>>>ANSA/ Diminuisce aspettativa di vita, si muore di pi¨ al Sud

In Campania 3-4 anni meno che a Trento,23 milioni malati cronici
20:09 - 10/04/2017 




(di Manuela Correra) (ANSA) - ROMA, 10 APR - Italiani meno longevi di una volta: nel 2015 diminuisce infatti l'aspettativa di vita rispetto all'anno precedente e se, in generale, si muore prima, altro dato allarmante Ŕ che si muore di pi¨ nelle regioni del Sud. Tanto che nascere nel Mezzogiorno d'Italia, ad esempio in Campania, significa vivere in media 3-4 anni di meno rispetto a chi nasce a Trento. E' l'istantanea preoccupante che emerge dal Rapporto Osservasalute 2016, che segnala anche un peggioramento negli stili di vita ed un boom di malati cronici.

Al 2015, la speranza di vita alla nascita Ŕ pi¨ bassa di 0,2 anni negli uomini e di 0,4 anni nelle donne rispetto al 2014, attestandosi, rispettivamente, a 80,1 anni e a 84,6 anni, evidenzia il Rapporto frutto del lavoro dei 180 ricercatori dell'Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane che ha sede presso l'UniversitÓ Cattolica di Roma. Un dato medio nazionale che si differenzia nelle diverse regioni: Nel 2001, ha sottolineato il presidente dell'Istituto superiore di sanitÓ, nonchŔ dell'Osservatorio, Walter Ricciardi, "l'aspettativa di vita era pi¨ alta al Sud, mentre oggi il Meridione ha di molto indietreggiato, perdendo gli avanzamenti guadagnati dal dopoguerra. Oggi nascere in un ospedale in Tunisia Ŕ per vari aspetti meglio che nascere in certe regioni del Sud, e questo non Ŕ accettabile". Ed "inaccettabile", ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, Ŕ che ci siano "due Italie per la qualitÓ dell'assistenza sanitaria: una al top nel mondo e l'altra in crisi, ma riportare l'Italia in crisi a livelli pi¨ alti Ŕ fattibile a patto di lavorare sulla prevenzione e la programmazione". C'Ú per˛, ha avvertito, "una chiamata alla responsabilitÓ per le regioni del Centro sud, per attuare azioni in tale direzione". Il Patto della salute, ha aggiunto, "ha per˛ messo dei paletti importanti e si sta reinvestendo nel Ssn".

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Alla base della pi¨ alta mortalitÓ al Sud, ha spiegato Ricciardi, ci sono vari fattori: "La scarsa prevenzione, a partire dalla minore risposta agli screening oncologici, diagnosi pi¨ tardive, una minore disponibilitÓ di farmaci innovativi ed una minore efficacia ed efficienza delle strutture sanitarie". Ma a pesare sono, appunto, anche gli stili di vita, che proprio al Sud fanno registrare pi¨ alti tassi di obesitÓ e mancanza di attivitÓ fisica. Un'Italia a due velocitÓ su cui grava pure un ulteriore fardello: l'enorme peso, in termini economici e di assistenza, rappresentato dai malati cronici, che sono ormai oltre 23 milioni, pari a 4 cittadini su 10. Per questo diventa centrale puntare oggi pi¨ che mai sulla prevenzione: "Dal diabete, all'obesitÓ, dalle infezioni alla salute delle donne e dei bambini - ha detto Lorenzin - sono fondamentali grandi campagne di prevenzione". A fronte di tale situazione, ha avvertito, "la spesa sanitaria non pu˛ per˛ rimanere al 6,8% del Pil, ma deve aumentare attestandosi sui livelli europei". La prevenzione Ŕ l'unica possibile riposta anche secondo Ricciardi: "Il SSN non Ŕ ugualmente strutturato in tutto il Paese per assistere adeguatamente la massa di malati cronici in crescita. Questa situazione, se non si inverte il trend grazie ad azioni di prevenzione - Ŕ il monito del presidente Iss - mette a rischio la tenuta stessa del sistema". (ANSA).


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