Affidamento familiare accoglienza
L’affidamento familiare consiste nell’accogliere un minore temporaneamente nella propria casa, dandogli l’affetto e la serenità di cui ha bisogno per crescere e mettendo a sua disposizione un ambiente idoneo, in attesa di un cambiamento del suo nucleo d’origine. Pertanto, il bambino affidato mantiene rapporti con la propria famiglia d’origine principalmente regolati a livello di durata e di periodicità dall’équipe socio-sanitaria di riferimento (assistente sociale e psicologa).
L’affido può durare da sei mesi ad un massimo di due anni consecutivi, eventualmente prorogabili qualora la situazione critica della famiglia d’origine non sia superata.
L’affidamento può essere consensuale, quando i genitori o chi esercita la patria potestà sono concordi con l’intervento, oppure giudiziale, quando non vi è consenso e l’affidamento è disposto con decreto dal Tribunale per i Minorenni.
Le forme di accoglienza volontaria sono interventi di appoggio effettuati a titolo volontario da persone singole, coppie o famiglie rivolte a:
- minori inseriti in comunità da lungo periodo per i quali è importante conoscere e sperimentare una realtà diversa;
- minori appartenenti a famiglie in situazione di fragilità e rischio, che non riescono a rispondere ad alcuni bisogni specifici che possono riguardare l’aspetto scolastico, sanitario o il tempo libero;
- minori inseriti in una famiglia affidataria con funzione di supporto e sostegno alla stessa;
- giovani adulti di età compresa tra 18 e 21 anni, privi di riferimenti familiari adeguati, che necessitano di un percorso di accompagnamento nel raggiungimento dell’autonomia;
- gestanti e puerpere sole.