L

link home page
link la revue
link les numéros
link web école
links

Via degli Artifizi

Alcune classi dell’Istituzione scolastica évançon 2 hanno svolto percorsi didattici legati al territorio sotto forma di laboratorio di storia. Per l’anno 2007, il FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) aveva individuato a Verrès (Aosta), per la Giornata FAI della primavera 2007, il canale degli Artifizi lungo il quale, fin dal Medioevo, si erano insediati laboratori artigianali. Perciò, la proposta della nuova sezione regionale del FAI rivolta alle scuole primarie e secondarie del paese, è stata accolta con grande entusiasmo.
La classe quinta della scuola primaria si è dunque occupata degli antichi laboratori artigianali della via degli Artifizi, abbandonati da parecchio tempo, che usavano la forza motrice dell’acqua; mentre la classe terza della secondaria di primo grado ha scelto lo studio della più recente centrale idroelettrica.
In Valle d’Aosta, l’acqua è sempre stata una risorsa preziosa. Il clima, pur essendo di tipo montano, non ha mai fornito precipitazioni abbondanti nel fondovalle, dove si è insediata la maggior parte della popolazione. Per i bisogni della vita, per l’insieme delle attività economiche, da sempre, i valdostani si sono impegnati a trovare varie soluzioni per soddisfare i loro bisogni.

Gli apprendisti ciceroni del FAI

Il Fondo per l’Ambiente italiano (FAI) è la principale fondazione italiana no profit per la tutela, la salvaguardia e la cura del patrimonio artistico e naturalistico italiano.
Ogni anno, le Delegazioni regionali propongono agli studenti di trasformarsi in ciceroni per guidare nelle visite il pubblico che partecipa alla manifestazione.
Gli Apprendisti Ciceroni, studenti di scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado, dopo aver approfondito a scuola gli aspetti storici, artistici e paesaggistici dei Beni aperti per l’occasione, li illustrano ai visitatori sotto la guida degli insegnanti e dei Delegati FAI.
Il progetto, realizzato a Verrès, ha coinvolto più classi di diverse istituzioni scolastiche. I docenti che hanno aderito all’iniziativa hanno ricevuto una formazione finalizzata alla realizzazione di attività laboratoriali nelle loro classi che forniva spunti di approfondimento e, soprattutto, materiale documentario spendibile sul piano didattico, relativo al rapporto uomo-ambiente, mettendo costantemente in relazione storia generale e storia locale.

L’avvio del progetto
Non ci risultava che esistesse già uno studio sulle antiche attività artigianali di Verrès. L’idea di ricostruire, insieme ai nostri alunni, la storia dei laboratori artigianali legati all’acqua è stata una sfida molto stimolante per tutti e ha rappresentato uno spunto per intraprendere una vera e propria ricerca storica.
In effetti, è stato di grande importanza per noi consultare antichi scritti; ma lo è stato ancora di più trarre le notizie sui mulini e sui canali di Verrès direttamente dal Coutumier o da documenti scoperti nell’Archivio storico regionale: qui, all’analisi storica, si è aggiunta l’emozione.
Con la classe, le indagini non si sono limitate allo studio dei documenti scritti. Largo spazio è stato dedicato alle testimonianze orali e alle uscite sul territorio per scoprire i reperti di archeologia industriale ancora visibili.

Soggetti coinvolti nel progetto
Gli alunni della classe quinta di Verrès - Istituzione scolastica Evançon 2
Elisa Andreoli, Lucrezia Boero, Michael Crema, Stefano Favre, Chrystal Felderer, Gianluca Freydoz, Alex Gervasoni, Fabiola Mascaro, Martina Molteni, Gianmarco Morelli, Elison Oddi, Ethan Oddi,
Lothar Pellerey, Francesca Rolland, Marzia Rossi, Akashdeep Singh, Alessandro Trocino, Elisa Zublena.
Le insegnanti Lorena Borettaz, Donatella Rinaldi, Maura Voulaz.
Il dirigente scolastico Paola Cortese
Il responsabile della delegazione FAI Clara Freydoz
Il sindaco e il vicesindaco Piero Prola, Piera Squinobal


La selezione delle fonti scritte adatte agli alunni
Per rendere proponibili agli alunni i testi autentici selezionati, abbiamo dovuto adattarli. Più volte abbiamo tradotto in italiano scritti originali in latino, o in francese attuale documenti trovati in francese antico. L’approccio al testo storico ha fornito, in modo del tutto naturale, un’eccellente occasione di produzione linguistica e di attività bilingue in classe.
Gli alunni hanno avuto non solo l’occasione di lavorare sulla comprensione del testo storico, ma hanno prodotto anche loro testi in versione bilingue, seppur tramite le proposte e la mediazione costante delle insegnanti. Infatti, la produzione del testo risulta essere un’operazione tipica del lavoro dello storico e nella pratica didattica è una condizione per arrivare alla conoscenza, quindi accompagnare gli alunni nella costruzione di operazioni finalizzate alla sua costruzione è certamente un obiettivo essenziale.
I bambini hanno quindi potuto compiere una vera e propria ricerca storica utilizzando fonti del tutto nuove, collaborando alla realizzazione del testo storico per poi diventare, infine, delle guide, in occasione della Giornata FAI, davvero esperte in quanto relatori di conoscenze costruite in modo attivo e rigoroso. (vedi riquadri)

Le fasi del progetto
Prima fase

• Per le insegnanti - Uscite sul campo di sopralluogo e con scelta e annotazione delle risorse disponibili.
• Per gli alunni - Uscite sul campo: osservazione e analisi dei reperti e del territorio ed interviste alle persone.

Seconda fase

Da parte delle insegnanti
• Lavoro di ricerca di documenti in biblioteca e presso l’Archivio storico regionale di Aosta;
• traduzione dei documenti dal latino o dal francese all’italiano o al francese moderno.
In classe
• Analisi, comprensione e studio dei documenti in classe.

Terza fase

• Preparazione del materiale relativo alla parte scientifica sulla forza idraulica, sulle parti che costituiscono un mulino ad acqua e sul suo funzionamento;
• analisi dei documenti e spiegazione in classe dei contenuti scientifici e della parte storica.

Quarta fase

• Riorganizzazione di tutto il materiale raccolto e preparazione delle parti da esporre a gruppi;
• produzione del testo;
• rielaborazione da parte dei bambini del materiale prodotto in funzione dell’esposizione finale.

Quinta fase

• Scambio di esperienze con i ragazzi della scuola secondaria di primo grado;
• uscita sul campo: allestimento della mostra e simulazione della giornata FAI.

Sesta fase • Giornata FAI di sabato 24 marzo dalle 9.00 alle 17.00;
• a coppie i bambini presentano l’argomento a loro assegnato: il canale, il mulino, la falegnameria.

Il percorso bilingue interdisciplinare
Si è trattato di un progetto soprattutto storico, sviluppato coinvolgendo in maniera importante anche i docenti di altri ambiti e discipline. La programmazione interdisciplinare ha permesso di non creare inutili sovrapposizioni e di ottimizzare l’uso del tempo e delle risorse a disposizione nella scuola e nel territorio favorendo l’interdisciplinarietà e l’unitarietà d’insegnamento. La comprensione dei testi storici, scientifici e letterari in italiano e in francese, ai quali si è fatto riferimento, è stata affrontata prima di tutto sul piano linguistico e successivamente su quello del contenuto.
Tutti gli argomenti sono stati sviluppati nelle due lingue anche in vista della produzione del testo finale bilingue.
Per quanto riguarda la geografia, l’attività ha permesso il consolidamento degli apprendimenti legati alla cartografia e l’approfondimento dei concetti relativi alla relazione tra l’uomo e l’ambiente e quindi alle trasformazioni operate sul territorio. Attraverso queste attività, gli alunni hanno potuto consolidare le capacità di orientamento.
Con l’insegnante di scienze sono stati affrontati gli aspetti relativi al concetto di forza motrice dell’acqua, a quello di energia, ed è stata posta una particolare attenzione alla funzione dei rus valdostani.
La conoscenza del territorio circostante e di quello più lontano, sia dal punto di vista ambientale che da quello storico e antropologico, è stata introdotta allo scopo di indurre negli alunni il bisogno di conservarlo e di valorizzarlo in quanto elemento cruciale per la sopravvivenza dell’umanità.

Il canale e la Via degli Artifizi

Via degli Artifizi è oggi un’arteria secondaria nel borgo di Verrès in cui, dal Medioevo fino a pochi decenni fa, sono rimasti attivi vari laboratori artigianali che utilizzavano la forza motrice dell’acqua proveniente da un canale alimentato dal torrente évançon. Erano mulini per la macinatura dei cereali, frantoi per la produzione di olio di noci, laboratori per la lavorazione del legno, fucine per i metalli.
All’epoca, per poter avviare un’attività, un artifice, bisognava ottenere l’autorizzazione del conte di Challant dietro pagamento di redevances, una specie di affitto per il periodo per il quale si otteneva in concessione il diritto di svolgere quell’attività, e del pagamento di un’intrage o introge, una specie di diritto di avviamento per l’attività. All’Archivio storico regionale abbiamo trovato alcuni documenti di richiesta di autorizzazione.
All’inizio del ’900, vicino alla presa del canale, è stata costruita una centrale idroelettrica per fornire energia alle nascenti attività industriali destinate alla tessitura, alla trasformazione della pirite e alla lavorazione dell’alluminio, mentre le attività artigianali hanno continuato ad utilizzare la forza idraulica.
Ora i laboratori sono chiusi, molti mulini smantellati, la via, una volta cuore produttivo del paese, dimenticata. Il canale sopravvive in quanto è ancora importante per l’irrigazione. Rimangono, se pur in cattivo stato, alcune strutture: un mulino per macinare il grano, la ruota che alimentava la falegnameria, la centrale idroelettrica, altri piccoli strumenti che possono comunque permettere di ricostruire la storia socio-economica del paese.

Il frutto di una collaborazione
È stato utile il contributo professionale di Clara Freydoz, la rappresentante regionale del FAI, sia nella fase iniziale di programmazione delle attività sia nel monitoraggio in itinere delle varie tappe di realizzazione del progetto, così come si è dimostrato positivo e costruttivo il contributo organizzativo fornito dall’Amministrazione comunale di Verrès.
Questo aiuto, oltre a risultare essenziale per la realizzazione della giornata FAI, ha rappresentato un forte momento educativo, ha promosso nei bambini la capacità di realizzare progetti con il contributo di enti pubblici e associazioni e ha favorito il rispetto e la fiducia nelle istituzioni facendole apparire più vicine a loro.

Lorena Borettaz

 

couriel