Ieri

UN PO’ DI STORIA

L’idea di collegare tramite funivia l’Italia alla Francia, attraversando il massiccio del Monte Bianco, si deve al conte Dino Lora Totino che nel 1932 realizzò la sua prima funivia, quella tra il Breuil e Plateau Rosà, che gli fruttò il titolo di conte di Cervinia, e che, alla fine degli anni quaranta, studiò e progettò anche il collegamento tra il versante italiano del Cervino e il centro turistico di Zermatt.

In Francia, in quegli anni, veniva inaugurata la linea Chamonix-Aiguille du Midi e il Conte ebbe l’idea di collegare due stazioni ancora più prestigiose: Courmayeur e Chamonix, creando un ulteriore collegamento internazionale tra Italia e Francia.

Sul versante italiano esisteva già una funivia che collegava Courmayeur al Rifugio Torino (3.300 m) e continuare per raggiungere Punta Helbronner non fu ritenuto un problema, pur considerando la difficoltà di attraversare cinque chilometri di ghiacciai in continuo movimento e la limitatezza dei mezzi tecnici  disponibili.

Per raggiungere il cantiere più alto del mondo non fu mai utilizzato nessun elicottero e gli operai furono scelti fra alpinisti montanari e guide alpine, che lavorarono in condizioni proibitive: l’opera, costruita sotto la direzione del Conte Dino Lora Totino, fu progettata dal prof. Vittorio Zignoli del Politecnico di Torino e costò quattro vite umane.

I tre impianti storici che costituivano le Funivie del Monte Bianco risalivano al dopoguerra e sono stati completamente sostituiti dalle attuali nuove funivie. La lunghezza complessiva si sviluppava su circa 5 km era costituita da tre sezioni: 

 

Oggi le vecchie funivie sono in fase di smantellamento, ma presso la vecchia stazione del Pavillon verrà allestito un museo delle funivie che permetterà ai turisti di conoscere quest’opera così ardita all’epoca in cui fu realizzata.

 



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