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(NOTIZIARIO TURISMO VALLE D'AOSTA)
01:00 - 14/01/2012 


(ANSA) - AOSTA, 14 GEN - Per il 1012/o anno il cuore di Aosta si prepara ad accogliere decine di migliaia di visitatori in occasione della Fiera di Sant'Orso, vetrina dell'artigianato tradizionale ma soprattutto festa collettiva della cultura valdostana.

La grande kermesse popolare, in programma il 30 e 31 gennaio, e' datata per tradizione all'anno 1.000: racconti leggendari narrano che la Fiera abbia avuto inizio proprio di fronte alla Chiesa dove Sant'Orso, vissuto anteriormente al IX secolo, era solito distribuire ai poveri indumenti e 'sabot', tipiche calzature alpine in legno.

L'evento che caratterizza la due giorni della Fiera e' l'esposizione allestita nel centro storico del capoluogo valdostano, lungo l'asse che va da piazza della Repubblica a piazza Arco d'Augusto, ed ha il suo cuore nel borgo di Sant'Orso. Un migliaio di espositori, in rappresentanza di tutti i settori tradizionali, presentano prodotti artigianali di scultura ed intaglio su legno, lavorazione della pietra ollare, del ferro battuto e del cuoio, tessitura del 'drap' (stoffa in lana lavorata su antichi telai in legno), e poi merletti, vimini, oggetti per la casa, scale in legno, botti.

Tra gli oggetti piu' apprezzati vi sono i tradizionali taglieri in legno, spesso decorati con rosoni (il piu' tipico e' il 'copapan', corredato di coltello che serve per frantumare il pane nero), marchi per il burro e per il pane, culle per neonati, e ancora pentole e contenitori in pietra ollare, capi di abbigliamento (dalla lavorazione dei pizzi al tombolo, tipica di Cogne, alla tessitura della canapa a Champorcher fino ai sabot in legno), attrezzi per il lavoro nei campi come le scale per la raccolta dei frutti, il rastrello per la fienagione, vari tipi di cesti, la slitta per il trasporto del fieno. A tutto cio' si aggiungono sculture e bassorilievi a soggetto agro-pastorale, che spesso sono vere e proprie opere d'arte.

Oltre all'appuntamento con gli espositori in strada, in piazza Chanoux e piazza Plouves e' allestito , fin dal 28 gennaio, il padiglione dell'Atelier, esposizione riservata alle imprese artigiane valdostane che propongono la propria produzione, mentre sempre in piazza Plouves dallo stesso periodo e' attivo il padiglione enogastronomico, uno spazio dedicato all'offerta regionale nel quale oltre 50 produttori presentano le loro specialita'.

La Fiera, infatti e' anche l'occasione per assistere agli spettacoli di musiche e danze tradizionali, e per gustare le specialita' dell'enogastronomia locale sia nel padiglione sia nei sette 'Punti rossoneri' gestiti dalle pro loco valdostane, ciascuno con ricette diverse caratteristiche di una zona della regione alpina. Tra un bicchiere di vino e una polenta fumante, una danza folk e il concerto di una corale, si giunge al momento 'clou' nella notte tra il 30 e il 31 gennaio con la 'Veilla'', grande festa popolare con la partecipazione di gruppi folkloristici, musica, canti, libagioni nelle vie e anche nelle storiche cantine del centro (per l'occasione aperte ai visitatori) a base di di brodo caldo, vin brule', salumi, formaggi e altri spuntini per trascorrere una notte di festa in allegria fino all'alba. (ANSA).




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