Elenco Numeri Regione Autonoma Valle d'Aosta

PRODUZIONI VEGETALI

PIANTE INDICATRICI

Se guardiamo attentamente un prato permanente possiamo leggere qual’è il suo “stato di salute”. In nostro aiuto possono intervenire alcune piante indicatrici.

di di Paolo Cretier
Direzione produzioni vegetali, agriturismo e servizio fitosanitario - Ufficio periferico di Arnad
I colori del prato
Il colore dominante nel mondo vegetale è il verde, ma al momento della fioritura si può fare una sommaria lettura botanica interpretando i colori. Il vecchio esempio del semaforo è ancora attuale: nel settore foraggicolo, se domina il verde la situazione è ottimale, se domina il giallo (poco appariscente) la situazione non è ancora compromessa, ma se siamo di fronte al rosso o ad un altro colore dominante significa che una pianta sta colonizzando il prato e prendendo il sopravvento sulle altre.

Se guardiamo attentamente un prato permanente in cui le condizioni botaniche sono originarie e “stabili”, di lungo periodo, possiamo leggere qual è il suo “stato di salute” e in nostro aiuto possono intervenire alcune piante indicatrici.

 



L'invasione dei prati deve essere controllata costantemente
altrimenti si rischia in pochi anni l'abbandono della parcella.
A destra è possibile vedere la forte invasione di Epilobium
angustifolium e cespugli di varia natura.

Queste indicazioni non sono applicabili ad una risemina o ad un erbaio, dove le condizioni originarie sono state sconvolte da interventi drastici tipo aratura e risemina e nello specifico con apporti di specie diverse.

Bisogna anche ricordare che ogni specie possiede una capacità di adattamento più o meno evidente e le osservazioni più precise mettono in relazione le cosiddette “fito-associazioni” tra specie, dove il risultato visibile è rafforzato dalla presenza di due piante che si sono moltiplicate a causa di uno o più motivi. Al contrario, una sola pianta o specie può essere indicatrice di due o più cause scatenanti la proliferazione.

Esistono in natura una serie di piante che possono darci delle precise informazioni sullo stato di fertilità del suolo e sul tipo di gestione che l'uomo attua. Per una migliore comprensione dell'articolo sono riportati i nomi delle piante anche in dialetto.

 
Piante indicatrici dell'umidità del suolo
Queste piante, benché siano consumate dal bestiame, hanno scarso valore alimentare e sono poco appetibili; spesso scartate durante il pascolamento, nel fieno secco sono consumate quasi completamente ad eccezione della Carlina che ha foglie spinose. Sono tipiche di zone non troppo curate, poco concimate e irrigate, e sono più visibili in annate particolarmente siccitose.

Indicatrici di terreni secchi
Achillea millefolium (Restasan), Carlina acaulis (Tzardon bas), Pastinaca sativa (Coston zano), Salvia pratensis (Sarve servadze), Silene inflata (Schiopet), Tragopogon pratensis (Barbaboc)

Indicatrici di terreni molto umidi
Caltha palustris (Canetta), Cirsium arvense (Tzardon), Colchicum autunnale (Fior fredde), Ranunculs repens (Erba rogne-Ermae), Trollius europaeus (Botton d'or), Veratrum album (Valaro)

Indicatrici di terreni freschi
Anthriscus silvestris (Tzami), Heracleum sphondylium (Pluta-Piota), Polygonum bistorta (Lenga bu-Pariette), Rumex obtosifolium (Lavase), Taraxacum officinale (Secoria)
 

 



L'Alnus viridis (Drose) e la Rosa canina (Gratacu) possono essere frenate dal razionale pascolamento di pecore. Il gregge deve essere seguito e abituato a nutrirsi di essenze cespugliose, di notte spela i fusti che poi seccano.

Piante indicatrici della fertilità del suolo

L'elenco di piante tipiche di queste situazioni riprende alcune piante già presenti nei terreni freschi e molto umidi. Le indicatrici di terreni scarsamente ricchi in elementi fertilizzanti si trovano in zone difficilmente irrigabili o con turni di irrigazione estivi troppo ampi. La Carlina invece la troviamo lungo le strade e sui pascoli non livellati dove la fertirrigazione non raggiunge la pianta.

Indicatrici di terreni ricchi in elementi fertilizzanti
Heracleum Sphondylium (Pluta-Piota), Ranunculus repens (Erba rogne-Ermaee), Taraxacum officinale (Secoria)

Indicatrici di terreni poveri in elementi fertilizzanti
Carlina acaulis (Tzardon), Salvia pratensis (Sarve), Silene inflata (Schiopet)

 
Piante indicatrici del pH del suolo

È risaputo che tutte le colture hanno un ottimale sviluppo produttivo rispetto a diversi valori di pH (acidità del terreno). Nelle condizioni normali questa condizione è difficilmente modificabile ed é tecnicamente improponibile. Per altre colture tipo i vigneti e i piccoli frutti diventa molto importante e spesso è necessario intervenire in fase di impianto con correzioni sostenute.

Indicatrici di terreni debolmente acidi
Myosotis arvensis (Miosotì), Rumex obtusifolium (Lavase), Veratrum album (Valaro)

Indicatrici di terreni neutri
Genziana lutea (Gensiana), Genista sagittalis (Zenestre), Plantago lanceolata (Piantagn)

Questo primo elenco è molto riduttivo in rapporto alle piante presenti sul territorio e alla complessità delle fito-associazioni. Infatti, come si legge sopra, la Salvia pratensis (Sarve) é riportata come indicatrice sia rispetto ai terreni poco fertili che a quelli siccitosi; una soluzione potrebbe essere quella di gestire meglio la superficie e, quindi, concimare di più e irrigare meglio se si vuole aumenatre la qualità del fieno. Dopo qualche anno di gestione oculata questa pianta sarà meno presente nel prato.

 
Piante indicatrici dei ritmi di sfruttamento degli alpeggi e dei pascoli

L'ambiente naturale é modificato dall'intervento dell'uomo e in particolare negli alpeggi possiamo notare spesso i cambiamenti. L'avvento della meccanizzazione e della viabilità hanno eliminato lavori molto faticosi (esempio i trasporti) e le strutture d'alpeggio sono migliorate. Purtroppo è venuto a mancare l'attività di completamento manuale, spesso i mezzi non raggiungono i pascoli e ne va della distribuzione del liquame, del contenimento delle specie cespugliose e della raccolta del legname e delle pietre. Una vecchia e buona abitudine dei pastori era di portarsi alla cintola un falcetto in modo da attivarsi nelle ore di attesa al pascolo per eliminare le piante invasive con un apparato radicale superficiale, per pulire il pascolo dagli alberi schiantati dalle slavine e al contempo per preparare la legna per il fuoco nella baita. Spesso queste attività oggi sono dimenticate e i risultati purtroppo sono negativi.
 



Carlina acaulis (Tzardon)
Pianta indicatrice di terreni poco profondi e secchi. è bellissima
da vedere ma non é consumata dai bovini per la parte spinosa
che la contradistingue.
 

Anche per quanto riguarda i pascoli possiamo brevemente evidenziare alcune piante indicatrici; rientrano in questa casistica anche una serie di cespugliose che bisogna contenere con interventi mirati, anche se le soluzioni sono spesso costose (manodopera) e ad alto impatto ambientale (trinciatura, diserbo localizzato, taglio manuale, pirodiserbo, trasemina). Spesso la proprietà non coincide con la conduzione dell’alpeggio, ma l'azione congiunta delle parti deve essere finalizzata al mantenimento delle superfici a pascolo in efficienza produttiva, magari mettendo in conto nel contratto anche gli obblighi della manutenzione delle superfici pascolive.

In un incontro fra tecnici nel mese di giugno 2007 è stata prospettata una possibile soluzione per i pascoli invasi da Alnus viridis (Drose). I tecnici del settore Agronomia hanno presentato una sperimentazione francese in cui si utilizzava un gregge di pecore per la lotta all'Alnus. I risultati sono incoraggianti, ma vi sono delle condizioni basilari da rispettare: il gregge deve essere guidato dal pastore, deve avere un numero sostenuto di ovini (almeno 500 pecore), il pascolo deve essere turnato e gli ovini da carne devono essere abituati a consumare i cespugli. Le numerose pecore durante il giorno sfruttano i pascoli in modo molto impattante, producendo un effetto concimante ben distribuito e durante il riposo notturno, nel recinto, spelano i fusti delle piante che successivamente seccano.

Tornando alle piante indicatrici dei pascoli, la valutazione è più semplice: i cespugli invasivi dei pascoli montani sono molto evidenti e riconoscibili da tutti.

Indicatrici di sottocarico
Alnus viridis (Drose), Rosa canina (Gratacu), Calluna vulgaris (Breuvire)
 
 



In generale le felci indicano passaggi ripetuti del fuoco;
l'alimentando dei bovini con fieni in cui è presente molta felce
può indurre pericolose emoraggie nell'apparato riproduttivo.

Indicatrici di sovraccarico
Trifolium repens (Trefoi bian), Plantago media (Piantagn)

Indicatrici di scarse concimazioni
Arnica montana (Arnica), Calluna vulgaris (Breuvire), Nardus stricta (erba di feye)

Indicatrici di eccessive concimazioni
Urtica dioica (Orchie), Rumex alpinus (Lavase)

Indicatrici di incendi ripetuti

Ferula communis e Pteridium aquilinum (Fiuse)

Indicatrici di terreno troppo compatto
Plantago (Piantagn)

Indicatrici di dotazione in Calcio
Terreno ricco di calcio: Silene inflata (Schiopet) Calendula arvensis (Calendula);
Terreno povero di calcio: Felce aquilina (Fiuse) Rumex acetosella (Erba Breusca).

Certamente questo articolo non è esaustivo, ma può essere un aiuto per coloro che vogliono migliorare la produzione del fieno locale. Importante è imparare a osservare e quindi controllare cosa succede nelle parcelle foraggiere per poter intervenire a tempo con operazioni di miglioramento delle cotiche.




Bibliografia
Malerbologia. P.Catizone e G Zanin. Patron Editore. 2001
Les “mauvaises erbes”des prairies. J. Caputa. Amtra 1984
A.A V.V

 
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