3 - 2009

AGRICOLTURA E TERRITORIO

di Alessia GLAREY
Ufficio segreteria, bilancio
e archivio
Dipartimento agricoltura

Alla Conferenza internazionale era presente anche la Commissaria europea Fischer Boel, alla quale è stata consegnata una risoluzione predisposta da sette regioni dell’arco alpino, tra cui la Valle d'Aosta

• NEI GIORNI 9 E 10 LUGLIO 2009 A KRÜN, GERMANIA

L’AGRICOLTURA DI MONTAGNA
PROTAGONISTA AL FORUM INTERNAZIONALE
DI GARMISCH-PARTENKIRCHEN

A partire dalla scorsa primavera, il futuro dell’agricoltura di montagna dopo il 2013 è stato oggetto di un’ampia riflessione da parte di alcune regioni dell’arco alpino, che hanno organizzato un primo seminario internazionale sul tema il 31 marzo scorso a Bruxelles, nella sede della Rappresentanza dello Stato Libero di Baviera presso l’Unione Europea.

«Penso che sia importante non perdere l’efficienza dell’agricoltura di montagna e vedo con preoccupazione l’avanzata delle foreste. Ecco perché sono disponibile a valutare proposte concretamente percorribili per il sostegno specifico del settore».

Con queste parole, la Commissaria europea per l’agricoltura, Mariann Fischer Boel, ha invitato le regioni partecipanti a presentare, nell’arco di qualche mese, idee e proposte concrete su cui lavorare.

È stato pertanto organizzato un secondo incontro per il 9 e 10 luglio a Garmisch-Partenkirchen in Baviera, con l’obiettivo di consegnare alla Commissaria europea un documento congiunto e condiviso, contenente richieste precise per migliorare le condizioni economiche e operative delle aziende agricole delle zone di montagna.

La preparazione del sopraccitato documento ha visto la partecipazione di sette regioni dell’arco alpino (Land Tirolo, Land Voralberg, Stato Libero di Baviera, Province autonome di Trento e Bolzano, Regioni Autonome Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia), impegnate nel corso degli ultimi mesi nella redazione a livello tecnico e politico di un elenco di richieste da presentare all’Unione Europea.

Nello specifico, il documento ha assunto la veste di “Risoluzione sull’agricoltura di montagna da parte di rappresentanti di diverse Regioni dell’arco alpino” e consta, in primo luogo, di un preambolo nel quale vengono evidenziati l’importante ruolo svolto dall’agricoltura di montagna e i principali limiti cui essa è sottoposta.



Seguono una serie di considerazioni iniziali e di collegate richieste presentate con riferimento al primo e secondo pilastro della PAC (pagamenti diretti e sostegno allo sviluppo rurale), ed ulteriori misure ritenute necessarie al fine di creare le condizioni per il mantenimento di un’agricoltura di montagna vitale anche successivamente al 2013 e in vista della futura programmazione comunitaria in materia di politica agricola comune.

Tra le principali proposte relative al primo pilastro, troviamo la richiesta di una sua sostanziale prosecuzione anche dopo il 2013 con finanziamento al 100% con fondi dell’Unione Europea, l’introduzione ex novo di un premio per i ruminanti, con particolare attenzione all’allevamento di vacche da latte e possibilità di adeguamento regionale, e un’integrazione al premio unico per le aziende agricole a conduzione familiare.

Per quanto concerne il sostegno allo sviluppo rurale (secondo pilastro della PAC), si è ritenuto fondamentale richiedere un aumento dei limiti superiori dell’indennità compensativa e finanziamenti specifici per le zone montane, con percentuali più alte di quelle attualmente ammissibili. Inoltre, è stato chiesto di consentire l’erogazione di aiuti a copertura dei costi di trasporto dei prodotti agricoli, unitamente ad un innalzamento dei limiti superiori di premio e una maggiore flessibilità dei pagamenti agroambientali.

Tra le ulteriori misure necessarie, è stato proposto l’innalzamento dell’attuale limite massimo per l’applicazione del de minimis in agricoltura dai 7.500,00 euro ad una nuova soglia di almeno 50.000,00 euro ad azienda, con conseguente innalzamento dei plafond nazionali e di quelli regionali, nonché la creazione di regole semplici e chiare per quanto riguarda i sistemi di protezione dell’origine, di certificazione e di etichettatura dei prodotti dell’agricoltura di montagna, così come una sensibile riduzione dell’onere amministrativo gravante sulle aziende agricole in relazione a registrazioni e conservazione di documenti.

La risoluzione, redatta sulla base del confronto e con il contributo di tutte le sopramenzionate regioni dell’arco alpino, è stata consegnata dal Ministro di Stato bavarese per l’Alimentazione, l’Agricoltura e le Foreste, Helmut Brunner, alla Commissaria europea Mariann Fischer Boel, nella mattinata di venerdì 10 luglio, presso il centro congressi di Krün (circondario di Garmisch-Partenkirchen), dove si è svolto il secondo forum sull’agricoltura di montagna, con la partecipazione di politici provenienti da stati membri dell’Unione Europea. In questa occasione, i rappresentanti dei vari stati hanno esposto e discusso le loro idee sulle politiche da attuare nelle aree montane dopo il 2013 e, in gruppi di lavoro, hanno affrontato le questioni legate alla produzione, al marketing e alla possibilità di nuovi guadagni in materia di agricoltura e selvicoltura.



La conferenza internazionale si è aperta giovedì 9 luglio, con l’accoglienza dei partecipanti da parte del Ministro federale per l’Alimentazione, l’Agricoltura e la Difesa dei Consumatori, Ilse Aigner, ed è proseguita il giorno successivo, sullo sfondo di una pacifica, ma significativa manifestazione degli allevatori della zona contro il basso prezzo del latte, con il ricevimento di benvenuto e l’apertura dei lavori a cura di Harald Kühn, Consigliere del Landkreis Garmisch-Partenkirchen.

Quest’ultimo, ha subito sottolineato la diminuzione del numero e le ridotte dimensioni delle aziende agricole di montagna e la necessità, pertanto, di aumentarne la produzione e la competitività mediante una promozione mirata. Inoltre, ha evidenziato la necessità di soluzioni speciali che tengano conto delle esigenze del settore, di una deroga alle regole del libero mercato, che difficilmente possono essere seguite dall’agricoltura in questione, nonché di condizioni adeguate e di un supporto concreto per i produttori di latte.

La prima parte della mattinata è, poi, proseguita con l’intervento del Ministro federale, Ilse Aigner, che ha messo in evidenza l’importanza dell’agricoltura di montagna per l’intera collettività e le relative problematiche legate alle difficili condizioni climatiche, le ridotte dimensioni aziendali, il lavoro manuale e la necessaria integrazione con un’ulteriore fonte di reddito. «Gli standard superiori richiesti ai nostri agricoltori comportano impegni ulteriori che devono essere remunerati. E’ necessario orientarsi verso produzioni di qualità e pensare in termini di regioni e non più di nazioni. Inoltre, le frontiere devono essere superate a favore di una politica comune per zone analoghe quali quelle di montagna». Così la Ministro Aigner, cui ha fatto seguito l’atteso intervento della Commissaria europea per l’agricoltura Fischer Boel.

Dopo aver sottolineato nuovamente l’importanza di formulare domande, idee e soluzioni concrete, la Commissaria ha ribadito i problemi già discussi nel corso della conferenza di fine marzo a Bruxelles, quali il progressivo abbandono dei terreni agricoli, il conseguente avanzamento dei boschi ed il danneggiamento del delicato equilibrio basato sulla diversificazione dello sfruttamento del territorio montano, condizione per la salvaguardia del paesaggio e la protezione dalle valanghe.

L’intervento è proseguito con un esame degli strumenti attualmente già a disposizione di tutte le aziende operanti in territori montani: schema di pagamento semplificato sulla base della produzione degli anni precedenti e supporto supplementare per quanto riguarda il primo pilastro, indennità compensativa, pagamenti agroambientali, misure natura 2000, supporto per investimenti strutturali, con particolare riguardo al settore dell’energia, e premi per la biodiversità, con riferimento al secondo pilastro. «Le misure e i mezzi finanziari attualmente a disposizione sono estremamente importanti, ma talvolta è probabile che non siano sufficienti – ha detto la Commissaria - o potrebbero essere usati meglio». «Entro la fine dell’anno - ha promesso - verrà pubblicato dalla Commissione un documento dettagliato sull’agricoltura di montagna con l’intento di evidenziarne i punti di forza e di debolezza e gli attuali strumenti utilizzabili, quale base per successivi dibattiti in vista di eventuali cambiamenti da apportare».

La Fischer Boel ha concluso il suo intervento garantendo una considerazione adeguata per l’agricoltura di montagna anche dopo il 2013, rivolgendo l’invito ad non essere troppo pessimisti, con riferimento allo scenario dei prossimi anni.



I lavori sono proseguiti con la consegna ufficiale della risoluzione e con l’apertura dell’interessante dibattito sulla politica agricola per le aree montane dopo il 2013, con la partecipazione di esponenti politici, quali il Ministro per l’Alimentazione e lo sviluppo rurale del Baden-Württemberg, Peter Hauk, l’Assessore per l’agricoltura, il turismo ed il catasto fondiario e urbano della Provincia autonoma di Bolzano, Hans Berger, il Ministro di Stato bavarese, Helmut Brunner e il Direttore dell’Ufficio federale per l’agricoltura della Svizzera, Manfred Bötsch.

Con il Forum bavarese sull’agricoltura di montagna, le regioni alpine hanno fatto sentire la loro voce ed è certamente stato stabilito un punto di partenza importante per una riflessione sul futuro dell’agricoltura di montagna, che dovrà quanto prima essere presa in considerazione dall’Unione Europea. Sul prossimo numero dell’Informatore Agricolo sarà pubblicato il testo integrale della Risoluzione.
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