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MOBILITAZIONE PER GIORNATA PREGHIERA INDETTA DAL PAPA DA INTROD
18:22 - 22/07/2006 


(ANSA) - LES COMBES DI INTROD (AOSTA), 22 LUG - La Chiesa cattolica si raccoglie universalmente in preghiera perché cessi il conflitto tra Israele e Libano. Diocesi, parrocchie, comunità cristiane aderiranno domani alla speciale Giornata di preghiera e penitenza proclamata da Benedetto XVI dal suo rifugio alpino di Introd: il mondo cattolico si associa così alle crescenti speranze per la conferenza di pace convocata a Roma mercoledì prossimo tra Onu, Usa, Ue e Paesi arabi.

"La Chiesa in comunione con il Papa rivolge a Dio la voce disarmata e potente della preghiera. In ginocchio per la pace", titola l'Osservatore Romano riferendo del summit di Roma per fermare la guerra e cercare soluzioni alla crisi. "Per giorni - aggiunge - il boato delle esplosioni e la profanazione che le bombe fanno dell'uomo, hanno coperto le voci straziate delle vittime e quelle accorate di quanti, in Libano, in Israele, nei Territori, nel mondo tutto, invocano con ostinata speranza le vie della pace. E' contro questa profanazione che torna a levarsi, disarmata e potente, la preghiera di quanti la pace invocano e testimoniano".

Per domani si moltiplicano quindi le iniziative in tutta Italia con cui i cattolici, rispondendo alla chiamata del Papa, imploreranno "da Dio il dono prezioso della pace" e "l'immediata cessazione del fuoco" tra le milizie di Hezbollah e l'esercito israeliano, sostenendo l'avvio di negoziati "ragionevoli e responsabili" e l'aiuto a "tutte le popolazioni colpite da questo spietato conflitto".

Alla soluzione pacifica del conflitto israelo-libanese sarà dedicata alle 10.30, proprio a Les Combes, la messa presieduta dal vescovo di Aosta, mons. Giuseppe Anfossi, che precederà la recita dell'Angelus di Benedetto XVI. "Visto che il cuore e l'attenzione del mondo e della nostra diocesi - ha spiegato il vescovo - sono rivolti al Papa e a ciò che avviene a Les Combes, abbiamo deciso di non moltiplicare le iniziative e di dare all'eucarestia, già prevista per domani, il significato di una preghiera per la pace in Medio Oriente".

Tra le tante diocesi mobilitate, quella di Perugia, dove "in tutte le chiese - ha annunciato il vicario generale mons. Gualtiero Sigismondi - si implorerà da Dio il dono della pace e si raccoglieranno gli aiuti necessari per rendere concreta e generosa la solidarietà della nostra Chiesa particolare verso tutte le popolazioni colpite da questo spietato conflitto". Nelle Marche, ha reso noto l'arcivescovo di Ancona-Osimo Edoardo Menichelli, i vescovi hanno invitato i sacerdoti ad "accogliere nella gioia l'esortazione del Papa, elevando nelle messe particolari implorazioni".

Già da ieri il vicariato di Roma aveva proclamato l'adesione alla Giornata. Le parrocchie della diocesi di Venezia, come nel resto del Veneto, avranno un momento di preghiera durante i riti religiosi. In particolare, il vescovo di Belluno-Feltre, mons. Giuseppe Andrich, ha proposto ai fedeli una domenica di penitenza e gesti di carità a favore delle popolazioni colpite. Allo stesso modo, la diocesi di Milano pregherà per la pace in Medio Oriente pensando anche agli aiuti concreti alle popolazioni israeliane e libanesi: un link alle iniziative della Caritas ambrosiana sul sito della diocesi fa da cornice all'appello dell'arcivescovo Dionigi Tettamanzi perché tutte in tutte le chiese milanesi si preghi "per le vittime del conflitto, per le popolazioni sofferenti e perché cessi il fuoco da ambo le parti".

Le diocesi piemontesi, da Torino, a Novara, ad Asti, hanno accolto l'invito del Papa prevedendo messe e celebrazioni con speciali invocazioni per la pace e facendo richiesta di solidarietà e digiuno. Anche il vescovo di Pescara-Penne e presidente dell'associazione 'Pax Christi Italia', Tommaso Valentinetti, ha inviato un messaggio al Papa comunicando l'adesione dell'associazione alla giornata della preghiera. "Mentre le diplomazie sono al lavoro per trovare una soluzione negoziata al conflitto - ha sottolineato Valentinetti - il Papa ci ricorda che la pace è impegno di tutti e dono del Signore da invocare senza stancarci".

A Trieste e nelle diocesi friulane è stata lasciata la massima libertà ai singoli parroci. A Firenze e in altri centri della Toscana le diocesi hanno invitato i sacerdoti a rilanciare l'appello del Papa. A Bologna, il vicario generale mons. Ernesto Vecchi celebrerà alle 17.30 una messa nella cattedrale. Nelle chiese della diocesi di Palermo, invece, verrà recitata una supplica speciale prevista dal rituale della messa in "tempo di guerra e di disordini". "La supplica chiederà il cessate il fuoco e l'instaurazione di corridoi umanitari per poter portare aiuto alle popolazioni e per porre fine - dice il cardinale arcivescovo Salvatore De Giorgi - alle situazioni di ingiustizia esistenti in quella regione".

Intanto, alla vigilia della Giornata di preghiera e digiuno, il Pontificio Consiglio 'Cor Unum', il "braccio" caritativo del Papa, ha lanciato un appello per manifestare concretamente solidarietà con le popolazioni coinvolte nel conflitto e con le migliaia di sfollati, e ha indicato i conti correnti donativi per la raccolta straordinaria. (ANSA).




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