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"Chiappe strette e occhi aperti"

Fare teatro è un’arte che spinge a capire il senso profondo dei messaggi e a trasmetterlo
attraverso la propria voce e il proprio corpo.

Quando ci si confronta con il teatro, è sempre valido il motto: “Chiappe strette e occhi bene aperti”, perché il teatro non è solo arte, non vuol dire solo rapporto tra spettatori e attori. Quello che il pubblico vede è solo la conclusione di un lavoro, spesso lungo e impegnativo, che comincia da un’idea, dalla voglia di comunicare un’emozione al pubblico.

Dare e avere - Il teatro non è certamente solo tecnica. Non è soltanto imparare a usare bene la voce. Significa tanta, tanta voglia di mettersi in gioco. E molta disciplina. Non si tratta solo di imparare a memoria un testo. Vuol dire capire cosa significa quel testo, nel più profondo. Vuol dire rispettare i ruoli e lasciarsi guidare fiduciosi da chi si occupa della regia. Quando tocca a te dare il meglio, quando bisogna invece dare spazio agli altri, valorizzandoli. Apprendere a rapportarsi con i compagni per dare vita a qualcosa di comune. Il pubblico è impietoso. Si accorge subito se qualcuno è un pesce fuor d’acqua.
Non ci sono voti, nessun esame. Solo un’occasione in più per imparare a vincere le proprie paure, superare i propri limiti.
Non manca chi sulle prime è titubante, ha paura. Magari maschera queste normalissime emozioni dietro una certa spocchia. Non ne vuole sapere, dice. “Siamo a scuola, non a teatro”, dice. Molto, ma molto di rado, questi atteggiamenti sono insuperabili. Magari basta cambiare la mansione, se così la vogliamo chiamare. Il teatro è pieno di persone che non salgono sul palco, ma lavorano per creare suggestioni ed emozioni. E lo scoprono presto i presunti riottosi che diventano intenzionati a cimentarsi con qualcosa di nuovo. Magari di tecnologico, perché il teatro è tradizione, ma anche forza della modernità.

Cambiare punto di vista - Per la maggior parte di ragazze e ragazzi non c’è nemmeno bisogno di questo cambiamento di orizzonte. Dopo qualche brontolio iniziale, si mettono in gioco. Eccome se lo fanno. Qualche volta, sorpresa nella sorpresa, allo spettacolo si rivelano i più entusiasti. I più preparati. Quelli che, alla fine, vogliono rifare questa esperienza. Il brivido che si prova davanti al pubblico davvero non ha età. Il teatro, qualche volta, è un modo di cambiare punto di vista.
Si lavora molto sul gruppo che deve essere sentito come una squadra. Bisogna valorizzare le capacità di ognuno, mettendo in risalto le sue caratteristiche peculiari. Un lavoro non scontato, perché il teatro ha anche la funzione di svelare. Così si scopre che qualcuno, che nella vita di tutti i giorni non ha mai pensato di sapere far ridere, si rivela un ottimo comico. Oppure, un burlone mai serio si svela un eccellente protagonista drammatico. Qualche volta il teatro si è dimostrato la cura migliore per tante piccole bue.

Scatenare la passione - Anni di esperienza mi hanno anche insegnato a comunicare in modo sempre più chiaro. Proprio perché il teatro non è solo fredda tecnica, bisogna far capire agli allievi cosa si desidera da loro. Perché solo a chiaro volere segue l’atto. Solo chiedendo con chiarezza e facendosi capire in modo semplice, è possibile far appassionare chi ci sta davanti. Con risultati talvolta sorprendenti.
Sono riuscita a far lavorare bene ragazze e ragazzi con problemi di apprendimento o handicap. Il fascino del teatro sta proprio nella semplicità del suo messaggio. Nel nostro mondo si parla e si sente parlare perfino troppo: un fiume di parole pronunciate e ascoltate senza prestare troppa attenzione ai significati profondi, mai legato al linguaggio del corpo, sempre meno importante in un’epoca segnata dalla comunicazione via SMS e mail. È importante tornare a un mondo antico quanto l’uomo, perché il teatro è una lingua comune a tutte le culture. Sapete che anche oggi ci sono grandi compagnie che fanno rappresentazioni in tutto il mondo perché non usano le parole ma le suggestioni visive? Pure in questo vive la grandezza del teatro.

Paola Corti
Attrice

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