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(NOTIZIARIO ECONOMIA E LAVORO VALLE D'AOSTA)
01:00 - 03/03/2009 


(ANSA) - AOSTA, 3 MAR - La Regione Valle d'Aosta immette ossigeno nelle politiche abitative modificando il regolamento per la concessione dei mutui regionali. Le novità riguardano l'abbassamento dei tassi di interesse in base al reddito e l'aumento dei massimali finanziabili.

La Consulta regionale per la casa, organismo consultivo sulle politiche abitative in Valle d'Aosta (che riunisce i rappresentanti delle strutture regionali competenti, degli enti locali, del Comune di Aosta, dell'Arer, delle confederazioni sindacali, dei sindacati degli inquilini, delle associazioni di proprietà edilizia, delle cooperative edilizie e degli imprenditori edili e dei patronati) ha infatti esaminato e dato via libera ad alcune modifiche del regolamento per la concessione dei mutui regionali, erogati dalla Regione attraverso la sua finanziaria Finaosta. In particolare, per l'acquisto della prima casa un single avrà a disposizione circa 10 mila euro in più, con il massimale che passa da 60 a 70 mila euro. Per una famiglia l'importo finanziabile passa da 70 a 100 mila euro. Per quanto riguarda i tassi di interesse, verrà apportato un abbassamento dello 0,5% per ogni fascia di reddito: fino a 20 mila euro, il tasso applicato sarà dell'1%; tra 20 e 30 mila euro di reddito il tasso verrà fissato al 2%; da 30 a 40 mila euro, si passerà al 3%.

Le novità riguarderanno anche i mutui per la ristrutturazione e il recupero di fabbricati esistenti: in questo caso, per un single si passa da 65 mila a 90 mila euro di importo, per un nucleo familiare da 75 mila e 120 mila euro. "In questa proposta - sottolinea l'assessore regionale alle Opere pubbliche, Marco Vierin - vengono apportate delle novità molto rilevanti". Tra queste Vierin ricorda anche "l'aumento degli anni di residenza richiesti per l'accesso alle sovvenzioni", che passano da cinque a otto. Il criterio della residenza varrà anche per gli interventi di emergenza abitativa.

L'assessore Vierin spiega infatti che "anche su questo versante vogliamo dare il giusto peso alla residenza, facendo sì che per godere del diritto alla casa popolare bisognerebbe essere residenti da almeno un po' di anni. Di qui a 30-40 giorni riusciremo a presentare la proposta di modifica sulle case popolari che concluderà tutto il ciclo della rivisitazione sia della normativa che delle procedure inerenti al tema casa, raggiungendo l'obiettivo di semplificazione, di snellimento e di riduzione dei tempi di risposta al cittadino". (ANSA).




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