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(NOTIZIARIO TURISMO VALLE D'AOSTA)
01:00 - 28/01/2012

(ANSA) - AOSTA, 28 GEN - La lucida ironia degli scritti di Carlo Emilio Gadda viene ripresa da uno dei piu' affermati attori italiani, Fabrizio Gifuni, per dipingere le analogie tra l'Italia dell'inizio del secolo scorso e quella contemporanea nello spettacolo 'L'Ingegner Gadda va alla guerra o della Tragica Istoria di Amleto Pirobutirro', in programma lunedi' 27 febbraio alle 21 al Teatro Giacosa di Aosta nell'ambito della 'Saison culturelle'. Biglietto 15 euro.
Il testo, ideato da Gifuni, deriva da due scritti gaddiani - 'Giornale di guerra e di prigionia' e 'Eros e Priapo' - con una spruzzata di Shakespeare perche', come racconta il sottotitolo, ''il fil rouge che percorre questo spettacolo riconosce in Gadda un Amleto del Novecento, lucidamente consapevole della propria estraneita' ai tempi in cui vive''.
Diretto da Giuseppe Bertolucci, lo spettacolo e' un monologo di oltre un'ora che ragiona sulla tragedia delle armi: ''uno scrittore ferito dal primo conflitto mondiale che guarda il motore delle guerre mussoliniane'' dice Gifuni.
Nei Diari di guerra e di prigionia - fedele resoconto della partecipazione di Gadda alla Prima Guerra Mondiale - c'e' lo sgomento nobile del combattente, imbevuto di ideali risorgimentali, che scopre la guerra stracciona di improvvisatori maldestri o criminali, della povera gente mandata insensatamente al macello per un paese ancora da inventare. Il dolente rifiuto della guerra diventa poi feroce sarcasmo in 'Eros e Priapo', un urticante pamphlet con cui Gadda volle fare i conti con il fascismo, ma anche denunciare il marcio sotteso ad ogni dittatura. E' un album di famiglia irresistibile, ma poco allegro che presenta il ritratto di un popolo che si compiace di non essere mai cresciuto e percio' immaturo, rozzo e libertino. Lo stesso Mussolini, da Gadda ribattezzato il 'Cuce', viene ridicolizzato nelle sue manie di 'grand amateur' viene ritratto come un capo dalla belluina capacita' amatoria, esaltato dallo stravedente sguardo erotico delle femmine adoranti: un archetipo che, come le recenti cronache confermano, non intende affatto scomparire.
Fabrizio Gifuni, diplomato all'Accademia nazionale d'Arte drammatica 'Silvio D'Amico', ha esordito in teatro con l'Elettra, diretta da Massimo Castri. E' ideatore e interprete degli spettacoli: 'Na specie de cadavere lunghissimo' (da Pier Paolo Pasolini) per il quale ottiene il premio Hystrio e il Golden Graal, 'Non fate troppi pettegolezzi' (drammaturgia originale su testi di Cesare Pavese), 'L'ingegner Gadda va alla guerra' e 'I kiss your hands'.
Nel cinema ha lavorato ne 'La bruttina stagionata', di Anna Di Francisca, 'Vite in sospeso', di Marco Turco, 'Cosi' ridevano', di Gianni Amelio (Leone d'oro al Festival di Venezia nel 1998), 'Un amore' e 'Qui non e' il paradiso', entrambi diretti da Gianluca Maria Tavarelli, 'Il partigiano Johnny', di Guido Chiesa, 'Hannibal', di Ridley Scott, 'La meglio gioventu'', di Marco Tullio Giordana (premiato al Festival di Cannes) e 'La ragazza del lago', di Andrea Molaioli. Ha recitato anche in alcune fiction di grande successo come 'De Gasperi, l'uomo della speranza', di Liliana Cavani, in cui ha interpretato il ruolo di Alcide De Gasperi, 'Paolo VI', diretta da Fabrizio Costa, in cui impersonava Papa Paolo VI, e 'C'era una volta la citta' dei matti...', di Marco Turco, dove ha impersonato lo psichiatra Franco Basaglia. (ANSA).
