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Produzioni Agricole

UNA PERUVIANA IN VALLE: LA PATATA

Nell’anno mondiale della patata non poteva mancare un nostro interessamento a questa coltura. La patata, molto coltivata nel passato in Valle d’Aosta, ha conosciuto negli anni 80-90 un relativo disinteresse; tuttavia oggi la sua coltivazione ritorna di moda. Il presente articolo tratta dell’acquisto del seme e della pregermogliazione. Nei prossimi numeri ci occuperemo dell’irrigazione e delle tecniche necessarie per ottenere produzioni adeguate

di Alessandro Neyroz
(Institut Agricole Régional)
La patata, originaria degli altopiani boliviani e peruviani, richiede temperature medie, ottima illuminazione e disponibilità irrigue costanti.
Queste condizioni sono indispensabili per ottenere raccolti abbondanti e tuberi sani, privi di difetti sia interni che esterni e con ottime qualità culinarie.

Nella nostra Regione, tali condizioni non sono presenti, soprattutto in fondovalle.
Estati calde, poco piovose, terreni molto sabbiosi, che accentuano le due situazioni precedenti, non permettono il conseguimento di produzioni eccelse.
Per limitare le influenze negative, dovute alle condizioni climatiche non ottimali, bisogna coltivare varietà adeguate e applicare alcune tecniche colturali molto semplici.

Se si vogliono porre delle buone basi di partenza, è nel mese di marzo che bisogna agire. Con un buon anticipo rispetto all’epoca della semina è indispensabile acquistare le sementi più interessanti, le varietà più adatte e praticare la pregermogliazione dei tuberi seme.


ACQUISTO SEMENTI
In Valle si ha ancora la cattiva abitudine di utilizzare come seme le patate avanzate l'anno precedente.
Questa prassi è assolutamente da evitare, perché le patate "riciclate" nella maggior parte dei casi sono affette da virosi. La presenza di tali patogeni può ridurre la produzione, a seconda del tasso di infezione, anche del 70-80%.

Dunque l'acquisto di semente sana e certificata è assolutamente fondamentale per assicurare un inizio colturale ottimale.
Per la patata da seme la pezzatura consigliata si aggira sui 35-45 mm di diametro (dimensioni di un uovo).
Tale calibro evita la pratica del taglio, fonte di propagazione delle virosi, e diminuisce i rischi di marciume del seme in terra nelle primavere troppo umide.

Acquistare le sementi nel mese di marzo permette al coltivatore di trovare sul mercato le varietà desiderate, con tuberi di dimensioni ed in condizioni ottimali, e di evitare varietà scadenti e avanzi di mercato con pezzature elevate.


SCELTA VARIETALE
Il mercato propone una vasta gamma di varietà; la scelta non manca, tuttavia sono poche le cultivar che riescono a fornire risultati soddisfacenti.
Poter disporre di una varietà che garantisca risultati produttivi sicuri è condizione indispensabile per affrontare con successo una coltivazione di patate.

Da 26 anni a questa parte l'Institut Agricole Régional prova e testa varietà di patate; tra le 500 e le 600 sono le cultivar testate, ma tra queste solo tre hanno fornito risultati soddisfacenti e ripetuti negli anni. Penelope, Kuroda (fig. 1) e Collina sono le varietà risultate più costanti nel fornire produzioni valide, malgrado variazioni climatiche annue notevoli.


1 - Tuberi delle varietà Penelope e Kuroda

Una varietà è da considerarsi valida quando tutti gli anni, indipendentemente dagli eventi climatici, riesce a fornire una produzione in quantità ed in qualità soddisfacente, presenta una discreta resistenza ai parassiti e una buona conservabilità.
Molte delle varietà provate sono particolarmente sensibili alle condizioni climatiche, per cui il risultato produttivo è fortemente condizionato.
Tali varietà in annate favorevoli (temperature contenute e precipitazioni costanti) possono fornire risultati produttivi molto interessanti, ma in condizioni ambientali sfavorevoli (temperature elevate e disponibilità idriche irregolari) danno produzioni scarse e soprattutto di qualità scadente a causa della presenza di notevoli difetti interni ed esterni.

Esaminiamo di seguito le varietà citate in precedenza, ossia:

CULTIVAR PENELOPE
Varietà semitardiva, diffusa e frequentemente coltivata nella nostra Regione, fornisce una produzione abbondante e costante negli anni.
I tuberi sono oblunghi, a buccia gialla e a pasta chiara, hanno dimensione importante, la conservazione è buona. In cucina ha un impiego polivalente ed è adatta per qualsiasi utilizzo: i migliori risultati si ottengono con la trasformazione in patate fritte e in camicia.
Tale varietà ha il notevole pregio di essere poco sensibile ai difetti interni; esteticamente è molto bella e la conservazione è buona.

Tra i difetti bisogna sottolineare:
  • spaccature dei tuberi che si manifestano quando le disponibilità idriche sono irregolari;
  • la resistenza alle comuni fitopatie è discreta, ma in annate molto umide si registra la presenza della peronospora sia sulle foglie che sui tuberi;
  • nei terreni molto asciutti i tuberi sono colpiti dalla scabbia.
CULTIVAR KURODA
Varietà semitardiva, a buccia rossa, fornisce produzioni buone, non elevate ma costanti nel tempo e generalmente senza difetti interni.
I tuberi sono tondeggianti e la loro polpa è giallo chiara. Il valore culinario emerge allorquando tale patata viene trasformata in gnocchi, purè e al forno; la varietà è ottima per la produzione dei “boudin”.

La conservazione è buona. Tra i difetti bisogna sottolineare una leggera sensibilità alle malattie crittogamiche (peronospora, sui tuberi in particolare) e alla scabbia.
La dimensione dei tuberi è troppo grande quando l’irrigazione è eccessiva o non si è praticata la pregermogliazione

CULTIVAR COLLINA
Varietà di recente introduzione, da precoce a semiprecoce, con una produttività discreta che varia soprattutto con le disponibilità irrigue (l’acqua non deve mancare).
La buccia e la polpa sono giallo chiaro, la conservazione è discreta. In cucina l'utilizzo è polivalente.

I maggiori difetti della varietà sono:
  • sensibilità alla scabbia, malattia della buccia che deprezza fortemente l'aspetto estetico;
  • pezzatura di dimensioni ridotte nelle annate siccitose e poco favorevoli;
  • presenza di alcuni difetti interni in annate molto calde, fisiopatie tipiche delle patate;
  • sensibilità ai nematodi.
Varietà che possono sostituire le tre cultivar citate, perché coltivate in condizioni e per esigenze particolari, sono: Agria, Altesse, Désirée, Laura, Primura e Sistema, pur sapendo che queste ultime non garantiscono regolarità produttiva e qualità nel corso degli anni e presentano inconvenienti più o meno evidenti.


PREGERMOGLIAZIONE
La varietà, seppure adeguatamente scelta, non basta per assicurarsi le produzioni migliori. La temperatura e l'umidità del terreno e dell'aria durante tutto il ciclo vegetativo, ma in particolar modo durante la tuberificazione, sono fattori preponderanti nel determinare la quantità, la pezzatura, lo stato sanitario e la qualità culinaria della produzione.

La patata ama i climi freschi e le precipitazioni frequenti. Ciò detto, si può facilmente dedurre che nella nostra Regione tali condizioni si riscontrano raramente: in Valle d'Aosta, durante il periodo di coltivazione, le temperature sono alquanto elevate, le precipitazioni sporadiche ed occasionali.

E' importante, dunque, riuscire a conciliare il periodo di tuberificazione delle patate con le condizioni pedoclimatiche più favorevoli, in modo che la coltura possa trarne il massimo beneficio.

Le condizioni sopra elencate sono riscontrabili, nelle nostre realtà colturali, nel mese di maggio e giugno ed è dunque in questo periodo che debbono verificarsi i processi di tuberificazione. Per ottenere ciò bisogna ricorre ad una semina anticipata (entro il 20 di aprile nel fondovalle) e praticare sui tuberi da impiantare la pregermogliazione.

La pregermogliazione ha lo scopo di provocare un invecchiamento fisiologico dei tuberi da seminare e permettere l'accrescimento dei germogli (fig. 2) in condizioni artificiali migliori rispetto a quelle che si potrebbero avere in campo nello stesso periodo.


2 - Tuberi correttamente pregermogliati al momento della semina sono la premessa indispensabile per una buona coltura di patate.

Con tale tecnica si ottiene un duplice vantaggio: un'emergenza più rapida e l'anticipazione dell'epoca di tuberificazione (fig. 3), permettendo il compiersi di questa fase più precocemente durante la stagione, sfuggendo di fatto alle temperature elevate responsabili del rallentamento o/e dell'inibizione di tale processo.


3 - è fondamentale che la fase di tuberificazione avvenga in condizioni termiche e idriche ottimali.

Tale operazione viene eseguita posizionando i tuberi in un locale oscuro, con temperatura di 16°C, per una ventina di giorni e successivamente disponendoli in cassette all'esterno, a luminosità e temperatura ambiente, per ulteriori 14 giorni, al fine di ottenere un inverdimento ed una maggior robustezza dei germogli formatisi.

Per l'esecuzione corretta della pregermogliazione è importante poter disporre dei tuberi seme almeno un mese prima del momento della semina.


CONCLUSIONI
Al fine di assicurarsi dei tuberi di dimensioni ottimali, della varietà desiderata e correttamente pregermogliati è indispensabile pensare alle patate già nel mese di marzo.

Per l'ottenimento di produzioni soddisfacenti è importante partire bene, ossia partire presto.
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