Assistenza sanitaria fuori Regione

 

 

 

Nell'ambito del territorio nazionale ogni cittadino ha la facoltà di scegliere, al di fuori della sua Regione di residenza, dove ricevere le cure sanitarie di cui necessita, siano esse ambulatoriali oppure ospedaliere, urgenti o programmate, purchè vengano erogate da una struttura pubblica oppure privata accreditata. 

 Tale libertà di scelta già veniva sancita alla fine degli anni '70 con la legge 833/78, ma è solo negli anni '90, con il riordino della disciplina in materia sanitaria grazie ai decreti legislativi 502/92 e 517/93, che il cittadino acquisisce totale libertà nella scelta del luogo di cura, considerato che prima era necessaria un'autorizzazione per ricevere l'assistenza sanitaria in una regione diversa da quella di residenza. 

 Le ragioni che spingono un cittadino a scegliere un luogo di cura situato in un'altra Regione sono molteplici: la vicinanza geografica con istituti extra-regionali (si pensi ad esempio alla vicinanza dei Comuni situati in Bassa Valle con gli ospedali canavesani), la temporanea presenza in una città diversa dalla propria residenza abituale per motivi di studio, di lavoro o familiari, la necessità di ricevere prestazioni altamente specialistiche erogate solo da alcuni istituti, liste di attesa troppo lunghe nella propria Regione.

Per poter usufruire delle cure sanitarie fuori Regione a carico del Servizio Sanitario Nazionale, ad eccezione di quelle urgenti, il cittadino deve presentarsi alla struttura prescelta munito di prescrizione, rilasciata dal Medico di Medicina Generale o dal Pediatra di Libera Scelta o da uno specialista, redatta su ricetta rossa.

Nel caso in cui un cittadino si rechi presso strutture in forma privata, senza ricetta rossa, non può ottenere il rimborso della spesa sostenuta. L'articolo 8 septies del Decreto Legislativo 229 del 1999 ha abolito l'assistenza in forma indiretta per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale e in regime di degenza.

 

 

 

Sanità e Salute



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