5 - 2010

VITICOLTURA

Giulio MORIONDO, Rudy SANDI e José VOUILLAMOZ
Biologo Enologo, Quart, Agronomo, Gressan, Dott. in Biologia, NCCR ‘Survie des Plantes’, Université de Neuchâtel, Suisse

IDENTIFICAZIONE DEL NERET DI SAINT-VINCENT, ANTICO VITIGNO VALDOSTANO

RIASSUNTO

Il nome Neret (o Neretto, Neiret, Neyret) è dato a molti vitigni più o meno definiti del Piemonte e della Val d’Aosta. Abbiamo reperito sul territorio valdostano, alcune viti nominate Neret da qualche anziano viticoltore, e le abbiamo sottoposte all’analisi genetica (test del DNA). Alcuni ceppi si sono rivelati appartenere al gruppo dei Neretti piemontesi (come Neretto del pinerolese o Chatus) altre viti hanno mostrato un genotipo identico e unico, che battezziamo qui Neret di Saint-Vincent, in riferimento ad un Neret menzionato all’inizio del XIX secolo e oggi scomparso dalla viticoltura valdostana. Il test di paternità ha rivelato una parentela di primo grado (tipo padre-figlio) tra il Neret di Saint-Vincent ed il Petit rouge. Si tratta dunque della riscoperta di un antico vitigno originario della Valle d’Aosta.

 
STORIA DEI NERETTI VALDOSTANI

Il Neret (o Neiret, Neretto), è menzionato e descritto per la prima volta in Valle d’Aosta da Lorenzo Francesco Gatta (1838). Gatta precisa che i Neretti sono identici a quelli del Canavese (Piemonte), al di fuori di qualche eccezione: “Ho riconosciuto tra i neretti delle varietà, che non sono affatto identiche colle canavesane, ma che ne conservano i principali caratteri”. All’interno di questi Neretti tipici della Val d’Aosta, Gatta individua tre distinti tipi che trascrive come Neret Rare, Neret Gros Serré e Neret Picciou Serré; egli inoltre ne colloca la coltivazione in centro e bassa Valle, da Saint-Christophe a Pont-Saint-Martin.
Gli autori successivi a Gatta non fanno che riprendere le sue parole e non ci aiutano a risolvere l’identità del Neret valdostano (trascritto più recentemente come Neyret), mentre quella dei Neretti piemontesi è stata discussa da Schneider e Bronzat (1991). A partire dall’inizio del XX secolo, i tre tipi citati da Gatta non sono più stati osservati in Val d’Aosta.



 


RISCOPERTA E BATTESIMO DEL NERET DI SAINT-VINCENT

Nell’intento di reperire dei Neretti presenti in Valle d’Aosta e chiarirne l’identità, Giulio Moriondo e Rudy Sandi hanno intrapreso da molti anni un’attenta ricerca di varietà sconosciute all’interno di vigne quasi o ultra centenarie. Dieci piante denominate Neret dai proprietari sono state reperite a Gressan (3), Saint-Vincent (2), Quart (2), Saint-Christophe (1), Arnad (1), Donnas (1). I campioni sono stati sottoposti all’analisi genetica da José Vouillamoz che ne ha stabilito i profili del DNA con 6 marcatori genetici standard (This et al., 2004). Li ha poi comparati con i profili della sua banca dati privata comprendente più di 2000 vitigni del mondo, tra cui più di 100 dell’arco alpino e più di 500 d’Italia. Una vite di Quart corrisponde al Neiret Pinerolese, chiamato Chatus in Francia (Schneider et al., 2001), l’altra al Petit Rouge; la pianta di Saint-Christophe corrisponde alla Bonarda Piemontese (Sefc et al., 2000). Le altre 7 viti (3 a Gressan, 2 a Saint-Vincent, 1 a Donnas e 1 ad Arnad) mostrano un profilo genetico identico e rappresentano un genotipo unico al mondo. Questo vitigno sembra corrispondere morfologicamente alla descrizione ampelografica dei Neretti di Gatta (1838), in particolare a quello nominato Neret Picciou Serré. Tuttavia, nell’impossibilità di stabilire a quale tipo di Gatta corrisponde questo vitigno, proponiamo di nominarlo Neret di Saint-Vincent in quanto:
 
1) il nome rispetta l’ortografia originale di Gatta e si distingue dai Neretti piemontesi attraverso il suo epiteto unico;
2) Louis Napoléon Bich (1896) affermava che il Neret era molto diffuso nei vigneti di Saint-Vincent, Châtillon e Nus;
3) ne abbiamo individuate due piante a Saint-Vincent.

 
TEST DI PATERNITÀ:
IL NERET DI SAINT-VINCENT È PADRE O FIGLIO DEL PETIT ROUGE VALDOSTANO!

Il test di paternità è stato fatto su 50 marcatori del DNA, un numero considerevole e necessario per permettere di rivelare le parentele tra vitigni, allorché uno dei due genitori è scomparso (Vouillamoz e Grando, 2006). I calcoli di probabilità (non pubblicati) sostengono senza dubbio una parentela di tipo genitore-figlio tra il Neret di Saint-Vincent e il Petit rouge, uno dei più vecchi e importanti vitigni della Val d’Aosta. Il secondo genitore è sconosciuto e probabilmente è stato abbandonato nel corso delle vicissitudini della viticoltura valdostana, ciò che implica che il Neret di Saint-Vincent sia un vitigno valdostano molto antico. Tuttavia in assenza del terzo parente, è impossibile stabilire se il Neret di Saint-Vincent sia il padre o il figlio del Petit Rouge. 

 
CONCLUSIONI
Con il sostegno delle analisi del DNA, possiamo senza dubbio inserire il Neret di Saint-Vincent all’interno del gruppo dei vecchi vitigni valdostani e, a questo riguardo, merita che gli si accordi particolare attenzione. Attualmente non esistono vigneti coltivati esclusivamente a Neret di Saint-Vincent, tuttavia lo si può trovare occasionalmente, in vigneti ultracinquantennali, frammisto ad altre varietà e in ristrettissimo numero di piante. Ci auguriamo quindi che, in seguito ai necessari rilievi sanitari e delle attitudini vitivinicole, la sua coltivazione torni a riprendere piede sul territorio regionale.


Bibliografia
Bich L. N. (1896). Monographie des cépages de la Vallée d'Aoste et leurs systèmes de culture. Imp. L. Mensio, Aoste.
Gatta L. (1838). Saggio sulle viti e sui vini della Valle d'Aosta. Ristampa (1971) Fratelli Enrico Editori, Ivrea.
Schneider A. & Bronzat F. (1991). Neretti del Piemonte: 'Neiret, 'Nebbiolo di Dronero’ o 'Bolgnino’. Quad. Vitic. Enol. Univ. Torino 15:131-141.
Schneider A. et al. (2001). Verifying synonymies between grape cultivars from France and Northwestern Italy using molecular markers. Vitis 40 (4):197-203.
Sefc K. M. et al. (2000). Microsatellite variability in grapevine cultivars from different European regions and evaluation of assignment testing to assess the geographic origin of cultivars. Theoretical & Applied Genetics 100 (3-4):498-505.
This P. et al. (2004). Development of a standard set of microsatellite reference alleles for identification of grape cultivars. Theoretical & Applied Genetics 109 (7):1448-1458.
Vouillamoz J. F. & Grando M. S. (2006). Genealogy of wine grape cultivars: ‘Pinot’ is related to ‘Syrah’. Heredity 97 (2):102-110.
 
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