ABORTO:RU486;VIALE,94,5%DONNE SU 1.800 SENZA INTERVENTO/ANSA

GINECOLGO,COSTI COME CHIRURGIA; OBIETTORE,RISCHI E MALFORMAZIONI
18:15 - 03/04/2010 


(di Elisabetta Guidobaldi) (ANSA) - ROMA, 3 APR - In campo medico il fronte del sý e del no sulla pillola abortiva RU486 si misurano non solo a livello morale ma anche sui numeri (a difesa) e sui rischi (contro). Il ricovero obbligatorio "Ú una punizione", ha detto da parte sua il ginecologo radicale, Silvio Viale, noto per aver avviato cinque anni fa al Sant'Anna di Torino la sperimentazione del farmaco. La pillola abortiva "non Ŕ un farmaco semplice da usare nÚ Ú priva di potenziali complicazioni", ha affermato il ginecologo obiettore Roberto Angioli, direttore del Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia del Campus Bio-Medico di Roma. Viale, a conferma della sua affermazione rende noti alcuni dati: su 1.800 casi di aborto con la pillola RU486, considerati in 8 ospedali italiani, "il 94,5% delle donne ha evitato l'intervento, il 5,5% si Ŕ sottoposto a raschiamento dopo il secondo ciclo del farmaco, quindi dopo l'espulsione, e in un solo caso c'Ú stato bisogno di una trasfusione".

Da considerare, ha sottolineato quindi Viale che, "nel caso dell'aborto chirurgico, il 100% si sottopone a intervento e nel 2%-4% di casi c'Ú bisogno di un secondo intervento".

"In Italia - ha ricordato poi il ginecologo - le donne che hanno abortito con la pillola in regime di sperimentazione sono 3.500 in una trentina di ospedali, soprattutto dell'Emilia Romagna; 362 a Torino".

Il nostro Paese, ha aggiunto Viale, "arriva con 20 anni di ritardo e quasi 10 di attesa. La prima richiesta la feci nel novembre del 2000. Nel giugno del 2005 arriv˛ il farmaco e la presidente Bresso era appena stata eletta. Io decisi di cominciare dopo l'estate. Il primo settembre 2005 ebbe inizio la sperimentazione e, dopo cinque giorni, il 6 settembre, c'Ú stato il primo caso italiano che fu poi reso noto l'8 settembre dall'ospedale stesso". Per il capitolo che riguarda i costi, secondo Viale, questi sono "praticamente indifferenti" tra l'aborto chirurgico e quello con la RU486. "Cambia pochissimo - ha detto Viale - ora quello chirurgico costa tra i 900 e i 1.000 euro mentre quello medico, che arriva a circa la metÓ di questi importi cosý a se stante, raggiunge invece il costo di quello chirurgico con il ricovero, gli esami e la struttura". Parla invece di implicazioni e rischi il ginecologo obiettore, Roberto Angioli: oltre alle "morti per sepsi sono segnalati numerosi casi di complicazioni, tra cui emorragie, svenimenti, nausea, vomito, crampi addominali, fenomeni ipertensivi". E "non Ŕ infrequente l'incompleta o mancata espulsione dell'embrione, che impone di ricorrere comunque alla chirurgia". Senza contare, ha sottolineato Angioli, "quel 5% circa di casi in cui la gravidanza prosegue dopo la somministrazione della RU486" nei quali "la probabilitÓ di malformazioni fetali Ŕ alta".(ANSA).


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