergicamente con la scuola e la famiglia contribuiscono alla scoperta e valorizzazione del territorio, alla crescita di cittadini consapevoli di essere parte di un sistema a cui devono la loro sopravvivenza e responsabili nella costruzione di un futuro sostenibile.

 



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