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Voci di ragazzi

É importante che gli alunni, anche nella scuola elementare, imparino a riflettere su quanto viene loro proposto. Formare uno spirito critico costruttivo è uno dei compiti più complessi che la scuola deve assumersi. Per avviare una riflessione con le classi quinte A e B dell’Istituzione scolastica Luigi Einaudi sono stati utilizzati strumenti diversi. Nella quinta B, gli alunni hanno prodotto dei testi individuali, raccolti poi in un testo collettivo, dove hanno evidenziato pregi e difetti dell’attività scolastica; nella quinta A, invece, è stato utilizzato il brainstorming attraverso il quale ogni alunno ha potuto esprimere le proprie percezioni sulla motivazione e l’interesse per la scuola.

Catia Cottino
Milena Dalbard

PER ANNOIARSI

L’interesse è legato alla persona che insegna, all’umore del momento (bambini stanchi, tristi), alla difficoltà; allo star bene a scuola, al senso di noia, alla difficoltà di concentrazione, a stimoli esterni più interessanti (game boy, play-station), alla paura di non farcela, alla richiesta di uno sforzo più o meno grande.
Strategie per non annoiarsi: convincersi che lo sforzo è utile e che “ce l’hanno sempre fatta tutti, i nostri genitori, i nostri fratelli, ce la faremo anche noi”.
Consigli per gli insegnanti: utilizzare modi diversi di insegnare; fare più attenzione ai nostri interessi; utilizzare vari strumenti; lasciare momenti di espressione libera; lasciare momenti per scaricarci; fare attenzione a ciò che sappiamo; insegnare cose nuove.

La classe 5 A
Istituzione scolastica L. Einaudi di Aosta

 

LA NOSTRA OPINIONE

Noi alunni della classe quinta B abbiamo espresso prima individualmente, poi riassunto in un testo collettivo, i pro e i contro sulla scuola. Infine, ognuno ha formulato ipotesi per migliorarne alcuni aspetti.
La maggior parte è interessata all’educazione motoria perché propone attività sportive e ludiche all’aperto e all’educazione all’immagine, perché ognuno può esprimere la propria creatività e fantasia attraverso attività manuali. Tutti concordano che l’aspetto più divertente e ricco di esperienze è la gita di fine anno. Alcuni prediligono il lavoro di gruppo a quello individuale perché si scambiano informazioni. Altri sono molto propensi alle attività di ricerca nell’ambito storico-geografico e scientifico tramite Internet.
A nostro parere, alcuni degli aspetti meno piacevoli si potrebbero concordare con le insegnanti. Ad esempio, le regole (la blusa, le pantofole, la fila…) potrebbero essere il frutto di una decisione comune. Alcuni hanno delle richieste personali. Vincenzo e Mathieu si lamentano dei troppi compiti a casa e propongono di avere lo spazio e il tempo per eseguirli in classe. Giacomo preferirebbe due intervalli più corti suddivisi tra mattino e pomeriggio. Brando consiglia di usare spesso il computer in classe. Cristiano vorrebbe una settimana di vacanza da gestire liberamente durante l’anno scolastico. Marco chiede più attività comuni tra classi parallele, anche al di fuori del plesso scolastico. Nicolò, Matteo e alcune compagne propongono aule più moderne e confortevoli (tappeti, musica, animaletti da accudire, libri e giochi in scatola).

La classe 5 B
Istituzione scolastica L. Einaudi di Aosta

 

LA NOIA È ESSERE PASSIVI

La noia è quando non sai cosa fare, non sai a cosa pensare, non sai come tenerti occupato. La noia è quando fai una cosa che non ti piace, alla quale non ti interessi. Noia è ripetere sempre le stesse cose. Gli alunni si annoiano! Già, non apprezzano la scuola perché si sentono obbligati ad andarci. A loro piace giocare a pallone, è un dato di fatto, ma se venissero obbligati dal professore, con tanto di verifica finale sul calcio, sarebbero stanchi di giocare ancora prima dì aver iniziato. Se gli alunni considerassero la scuola come un diritto e non come un dovere sicuramente ci andrebbero più volentieri. Se penso alla noia, però, penso anche a quei professori che, a forza di insegnare sempre il solito programma scolastico, sono più annoiati degli alunni. La scuola è noiosa anche per il fatto che il prof spiega e gli alunni ascoltano. Logico: dopo un po' si annoiano perchè i ragazzi preferiscono svolgere delle attività coinvolgenti. Quindi non è vero che a scuola ci si deve annoiare, come non è vero che sono i professori ad annoiare gli alunni.
In fin dei conti, un po' di noia non fa male, ma deve essere una libertà, non un obbligo.

Cecilia Bartoloni
Classe 1 C
Istituzione scolastica Comunità Montana Grand Combin

Colpisce, nei brani dei ragazzi, la freschezza del linguaggio e del pensiero. Il paragone tra noia e Nutella oltrepassa anche le ipotesi, pur azzardate e originali, di Giacomo Leopardi: il gusto e l’eccesso vengono messi in contrapposizione. Dafne sembra persino apprezzarla: "la noia bella è annoiarsi non facendo niente”. Ma ci ricorda: “in grandi quantità ti nausea”. Colpisce il tono poetico di una metafora che racconta di un evidente bisogno di “slegare il proprio cervello” dalla noia di tutti i giorni, di lasciarlo correre. Colpisce in Silvia il ricorso ad un’autorità, quella del dirigente scolastico, per lanciare proposte concrete. Insomma, basta raschiare appena appena la superficie e si trovano nei ragazzi forti motivazioni e capacità di pensiero profondo.
L’immagine che ci offrono è quella di una generazione ossessionata dalla noia perché costretta ad affrontare la vita in maniera compulsiva, a trasformarla in un andirivieni alla ricerca di interessi.
Ed è soprattutto l’essere obbligati che li annoia: a scuola, a casa. Lo dice Cecilia quando rileva, non senza una sottile lamina di ironia, che se si venisse obbligati a giocare a pallone e a fare delle verifiche sul gioco probabilmente ci si annoierebbe. E ancora lei aggiunge, con pudore misto ad arguzia, che anche i professori sono annoiati quanto e più degli alunni.
La scuola è il regno del dovere? Probabilmente sì, lo è per ruolo, ma è necessario che il dovere non comprenda assolutamente il piacere? Le richieste non sono impossibili: è noiosa la lezione frontale, è noiosa una scuola che non fa attività pratiche, coinvolgenti. Basta leggere con intensità i testi per trovare un desiderio di essere protagonisti del proprio apprendimento e di essere coinvolti. E senza scuse. È ancora Dafne che ci ricorda: “La noia a volte è soltanto un pregiudizio”.

La redazione

È COME LA NUTELLA

Annoiarsi è noioso! E scrivere pensieri sulla noia a scuola è noioso!
Però a volte annoiarsi è bello! Ci sono modi e modi di annoiarsi... Annoiarsi facendo qualcosa di noioso è la noia brutta, la noia bella è annoiarsi non facendo niente! Ritagliarsi uno spazio di bella noia è bellissimo! Ti metti lì e ti annoi! È molto utile e ti permette di inventare nuovi modi per divertirti, perchè in quel momento sleghi il guinzaglio al cervello, liberi la mente. È una cosa che pochi si possono permettere. Al contrario, la brutta noia è molto brutta: perché fai la cosa noiosa e basta, non ti lascia tempo di immaginare, fantasticare, inventare...
Un esempio di noia sono i compiti e studiare. La noia, a volte, soprattutto la noia brutta, è soltanto un pregiudizio. Per esempio, all’inizio pensavo che questo esercizio fosse noioso poi ho visto che non era così perché mi ha fatto riflettere su cose che magari avrei dato per scontate.
Dobbiamo qualche volta sforzarci di annoiarci. Annoiarsi costa fatica, ma bisogna farlo altrimenti non si otterrà mai nulla, ripeto nulla, dalla vita. La noia è parente della pazienza, secondo me. Portare pazienza è noioso, ma non avere pazienza è un difetto grave. Bisogna saper aspettare per ottenere qualcosa di bello. La noia è come la Nutella: quando la mangi ti piace, ma in grandi quantità ti nausea.

Dafne Lunghi
Classe II C
Istituzione scolastica Comunità Montana Grand Combin

 

POUR QUE L'ÉCOLE NE SOIT PAS ENNUYEUSE

Aoste, le 18 avril 2007

Monsieur le principal,
Je fréquente votre école et je vous écris pour vous proposer des idées pour lutter contre l’ennui dans notre établissement. En cours d'histoire, par exemple, le professeur pourrait nous faire voir beaucoup plus de films documentaires afin de mieux attirer l’attention des élèves. Le professeur d'art plastique pourrait nous faire écouter de la musique, quand nous dessinons. En éducation physique le professeur pourrait nous faire faire des exercices physiques dans la cour et pour les autres matières nous pourrions créer des affiches de toutes les couleurs que nous accrocherions aux murs de notre classe pour égayer les locaux plutôt mornes. Nous aimerions que l'ennui disparaisse de cette école.
Je vous adresse, Monsieur, mes respectueuses salutations et je vous remercie de m'avoir écoutée.

Silvia Brochet
Classe III A
Istituzione scolastica San Francesco

 

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