Piano economico dei beni silvo-pastorali

Foreste comunali e consorterie dotate di piano di assestamento dei beni silvo-pastorali Foreste comunali e consorterie dotate di piano di assestamento dei beni silvo-pastorali

 

Nel quadro della politica forestale, volta alla conoscenza della realtà del patrimonio boschivo e della sua suscettibilità di miglioramento, l’Amministrazione regionale, su proposta dell’Assessorato Agricoltura e Foreste, iniziò, nell’anno 1964, (Deliberazione di Giunta regionale n. 4144 del 10 giugno 1964) l’elaborazione di piani di governo e di gestione dei beni silvo-pastorali di proprietà comunale o di consorterie amministrate dal comune o in proprio.

Elaborare un piano di governo dei boschi o ciò che più comunemente viene definito un piano economico, significa studiare un insieme di regole e di operazioni che, opportunamente attuate nel tempo e nello spazio, consentano di:

  • conoscere il patrimonio silvo-pastorale, sia nella sua realtà attuale, che nella sua suscettività futura;
  • fissare la misura degli interventi al fine della conservazione e del potenziamento della foresta;
  • migliorare progressivamente la produzione dei servizi, qualitativi e quantitativi, fino a raggiungere l’optimum;
  • ottenere che le produzioni dei servizi siano massime, annue e possibilmente costanti.

Il piano economico deve mirare, quindi, a dettare i criteri e le norme di natura tecnica ed economica da porre in atto per conservare, accrescere e migliorare i servizi della foresta. Sembra utile precisare che in selvicoltura il termine conservazione non ha significato statico, ma fondamentalmente dinamico. Conservare una foresta, in selvicoltura, significa infatti eseguire tutta una serie di operazioni, affinché sia sempre esaltato al massimo grado la sua potenzialità produttiva e funzionale. Le diverse funzioni svolte dalla foresta vengono esaltate nel momento in cui questa si trova nelle condizioni migliori, si trova cioè in quello stato che in assestamento viene definito “normale”. Non è possibile garantire le condizioni ideali in quelle foreste dove gli interventi non sono regolati o contenuti entro i limiti delle reali capacità produttive. Stabilire l’incremento o reddito di un bosco è uno dei principali obiettivi del piano economico ed è il dato a cui bisogna riferirsi prima di intraprendere qualsiasi azione nella foresta. Il Piano economico è, in definitiva, lo strumento operativo fondamentale per pianificare e coordinare le complesse attività forestali.

I piani economici redatti o revisionati fino al 2010, ultimo di anno di revisione, tengono conto di tutto il patrimonio silvo-pastorale di proprietà di Enti (73 Comuni su 74, più oltre 200 consorterie amministrate dai Comuni) e di alcune Consorterie, amministrate in proprio (14), riconosciute ai sensi  della L.R.  5 aprile 1973, n. 14. Sebbene la revisione dei piani scaduti sia attualmente sospesa per la carenza di risorse finanziarie, i piani mantengono comunque la loro validità tecnica.

Su una superficie totale di 326.226 ettari, i boschi nella Regione Autonoma Valle d’Aosta, occupano 97.970 ettari (Carta forestale della Valle d’Aosta –  Progetto Renefor-2011) così suddivisi:

  • Proprietà pubblica (ettari 38.207- pari al 39% della superficie totale forestale) di cui:
  • proprietà comunale ettari 26.749 pari al 70%;
  • proprietà consorterie pubbliche ettari 5.348 pari al 14%;
  • proprietà regionale ettari 3.056 pari all’8%;
  • proprietà statale ettari 1.527 pari al 4%;
  • altri enti 1527 pari al 4%.

Proprietà privata (ettari 59.7639- pari al 61% della superficie totale forestale) di cui:

  • proprietà di privati vari ettari 35.858 pari al 60%;
  • proprietà consorterie private ettari 15.538 pari al 26%;
  • altre proprietà (collettività e comproprietari vari) ettari 5.976 pari al 10%;
  • altre varie (enti ecclesiastici, confraternite, società varie, ecc…) ettari 2.391 pari al 4%.
 



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