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BEI POTENZIALE VOLANO PER 200 MLD INVESTIMENTI IN 2013-2015
10:19 - 18/05/2013

(ANSA) - BRUXELLES, 13 MAG - Nonostante i tagli al bilancio, le autorita' locali e regionali sono ancora responsabili di due terzi della spesa pubblica dell'Ue e per questo devono essere ''presenti e tenuti in considerazione'' al momento di decidere le nuove politiche Ue per la crescita. Questo il messaggio espresso oggi a Bruxelles da Ramon Luis Valcarcel Siso, presidente del Comitato delle Regioni Ue, in occasione di una conferenza sugli investimenti nelle regioni e nelle citta' europee. Secondo Valcarcel Siso ''se non si tiene conto di dove vengono fatti gli investimenti, la strategia europea avra' un successo inferiore a quello desiderato e questa sembra essere ormai un'idea condivisa da tutte le istituzioni Ue''. A giocare un ruolo chiave per uscire dalla recessione, soprattutto laddove i bilanci pubblici sono a corto di risorse e le banche tendono a non dare liquidita' alle piccole e medie imprese, e' la Banca europea d'investimenti (Bei). Per il periodo 2013-2015 ''insieme ad altri partner contiamo di fare da volano per investimenti fra i 180 e i 200 miliardi di euro complessivi'' ha detto Werner Hoyer, presidente della Bei. ''Sosteniamo gli enti locali e dobbiamo farlo con i partner in loco'' ha affermato Hoyer, spiegando anche che il ruolo della Bei ''come istituzione pubblica e' quello di colmare le lacune del mercato''. Allo stesso tempo il presidente della Bei ha chiesto alle regioni di ''combinare iniziative e creare pacchetti'' di progetti abbastanza grandi da poter essere co-finanziati dalla banca Ue. Hoyer ha sottolineato come la sfida futura per l'Ue sul mercato globale sia quella dell'innovazione. E in un'Europa a due velocita' fra Paesi del Nord e Paesi del Sud oggi ''per innovare e fare ricerca serve un partenariato pubblico-privato'' ha aggiunto il presidente del Comitato delle Regioni Ue.
Un nodo ancora tutto da sciogliere e' la richiesta di regioni e citta' di poter fare investimenti superando il tetto di spesa imposto dal patto di stabilita', rilanciata dal primo vicepresidente del Comitato delle Regioni Ue, Mercedes Bresso. ''Si registra un consenso di fondo - ha detto Bresso - da parte della Commissione europea e della Banca europea d'investimenti sull'esclusione degli investimenti dai conteggi per il patto di stabilita', su una base selettiva e temporanea''. Un'idea su cui frena invece il premier lussemburghese, Jean-Claude Juncker, secondo cui ''i bilanci dello Stato devono indicare tutte le spese, che vanno trattate tutte allo stesso modo'', altrimenti il rischio e' quello di ricadere nell'indebitamento eccessivo. (ANSA)
