Venerdì 8 Settembre 2006
Palais Saint-Vincent, ore 20.45
ANGELO BRANDUARDI in concerto

Davide Ragazzoni batteria
Stefano Olivato basso
Giovanni Vianelli tastiere
Premessa musicale di Maura Susanna e Luis de Jyaryot
Maura Susanna voce
Evélyne Parouty voce
Luis de Jyaryot voce
Felice Bessolo chitarre
Rémy Boniface violino, accordéon
Mauro Gino batteria e percussioni
Giorgio Negro pianoforte e chitarra
Massimo Santarelli contrabbasso e basso elettrico
Christian Thoma oboe, corno inglese e arrangiamenti
Angelo Branduardi
Le tappe della sua carriera
1974 - Debutto discografico con l’album Angelo Branduardi, arrangiato da Paul Buckmaster. (RCA)
1975 - La luna, in collaborazione con Maurizio Fabrizio.
1976 - Alla Fiera dell'Est gli vale il Premio della Critica Discografica Italiana.
1978 - La Pulce d'acqua in cui compare, in qualità di ospite, il musicista sardo Luigi Lai, virtuoso delle launeddas, antichissimo strumento a fiato.
1979 - Cogli la prima mela, album di grande successo in tutta Europa, premiato dalla critica tedesca ed europea.
Nello stesso anno Branduardi si esibisce a Parigi alla Fète de l’Humanité, davanti ad un eccezionale pubblico di 200.000 persone. All’evento fa seguito, nel 1980, la pubblicazione dell’album dal vivo Concerto.
1980 - Parte la tournée “La Carovana del Mediterraneo”, che ha come ospiti fissi Stephen Stills, Graham Nash e Ritchie Havens.
1981 - Branduardi riprende la collaborazione con Paul Buckmaster per l’album Branduardi, che gli vale in Germania il premio come migliore artista dell'anno.
1983 - Esce Cercando l’oro, arrangiato da Maurizio Fabrizio, al quale fa seguito un tour europeo di oltre 50 concerti.
Nel 1983 Branduardi comincia a lavorare per il cinema. Compone la colonna sonora del film di Luigi Magni State buoni se potete, per la quale vince i due più prestigiosi premi italiani: il David di Donatello ed il Nastro d’Argento.
Subito dopo Branduardi lavora col regista tedesco J. Schaaf alla riduzione cinematografica di Momo, il famoso romanzo di Michael Ende.
In seguito ancora con Magni per Secondo Ponzio Pilato e con Aurelio Chiesa per Luci lontane.
1984 - Parte un tour italiano i cui proventi vengono devoluti all’Unicef.
1985 - Esce Branduardi canta Yeats: dieci liriche del grande poeta irlandese W. B. Yeats, tradotte ed adattate da Luisa Zappa e musicate da Branduardi.
1988 - Pane e Rose
1990 - Il ladro
1992 - Branduardi passa alla EMI e pubblica in tutta Europa il suo primo Best of.
1993 - Si può fare, ottimo successo di pubblico e di critica, seguito da una tournée europea di oltre sessanta concerti.
1994 - Domenica e lunedì. Autori dei testi, oltre a Luisa Zappa, sono Paola Pallottino, Eugenio Finardi, Roberto Vecchioni e Pasquale Panella.
Dal tour di quell’anno nasce l’album dal vivo Camminando, camminando.
Nell’album vengono inclusi due inediti, realizzati in studio su testi di Giorgio Faletti, segnando così l’inizio di una felice amicizia e di una collaborazione che proseguirà nella realizzazione de Il dito e la luna, nel 1998.
1996 - Esce per la EMI Classics il primo Futuro Antico, realizzato col gruppo “Chominciamento di Gioia” e diretto dal maestro Renato Serio: pagine sacre e profane del Medio Evo e del primo Rinascimento.
1998 - Branduardi Studio Collection: 33 canzoni che ripercorrono la discografia di Branduardi.
1999 - Futuro Antico II, dedicato alla musica di Mainerio (XV e XVI secolo.)
2000 - L’Infinitamente Piccolo: undici canzoni su testi tratti dalle Fonti Francescane.
Con la partecipazione di artisti internazionali, quali Madredeus ed i Muvrini ed artisti italiani di prestigio quali Ennio Morricone, Franco Battiato e la Nuova Compagnia di Canto Popolare.
A questo album, dedicato a San Francesco, fa seguito una tournée di grande ed inaspettato successo che prosegue per tutto il 2001, arrivando ad oltre 120 concerti in tutta Europa.
2002 - Futuro Antico III, dedicato alla musica alla corte dei Gonzaga, in collaborazione con Francesca Torelli, studiosa e virtuosa di liuto.
2003 - Altro ed Altrove Parole d'amore dei popoli lontani
Tradotte ed adattate da Luisa Zappa, musicate da Angelo Branduardi, illustrate da Silvio Monti.
Da aprile a dicembre oltre 70 concerti nei più prestigiosi teatri e festivals di Italia, Germania, Austria, Svizzera, Belgio, e Grecia.
2005 - Esce per la EMI Branduardi Platinum Collection.
2006 - Pubblicazione della Classic Collection (EMI).
Le concert d’Angelo Branduardi, inséré dans le cadre de la Fête de la Vallée d’Aoste, est caractérisé par deux clefs de lecture principales, qui pourront proposer au public valdôtain toute une série de réflexions et de considérations sur différents niveaux d’approfondissement.
La première nous conduit dans le microcosme musical d’Angelo Branduardi et de sa longue carrière artistique, entreprise dans les années 70, avec plusieurs succès basés sur un style qui s’inspire de la musique populaire et sur un contenu fortement symboliste, qui emprunte à la philosophie orientale, au moyen -âge, à la spiritualité européenne et à la culture hébraïque.
Un parcours artistique marqué, au fil des années, par une évolution poétique et musicale, qui permet à Branduardi d’emprunter aux traditions et aux époques historiques les plus différentes, avec un langage original, immédiat et incisif, au-delà des limites des frontières de l’espace et du temps, sur l’itinéraire du “sentiment universel de l’amour”.
La deuxième idée est représentée par la participation des artistes valdôtains dans la première partie du concert, en guise d’introduction; leur présence se révéle indispensable en cette occurrence d’une part pour saisir le véritable esprit de la Fête valdôtaine, et d’autre part pour souligner davantage le climat musical tout à fait spécial de ce récital, par la proposition en musique de thématiques et de concepts directement liées à l’histoire et à la civilisation de la Vallée d’Aoste.
Artiste sensible aux problèmes de l’identité des peuples et de leurs expressions spécifiques en tant qu’apports essentiels enrichissant le multiforme scénario poétique et musical de l’Europe et du monde entier, Branduardi rendra hommage à la tradition valdôtaine avec deux arrangements originaux propres à mettre en lumière le caractère de fond de ce récital, qui insère les éléments saillants de notre patrimoine culturel dans un concert suspendu entre le passé et le futur, entre le sacré et le profane, entre la magie de la poésie et les émotions des sentiments éternels et universels.
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