NEVE
La manutenzione invernale delle strade è un'attività di scarsa visibilità ma di grande impegno per l'Amministrazione pubblica.
STRADE D'INVERNO
di Paolo Linty e Fabio Piazzano
Due immagini dei mezzi del Servizio Viabilità della Regione, negli anni '70.L'inverno è di solito una stagione che mette a prova l'efficienza delle strutture regionali preposte alle manutenzioni delle strade. La necessità di garantire il transito sulle principali percorrenze - la rete di strade regionali ha uno sviluppo di circa 500 km - costringe la Direzione Viabilità dell'Assessorato al Territorio, Ambiente e Opere Pubbliche ad una vigilanza continua. L'inverno è il periodo delle sorprese: anche in stagioni come questa, in cui la neve sembra essere stata la grande assente, nulla può farci prevedere se da un giorno all'altro possiamo trovarci sepolti da una spessa coltre bianca. Le strutture devono essere sempre pronte a intervenire, di giorno e di notte.
La frammentarietà della rete regionale, le differenti condizioni climatiche conseguenti all'esposizione ed alla quota (partendo da quota 338 m s.l.m. si raggiungono località turistiche situate anche a quote superiori ai 2.000 m.s.l.m.) e la diversa importanza dei vari collegamenti hanno accentuato le problematiche connesse alla transitabilità ed impegnato i tecnici nella ricerca di soluzioni idonee.
Alla base degli interventi dell'Amministrazione sulla viabilità regionale ci sono alcuni precisi obiettivi di fondo:
o permettere alla popolazione di muoversi con sicurezza e rapidità sia per gli spostamenti lavorativi sia per accedere ai servizi localizzati per lo più nei centri maggiori;
o assicurare collegamenti stradali adeguati per mantenere il popolamento delle zone di montagna;
o migliorare l'accessibilità del territorio per i vari settori dell'economia e particolarmente per il turismo.
L'elevata domanda determinata dallo sviluppo degli sport invernali impone infatti una nuova valutazione in merito alla costruzione e ammodernamento della rete viaria locale, con particolare attenzione all'aspetto della sicurezza. D'altra parte obiettivo dell'Amministrazione è anche quello di proporzionare la rete stradale ai flussi di transito. Non si tratta di dimensionare tutto in base alle punte massime di traffico, quanto di evitare congestionamenti che portano danno anche ai residenti. Nell'ottica di quanto sopra l'Amministrazione Regionale ha provveduto, fin dagli anni settanta, ad iniziare una coordinata ristrutturazione qualitativa della viabilità, attivando un programma di interventi sul patrimonio stradale di notevole impegno economico. Sono stati perciò curati con attenzione i progetti di ammodernamento della rete, tenendo particolarmente presenti negli studi le caratteristiche geomorfologiche del terreno. Con la definizione dei nuovi tracciati in variante si sono notevolmente diminuite le insidie plano-altimetriche evitando l'esecuzione di eccessivi movimenti di materiale e superando gli ostacoli più evidenti mediante la costruzione di ponti, emiviadotti, viadotti e gallerie artificiali e naturali.
Il fenomeno della caduta di materiali lapidei, attivato principalmente dalle precipitazioni piovose e dagli effetti dinamici delle forti escursioni termiche, è una delle problematiche principali affrontata dai tecnici e dagli Amministratori valdostani. Le esperienze acquisite nel tempo, coniugate con verifiche geotecniche e studi geologici, hanno determinato soluzioni diversificate: in alcuni casi si è intervenuti direttamente sulle sovrastanti pendici mediante la formazione di valli o l'installazione di reti metalliche di ritenzione, mentre nei casi più difficili la costruzione di gallerie paramassi ha rappresentato l'unica soluzione per garantire l'incolumità degli utenti.
Un moderno mezzo per lo sgombero della neve.Si è affrontata inoltre in tema di sicurezza stradale l'insidia dovuta ai fenomeni valanghivi interessanti le numerose valli laterali dove, in base allo studio delle caratteristiche nivometriche e dinamiche delle valanghe, si è intervenuti con sistemi attivi e passivi. Nell'ultimo ventennio, sugli 83 chilometri di rotabili interessate dalle valanghe e slavine sono stati individuati i tratti di più frequente caduta (circa 10 km.) e con la realizzazione di varianti (ml. 2.000), di ponti e viadotti (ml. 900) e di gallerie artificiali o naturali (n. 45 gallerie per uno sviluppo complessivo di 9.412 ml.), si è cercato di limitare notevolmente le situazioni di pericolo ed i disagi che penalizzano lo sviluppo economico delle zone soggette al fenomeno in questione e che hanno provocato in alcuni casi anche la perdita di vite umane. Sono attualmente in fase di realizzazione altri paravalanghe passivi da parte della Direzione Difesa del Suolo di questo stesso Assessorato, e si può affermare che con questa politica nel prossimo decennio si potranno percorrere le strade regionali in relativa sicurezza (salvo cause eccezionali dovute all'imprevedibilità di questi fenomeni).
In stretta collaborazione con i servizi forestali, l'Assessorato ha individuato, in alcuni casi, la zona di distacco delle masse nevose ed ha quindi realizzato barriere artificiali di contenimento, che alla luce delle verifiche posteriormente effettuate hanno dimostrato la loro piena efficacia.
Un altro aspetto di fondamentale importanza che l'Amministrazione regionale ha affrontato è la manutenzione ordinaria e straordinaria.
La sorveglianza e la manutenzione ordinaria dell'intera rete è affidata ai cantonieri, che effettuano gli interventi più opportuni e tempestivi per il mantenimento ed il ripristino della transitabilità. Tutti gli operatori sono collegati via radio tra loro, con il centro operativo della Protezione Civile e con gli Uffici della Direzione, sia per far fronte a per qualsiasi eventualità, sia per fornire agli utenti informazioni continuamente aggiornate sullo stato delle strade (vedi www.regione.vda.it alla voce "Viabilità").
L'attività di manutenzione, a seconda del periodo, si può suddividere in primaverile-estiva ed in invernale.

Manutenzione primaverile-estiva
In questo periodo gli operatori provvedono alla pulizia generale della strada e delle pertinenze, asportando con l'ausilio di mezzi meccanici il materiale inerte (abrasivi, detriti ecc.)..Si provvede inoltre al sistematico taglio di erba, di cespugli e piante su scarpate e banchine stradali, e alla pulizia di cunette e condutture, al fine di garantire il libero deflusso delle acque piovane. Si eseguono inoltre interventi straordinari quali installazione di barriere di protezione, costruzione o ricostruzione di muri, ripristino di cunette e cordoli degradati, nonché bonifiche di pareti rocciose instabili e installazione di reti e barriere paramassi.
In particolare, sin dal 1995, dopo il trasferimento delle strade ex statali dall'ANAS alla Regione, si è provveduto a destinare parte delle risorse alla riqualificazione delle rotabili in questione.

Manutenzione invernale
Il periodo invernale (che ai fini viari può essere considerato da metà ottobre a metà aprile, con sensibili variazioni tra il fondo valle e le località in quota) è caratterizzato da frequenti e talvolta abbondanti precipitazioni nevose, da forti sbalzi di temperatura che facilitano il fenomeno di gelo e disgelo, la cui azione combinata determina la formazione di verglas, ed in alcune valli laterali da eventi calamitosi (valanghe, slavine). L'Amministrazione regionale ha da sempre tenuto in considerazione sia il comportamento e le necessità degli utenti sia le caratteristiche delle rotabili, cercando di contenere i costi attraverso l'ottimizzazione delle tipologie d'intervento, da dimensionarsi in funzione dell'importanza del traffico, della natura dei collegamenti assicurati e delle condizioni climatico-morfologiche che caratterizzano ogni località.
Le strade, sorvegliate a turno da gruppi di operatori, sono state suddivise per l'appalto dei servizi sgomberoneve in 35 lotti, affidati alle imprese con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa in base ad elementi (distanza depositi da inizio operazioni, mezzi eccedenti il minimo richiesto, specificità dei mezzi ed esperienza) tendenti a migliorare l'efficienza delle operazioni. È prevista la possibilità di operare, generalmente e contemporaneamente su tutta la rete, con più di 50 spartineve e 38 pale gommate con vomero/lama/benna. Copiose e prolungate nevicate richiedono necessariamente un maggior impiego di macchine operatrici, che devono comunque essere messe a disposizione dagli appaltatori. Inoltre la Direzione della Viabilità può anche attivare undici mezzi propri attrezzati per lo sgombero neve e tre spandi sale/sabbia. Una puntuale sorveglianza ed una pronta disponibilità di conduttori e di macchine fanno sì che gli interventi possano iniziare capillarmente in qualsiasi ora del giorno e della notte anche in giornate festive e con spessori minimi della neve, per cercare di evitare gli strati compressi e la successiva formazione di ghiaccio. Considerato che varie utenze richiedono una carreggiata a nero, nelle modalità di esecuzione è anche contemplata la stesura preventiva di sali da disgelo per aumentare la temperatura al suolo ed evitare l'ancoraggio della neve sulla sede stradale, e quelle successive di mescole (sali e inerti) per mantenere al meglio la percorribilità. Non sono state sinora utilizzate le soluzioni alcaline, che risultano onerose a causa della frammentarietà della rete stradale, che obbligherebbe i mezzi a trasferimenti improduttivi, e dei costi, difficilmente ammortizzabili dalle ditte per le attrezzature necessarie. Dopo la salatura, se necessario, si procede fino al termine delle precipitazioni allo spartimento della neve a mezzo di autocarri o trattori muniti di lama e quindi con la stesura di abrasivi, di sali o di mescole secondo le condizioni meteorologiche e della pavimentazione. Se persistono le avversità atmosferiche si provvede all'abbattimento degli accumuli che si formano a bordo strada e che provocano restringimenti visivi e psicologici per l'utente.
Durante tutte queste operazioni è evidente che viene a crearsi per l'utenza una situazione di disagio, a volte mal sopportata, soprattutto durante il flusso turistico di fine settimana caratterizzato da vetture non sempre adeguatamente attrezzate e da automobilisti a volte poco abituati alla guida su strade innevate. In queste occasioni tutta l'organizzazione viene messa a dura prova anche a causa di veicoli che, bloccati da incidenti a catena, occupano la carreggiata, penalizzando la tempestività dei soccorsi e rendendo difficoltoso se non impossibile il servizio sgomberoneve. A questo proposito si segnala che il Presidente della Regione ha emanato un decreto che obbliga, dal 15 ottobre al 15 aprile, gli automobilisti che transitano lungo tutte le strade della Valle d'Aosta ad essere attrezzati con pneumatici da neve o muniti di catene antineve a bordo.
Le esigenze, apparentemente contrastanti, di garantire la sicurezza e di salvaguardare l'ambiente potrebbero indurre a comportamenti contrapposti (uso massiccio / non uso di sali, sgombero totale del piano viabile o mantenimento di uno strato nevoso quale elemento paesaggistico) determinando problematiche che stimolano alla continua ricerca di soluzioni. Vengono pertanto prese in considerazione ed ora in parte utilizzate a livello sperimentale varie nuove tecnologie quali:
. impiego di tappeti d'usura con una rugosità particolare che aumenta l'aderenza pneumatico- asfalto e facilita l'evacuazione superficiale dell'acqua, limitando la formazione del ghiaccio;
. impiego controllato di sale per minimizzare i danni all'ambiente;
. installazione su tratte importanti di impianti per la spruzzatura automatica di soluzioni antigelo;
. utilizzo di additivi anti sale nella costruzione di infrastrutture;
. intensificazione di installazioni automatizzate per la trasmissione di dati relativi ai fenomeni meteorologici e climatici.
Per far fronte alla manutenzione invernale, la Direzione della Viabilità dispone di una consistente quota di risorse destinata al servizio sgomberoneve, in quanto nell'ambiente montano il mantenimento delle comunicazioni in inverno è condizione essenziale di vita, necessario alle attività produttive e alla conservazione ambientale. Pertanto a fronte di uno stanziamento annuale di circa 7.350.000, finalizzato alla sola manutenzione delle strade, circa 2.250.000 sono destinati alla manutenzione invernale (31%). A questi si devono aggiungere i costi sostenuti per il personale e per la gestione del parco macchine.
Da quanto sopra detto risulta chiaro che la manutenzione ordinaria, anche in piccole realtà come la Valle d'Aosta, costituisce una voce importante di investimento in un ambiente in cui la viabilità risulta oltremodo sensibile all'inclemenza del clima, e dove le disponibilità economiche, le specificità dei mezzi e delle attrezzature utilizzate, la capacità e la preparazione dei tecnici e del personale addetto al settore sono le componenti essenziali per ottenere risultati positivi, mentre la carenza di una sola di queste componenti si ripercuote negativamente ed inevitabilmente sulla soddisfazione degli utenti.
   
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