link home page
link la revue
link les numéros
link web école
links

Partner del FAI

Grazie alle Giornate FAI di Primavera dei liceali quattordicenni diventano apprendisti ciceroni dei Beni Culturali al servizio dei visitatori aostani e dei turisti di passaggio.

Tra gli obiettivi prioritari del Fondo per l’Ambiente Italiano, che da circa quattro anni conta una nuova delegazione anche in Valle d’Aosta, vi è la cooperazione con il mondo della scuola. L’impegno fondamentale del FAI, ossia la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico e naturalistico, incontra insegnanti e studenti proprio sul terreno dell’educazione collettiva alla salvaguardia delle bellezze del nostro Paese. Uno specifico protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca supporta tutte le iniziative al fine di avvicinare i giovani alla storia, all’arte, alle tradizioni e all’ambiente in maniera innovativa e motivante anche sotto il profilo metodologico. Numerose sono le proposte di collaborazione rivolte a tutti gli ordini di scuola, promosse, all’interno della Fondazione, dal Settore Scuola Educazione. Se i titoli dei progetti sono accattivanti, lo sono ancor di più contenuti e metodi, che si ispirano alla pedagogia della scoperta e al fare scuola nel territorio. Da Le ragioni del cuore (concorso che invita le classi della primaria e della secondaria di primo grado a esplorare e studiare il luogo più amato della loro zona, per poi illustrarlo in un libro o in una presentazione in Power point) a Il bello in piazza (concorso riservato agli allievi delle scuole secondarie di secondo grado, in vista della progettazione di un evento pubblico che celebri le bellezze di arte e natura), dalle visite scolastiche ai beni del FAI (castelli, ville, monasteri e giardini, con proposte di laboratori didattici e percorsi tematici, visite guidate, animate o visitative), ai progetti di educazione ambientale ed artistica, dal censimento dei beni segnalati dalle classi al forum di approfondimenti, messaggi e commenti, sino al progetto Apprendisti Ciceroni di cui diremo tra breve, tutte le proposte raggiungono insegnanti, studenti e visitatori con lo scopo di favorire in ciascuno la presa di coscienza e la maturazione del senso di responsabilità di fronte ai problemi della conservazione dei beni culturali; il tutto, in una maniera molto concreta e coinvolgente. Le varie iniziative propongono un itinerario articolato sempre intorno a due momenti distinti: si comincia dalla sensibilizzazione e dalla conoscenza del bene (monumento o porzione di territorio) nei suoi aspetti paesaggistici e storici, per giungere alla successiva restituzione al pubblico, in cui i ragazzi sono i veri protagonisti dell’azione di valorizzazione e comunicazione.

Il progetto Apprendisti Ciceroni

Svolto dalla classe IV B di Ordinamento del Liceo Classico di Aosta durante l’anno scolastico scorso (a.s. 2007/2008, da dicembre ad aprile), il progetto ha coinvolto una classe ginnasiale composta da 14 quindicenni e dalla sottoscritta, insegnante di storia e geografia, al fine di organizzare le cosiddette Giornate di Primavera, appuntamento tradizionale per il FAI, durante il quale i volontari della Fondazione garantiscono l’apertura di siti, di norma non visitabili, su tutto il territorio nazionale. In occasione di questo evento, svoltosi sabato 5 e domenica 6 aprile 2008, ben 550 monumenti in 240 città italiane sono stati visitati dal grande pubblico grazie all’attività di 100 delegazioni, di più di 7.000 volontari e di circa 11.000 giovani ciceroni guidati dai loro insegnanti.
L’invito rivolto dalla delegazione locale del FAI alla nostra istituzione scolastica ha voluto affiancare l’iniziativa regionale che prevedeva l’apertura straordinaria del criptoportico forense, recentemente restaurato, arricchendo l’offerta con l’apertura di un sito di straordinario interesse: l’anfiteatro di Augusta Praetoria Salassorum, le cui rovine sono inglobate all’interno di un edificio del convento delle suore di San Giuseppe, unico tra i monumenti della città romana a non essere mai stato oggetto di scavo. A livello didattico, il progetto ha trovato la sua opportuna collocazione all’interno del percorso di conoscenza del territorio della città di Aosta nella sua evoluzione urbanistica dal periodo preromano ai nostri giorni, percorso che si svolge di norma nell’ambito dei programmi di storia e di storia dell’arte della nostra scuola.

Notizie storiche sul monumento

I resti dell’anfiteatro di Augusta Praetoria sono situati all’interno del convento delle suore di San Giuseppe. Costruito all’interno delle mura nel settore nord-orientale della città, destinato agli edifici pubblici, esso sorgeva a nord del teatro ed occupava una superficie pari a un quinto di quella del Colosseo (86 metri per 73). Della struttura originaria sopravvivono oggi solo otto arcate, inserite in un edificio conventuale di epoca medievale che ne segue l’andamento curvilineo. Alcuni resti della cavea e parte della forma ellittica dell’arena sono ancora visibili all’interno del giardino del convento, coperto dalla coltre alluvionale che nei secoli si è formata a seguito delle frequenti esondazioni del Buthier.
Nel Medioevo, l’anfiteatro si trasformò in una vera e propria cava di pietre a cielo aperto. Nella prima metà del XIII secolo, il sito fu occupato dalle canonichesse di Santa Caterina, provenienti dal vicino Vallese (Svizzera). Giunte in Valle d’Aosta attraverso il colle del Teodulo tra la fine del XII secolo e l’inizio del successivo, dopo una prima permanenza in Valtournenche, le monache ricevettero in dono dal visconte di Aosta Goffredo di Challant una casa, una torre e una cappella nell’area dell’antico anfiteatro. Di tutto il complesso sopravvive oggi il solo campanile, con la bifora romanica. A fine Quattrocento il vice balivo di Aosta, François de Carmagne, fece intraprendere importanti lavori di restauro ed ampliamento del complesso; a quell’epoca risale anche l’affresco che sormonta il portale d’ingresso (la Vergine con il Bambino, tra S. Caterina e S. Francesco).
Dopo la soppressione degli ordini religiosi in epoca napoleonica e la conseguente espulsione delle monache (1802), il convento rimase vuoto sino al 1831, allorché il vescovo di Aosta, Mons. Agodino, chiamò da Lione le suore della congregazione di San Giuseppe. Quattro religiose si trasferirono in questo convento; da allora, senza soluzione di continuità, le suore hanno abitato questa casa, offrendo il loro prezioso servizio alla comunità valdostana, in particolare nell’educazione dei bambini e delle giovani, e aprendo, a partire dagli anni sessanta, le missioni del Madagascar, della Costa d’Avorio e della Romania.

Le attività didattiche del progetto

La classe è stata impegnata dapprima in un’attività di ricerca e studio con visite in loco, reperimento di materiali, acquisizione di immagini fotografiche, di disegni e riproduzioni, con l’intento di scoprire l’anfiteatro romano e approfondire la conoscenza delle sue caratteristiche architettoniche e funzionali. In questa forma, il progetto ha trovato una prima occasione di divulgazione all’interno della Settimana della Cultura Classica organizzata dall’Istituzione d’Istruzione Classica e Artistica di Aosta, nel pomeriggio del 23 gennaio 2008, quando la prima parte del lavoro prodotto dai ragazzi è stata presentata alle famiglie e alle altre classi della scuola.
Successivamente, gli studenti si sono dedicati alla realizzazione di una vera e propria mostra, che è stata allestita nei giorni 5 e 6 aprile nel salone del convento di San Giuseppe. L’esposizione è stata illustrata dai ragazzi stessi che si sono cimentati in una non semplice attività di tipo comunicativo, a contatto diretto con un pubblico numerosissimo; al di là di ogni aspettativa, si sono, infatti, contati un migliaio di passaggi nei due giorni. La funzione propedeutica dei cartelloni corrispondeva all’esigenza di introdurre i visitatori alla comprensione del sito stesso, con l’ausilio di brevi testi, di fotografie e disegni, attraverso l’illustrazione dei seguenti aspetti: la topografia della città antica e il rapporto col territorio; la struttura architettonica e le funzioni dell’anfiteatro nella civiltà romana; la ricostruzione ipotetica dell’anfiteatro di Augusta Praetoria e una panoramica degli studi effettuati sul monumento; i giochi e gli spettacoli (ludi gladiatori, condanne ad bestias, ecc.); che cosa i Romani pensavano di questo passatempo, tramite la lettura e l’analisi di alcune fonti scritte di carattere letterario. Di fronte alle monumentali arcate superstiti si concludeva il percorso espositivo dei giovani ciceroni, i quali accompagnavano infine i gruppi di visitatori nel grande, suggestivo verger del convento, che ancor oggi mantiene, con un effetto di grande suggestione, la forma ellittica dell’arena romana. Davvero grande, a questo punto, la sorpresa di centinaia di aostani in visita, che mai erano entrati, sino a quel momento, in uno dei siti più affascinanti e ricchi di storia della loro città. La natura stessa del luogo, di proprietà ecclesiastica, e la sua storia lo hanno infatti preservato sino ad oggi dalla frequentazione delle grandi folle.
Le problematiche relative all’abbandono dell’anfiteatro e ai cambiamenti nella sua destinazione d’uso, sino all’inserimento nelle strutture murarie dell’edificio della comunità monastica contemplativa delle monache di S. Caterina nel XIII secolo; la presentazione di alcuni documenti concernenti la storia e la vita del monastero; la soppressione dell’istituto religioso in epoca napoleonica e l’arrivo, negli anni Trenta del XIX secolo, delle suore di San Giuseppe; la loro opera nei settori dell’assistenza, della sanità e dell’istruzione, sino ai nostri giorni: tutti questi aspetti, che esulavano dalla ricerca condotta in classe dai ragazzi e che rappresentavano peraltro il necessario completamento per la conoscenza del sito, sono stati gestiti dalla sottoscritta insieme con i volontari dell’associazione Chiese Aperte nella diocesi di Aosta, a cui è spettato anche il compito di illustrare il dipinto, fresco di restauro, che sormonta il portone d’ingresso del convento sulla pubblica via. L’esperienza, a dir poco entusiasmante per i ragazzi, ha visto anche un buon coinvolgimento da parte delle famiglie. Insegnanti e studenti della Fondazione Istituto Musicale hanno allietato la permanenza dei visitatori con l’esecuzione in cappella di alcuni brani musicali.

Quali ricadute

Alla valutazione finale del progetto, realizzata attraverso la discussione in classe e la redazione di alcuni brevi testi di commento dell’esperienza, si è affiancata la realizzazione di una scheda sintetica, con la descrizione del monumento studiato, che è stata poi inserita sul sito di Wikipedia, Enciclopedia libera, sotto la voce “Anfiteatro”, collegata al link “Augusta Praetoria”.
Ritengo che sia stato reso, in occasione delle Giornate FAI di Primavera, un vero e proprio servizio alla comunità aostana e ai turisti di passaggio da parte della nostra istituzione scolastica, in una collaborazione che si è rivelata efficace sotto tutti gli aspetti con gli altri partner dell’iniziativa. Fondamentale, evidentemente, il contributo delle suore di San Giuseppe, le padrone di casa, che con grande gentilezza e disponibilità hanno aperto i loro ambienti per la realizzazione di una esperienza unica nel suo genere. I volontari dell’associazione Chiese Aperte nella diocesi di Aosta, dal canto loro, sono stati un’ennesima volta pronti alla collaborazione e, con la loro competenza e con la consueta cordialità, hanno dato una notevole mano ai ragazzi sotto il profilo della buona riuscita dell’evento. In qualità di insegnante, mi preme sottolineare che il riconoscimento che l’impegno profuso ha trovato unanimemente nel pubblico è stato per gli studenti un forte stimolo a livello educativo, oltre che un evidente motivo di soddisfazione. Lo spirito di gruppo, la cooperazione, l’aiuto concreto (anche nel senso, magari, dell’improvvisa sostituzione di un compagno stanco o momentaneamente assente) hanno fatto scendere in campo risorse assolutamente inimmaginabili nell’attività quotidiana in aula. Sotto il profilo più strettamente didattico, poi, oltre alle normali, positive ricadute di carattere conoscitivo che una simile iniziativa comporta, un grosso risultato si è ottenuto sul fronte comunicativo, tenendo soprattutto conto delle caratteristiche della classe (primo anno di liceo). La necessità di far fronte a un’affluenza di pubblico sorprendente ha richiesto ai ragazzi impegnati nelle visite guidate di adottare strategie comunicative adeguate e di superare da soli difficoltà connesse con la gestione della situazione, mettendo alla prova le loro risorse espressive e relazionali.
E’ auspicabile che la delegazione FAI della Valle d’Aosta prosegua con questa lodevole iniziativa, coinvolgendo a turno le diverse istituzioni scolastiche presenti sul territorio. Dopo la prima esperienza, quella dell’Istituzione Scolastica Evançon 2 (classe V elementare, a.s. 2006/07), dopo il nostro progetto dell’anno scorso, ora è la volta della scuola primaria di Donnas e di Vert (classi IV e V), i cui allievi stanno lavorando a una ricerca sulla strada romana, la sua evoluzione, la nascita del borgo. Appuntamento per tutti, il 28 e 29 marzo 2009, per la prossima Giornata FAI di Primavera, in occasione della visita del sito romano, della chiesa parrocchiale di Vert e della cappella di Sant’Orso di Donnas, eccezionalmente tenuti aperti e illustrati dai nuovi apprendisti ciceroni.

Marie-Rose Colliard
Docente
Istituto Storico della Resistenza e della Società contemporanea in Valle d'Aosta

 

couriel