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EDITORIALE
di Franco Vallet
Assessore al Territorio, Ambiente e Opere pubbliche
 
INDICE
  EDITORIALE
  SEMINARIO SULLO SVILUPPO SOSTENIBILE
  BILANCIO ATTIVITA' AMBIENTALI 2001
  VALDOSTANI O TIROLESI?
  ABITARE IN MONTAGNA
  VIVERE A RISCHIO?
  UN AMBIENTE DI QUALITA'
  AGRICOLTURA E TURISMO IN MONTAGNA
  CITTA' E VILLAGGIO: ANTITESI O COMPLEMENTO?
  NUOVI SCENARI PER IL MONT MARS
  HO SCELTO LA MONTAGNA
  IL MERCATO DEL LAVORO IN UNA REGIONE ALPINA
  RETI DEGLI SPAZI FRAGILI
  ECONOMIA AMBIENTALE
  LA MAISON, UN ABRI
  IN MONTAGNA NELL'ANTICHITÀ
  2002 ANNO INTERNAZIONALE DELLE MONTAGNE
  I SENTIERI DELLA VALLE D'AOSTA
  TOPONIMI E ANTROPONIMI
  UNA BALCONATA SUL MONTE BIANCO
  RECENSIONI
  Vivere in montagna non è sempre facile. A volte si può avere l'impressione di essere considerati degli abitanti di seconda categoria che non hanno diritto allo stesso livello di servizi e di comfort di chi vive nelle città. A partire dal rigore del clima e dal maggior livello di rischio legato agli eventi naturali e via via fino alle minori opportunità di scelta a livello di lavoro e di incontri sociali, la montagna offre apparentemente una qualità di vita inferiore. Nell'immagine che i media ci propinano quotidianamente, la città è moderna, interessante, ricca di novità; l'ambiente rurale, in particolare la montagna, vengono rappresentati invece come i luoghi del passato, mitizzati da un lato nel ruolo di conservatori della tradizione, ma la cui vita è rappresentata come primitiva e fuori del tempo.
Questo messaggio ci viene conficcato in testa da immagini pubblicitarie in cui i prodotti tecnologicamente avanzati vengono associati ad immagini urbane, mentre i soli prodotti alimentari vengono associati ad immagini rurali, ma di un'agricoltura di un secolo fa, di mulini bianchi, asinelli con i cesti carichi e contadini con il cappello di paglia - con lo stesso spirito con cui i servizi di moda vengono spesso realizzati usando come sfondo scene e costumi tribali.
Il modello urbano viene proposto come l'unico modello di vita possibile e ci viene fraudolentemente venduto come il modello dello sviluppo.
Ma la gente di montagna è diffidente e non si lascia attrarre così facilmente dal luccichio di un mondo che nasconde i suoi problemi e la sua difficoltà di vivere sotto una mano di vernice.
Forse però, pur con questa diffidenza verso modelli estranei, non siamo sempre convinti che il nostro modo di vivere abbia un valore: forse lo accettiamo come una necessità o lo viviamo come uno stato di inferiorità.
La montagna ha invece un suo stile di vita di cui dobbiamo essere coscienti, perché oggi più che mai può offrire un'alternativa all'egemonia del modello urbano e diventare una proposta di vita valida e attuale.