Materiali lapidei naturali

 

In generale

I materiali lapidei naturali si distinguono in base alla loro genesi e si suddividono in: rocce magmatiche, sedimentarie e metamorfiche. Fin dall’antichità sono stati ampiamente utilizzati per l’edilizia e la statuaria grazie alla loro resistenza agli agenti atmosferici. Rientrano in questa categoria anche le gemme (quarzo, smeraldo, rubino, diamante). 

 

Informazioni svelate

Conoscere il litotipo (cioè la tipologia di roccia) e le sue proprietà fisiche, chimiche, meccaniche e termiche è di grande importanza per individuare le procedure e i materiali più adatti da applicare in fase di restauro. Le indagini isotopiche forniscono invece informazioni sulla provenienza di una roccia, permettendo in questo modo di ricostruire le antiche rotte commerciali.

 

Indagini del LAS

Prove di assorbimento igroscopico: valutazione della capacità dei materiali di assorbire acqua sotto forma di vapore.

Prove di assorbimento capillare: valutazione della capacità dei materiali di assorbire acqua liquida.

XRD: identificazione dei minerali a partire da un campione ridotto in polvere.

Osservazioni in MO: individuazione della tessitura, della grana e della porosità  e riconoscimento delle fasi mineralogiche grazie all’allestimento di una sezione sottile.

Micro-Raman: caratterizzazione dei singoli cristalli visibili in sezione sottile.

SEM-EDS: identificazione degli elementi dei cristalli in una sezione sottile e acquisizione di mappe composizionali.

Cromatografia ionica: analisi quali e quantitativa dei sali solubili, per stabilire lo stato di conservazione e programmare gli interventi conservativi.

Colorimetria: definizione del colore per valutare e monitorare lo stato di alterazione o degrado di una roccia o del suo protettivo.

 

 



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