Cambiamenti climatici in Valle d'Aosta - opportunità e strategie di risposta

Prudenti e pronti ad affrontare i cambiamenti

Il dibattito sui cambiamenti climatici, che ha già visto il contributo di nomi autorevoli del panorama internazionale come Al Gore (premio Nobel per la pace assieme all’ICCA), invita a ragionare con una consapevolezza nuova sulla situazione e sul futuro dell’ambiente.

L’Assessorato al Territorio, Ambiente ed Opere pubbliche prosegue il suo lavoro di monitoraggio e di studio della situazione naturale, attraverso metodi scientifici e un grande impegno umano. Alla luce delle diverse attività che stanno impegnando le forze dell’assessorato, sul fronte dei ghiacciai, con il volume “Valle d’Aosta figlia dei ghiacci” premiato dall’Itas e con il “Catasto dei Ghiacciai della Valle d’Aosta” disponibile on line, ma anche con l’intensa attività di monitoraggio frane e valanghe e con l’operato dei tecnici coinvolti nel Centro Funzionale.

Dobbiamo chiederci cosa porteranno di nuovo questi mutamenti del clima, non solo per quanto riguarda le specie che potremmo “perdere” ma anche per quelle che acquisiremo. L’equilibrio naturale si ristabilisce in qualche modo, per quanto negativo questo possa sembrarci: quel che dobbiamo monitorare sono le variazioni in fatto di biodiversità.

L’impostazione dell’amministrazione regionale ha trovato diverse conferme nei discorsi e nelle proposte emersi durante le Conferenze sui cambiamenti climatici che hanno caratterizzato il 2007.

«Ci troviamo in sintonia con tutti gli atti che conducono ad una salvaguardia ambientale - commenta l’Assessore Alberto Cerise - Anche la difesa dell’ambiente può rappresentare un’opportunità ulteriore per sostenere l’innovazione tecnologica, sia relativamente all’industria, sia per una effettiva azione di salvaguardia degli equilibri ecologici. Da uno sguardo d’insieme siamo passati a considerare i punti di vista particolari e abbiamo riscoperto i piccoli gesti che, come privati cittadini o grandi aziende, possiamo compiere per influire anche minimamente sugli effetti dei clima. Lo studio dettagliato che ci porta ad aggiornare il catasto dei ghiacciai, ad esempio, suggerisce di rivedere i comportamenti che incrementano la temperatura, come l’eccessivo calore nelle case, che si traduce in emissioni non necessarie nell’aria, o come l’utilizzo sconsiderato dell’auto, anche quando potremmo percorrere un tratto a piedi o in bicicletta e organizzare meglio i nostri spostamenti. Quello di cui prendiamo atto in mondo sempre più forte è che, da un lato, occorre monitorare e conoscere costantemente anche i piccoli mutamenti del territorio, per poter di volta in volta affrontare piccoli problemi ed evitare catastrofi; d’altro canto, il piccolo apporto positivo di ciascuno di noi, con gesti quotidiani consapevoli, può influire sull’intero sistema ambientale».

 

Società Meteorologica Subalpina www.nimbus.it, 2006

 



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