La rete degli ospizi e la figura di Bernardo
Dispositivi di accoglienza della Valle d’Aosta medioevale
Intorno al valico del Gran San Bernardo si creò, nel Medioevo, un vero e proprio sistema di accoglienza, i cui elementi principali erano: l’ospizio dei Santi Nicola e Bernardo sul colle, i luoghi di sosta gratuiti (ospizi di Fonteintes, Saint-Rhémy, Saint-Oyen ed Etroubles), quelli a pagamento - nei borghi situati lungo la strada, un servizio di guide alpine - i cosiddetti marroniers, a cui era demandato il soccorso dei viandanti in difficoltà e la manutenzione delle strade, e, infine, un mercato per l’approvvigionamento dei viaggiatori.
Un analogo dispositivo d’accoglienza era sorto anche sull’itinerario Piccolo San Bernardo-Aosta, dove, oltre all’ospizio sul colle, erano presenti domus hospitales in località La Balme (Pré-Saint-Didier), a Morgex (sede di un importante fiera annuale, oltre che del mercato settimanale) e a La Salle.
Proseguendo verso Aosta, furono fondati ospizi anche nei pressi di Arvier, in località Leverogne (sulle pareti esterne di questa domus sono tuttora visibili decorazioni del XV sec., raffiguranti la Cavalcata dei Vizi e le Opere di Misericordia),
Un analogo dispositivo d’accoglienza era sorto anche sull’itinerario Piccolo San Bernardo-Aosta, dove, oltre all’ospizio sul colle, erano presenti domus hospitales in località La Balme (Pré-Saint-Didier), a Morgex (sede di un importante fiera annuale, oltre che del mercato settimanale) e a La Salle.
Proseguendo verso Aosta, furono fondati ospizi anche nei pressi di Arvier, in località Leverogne (sulle pareti esterne di questa domus sono tuttora visibili decorazioni del XV sec., raffiguranti la Cavalcata dei Vizi e le Opere di Misericordia),
a Villeneuve e a Sarre.
Vanno inoltre ricordati gli istituti ospitalieri sorti lungo la strada da Aosta a Pont-Saint-Martin: gli ospizi di Quart, Nus, Chambave, Châtillon, Saint-Vincent, Montjovet, Verres, Bard e Donnas.
La prima attestazione dell’esistenza di una struttura religioso-assistenziale alla sommità del Mont-Joux (passo del Gran S.Bernardo) risale al 1.100, quando Umberto II di Moriana-Savoia aumentò la dotazione originaria della “ecclesia Sancti Nicholai Montis Iovis”. A questa data, quindi, esisteva già sul colle una chiesa dedicata a S. Nicola; purtroppo, le fonti non consentono di stabilire né la data precisa della sua fondazione, né quella dell’adozione di funzioni specificamente ospitaliere. Il primo esplicito riferimento ad un edificio ospitaliero si trova nel diario del pellegrinaggio a Roma e a Gerusalemme dell’abate islandese Nikulas di Munkathvera, che nel suo viaggio da Thingor a Roma (1.154 circa) utilizzò il passo del Gran San Bernardo, annotando la presenza, in cima al colle, del “Bjanardz spitali”.
Vanno inoltre ricordati gli istituti ospitalieri sorti lungo la strada da Aosta a Pont-Saint-Martin: gli ospizi di Quart, Nus, Chambave, Châtillon, Saint-Vincent, Montjovet, Verres, Bard e Donnas.
La prima attestazione dell’esistenza di una struttura religioso-assistenziale alla sommità del Mont-Joux (passo del Gran S.Bernardo) risale al 1.100, quando Umberto II di Moriana-Savoia aumentò la dotazione originaria della “ecclesia Sancti Nicholai Montis Iovis”. A questa data, quindi, esisteva già sul colle una chiesa dedicata a S. Nicola; purtroppo, le fonti non consentono di stabilire né la data precisa della sua fondazione, né quella dell’adozione di funzioni specificamente ospitaliere. Il primo esplicito riferimento ad un edificio ospitaliero si trova nel diario del pellegrinaggio a Roma e a Gerusalemme dell’abate islandese Nikulas di Munkathvera, che nel suo viaggio da Thingor a Roma (1.154 circa) utilizzò il passo del Gran San Bernardo, annotando la presenza, in cima al colle, del “Bjanardz spitali”.
La fondazione dell’ospizio del Gran San Bernardo, collocata verso la metà  del sec. XI, è stata unanimemente attribuita, dalla tradizione erudita valdostana d’inizio secolo, all’arcidiacono della chiesa
Cattedrale di Aosta
Bernardo, morto negli anni 80 dell’XI sec. (presumibilmente di origine valdostana e non originario di Menthon, come vuole una tenace leggenda). Non ci è pervenuto l'atto di fondazione dell'ospedale del Piccolo San Bernardo, che è attribuito ad un’iniziativa dello stesso arcidiacono. L’ospizio viene nominato per la prima volta in un documento pontificio del 1.145 (bolla di Papa Eugenio III). Il fatto che, a meno di 60 anni dalla morte di Bernardo, l'ospedale avesse già questa denominazione, fa supporre che quanto si tramanda circa il suo fondatore corrisponda a verità .




