Legge regionale n. 29 del 5-05-1983

Poteri e compiti degli agenti di vigilanza e sanzioni amministrative in materia di pesca.
(Legge Regionale 5 Maggio 1983 n. 29 e successive modificazioni)

 

ARTICOLO 1

Per l' esercizio di vigilanza ittica gli agenti possono chiedere l'esibizione della licenza, del tesserino regionale e degli altri permessi rilasciati dal Consorzio regionale Pesca, nonchè del pescato, a qualsiasi persona trovata in possesso di arnesi atti alla pesca o in esercizio o in attitudine di pesca.
In caso di contestazione di una violazione alle disposizioni previste dal calendario ittico regionale, gli agenti che esercitano funzioni di Polizia Giudiziaria procedono al sequestro degli arnesi di pesca e del pescato, redigendo verbale e rilasciandone copia al contravventore nei termini stabiliti dall'ari 14 della legge 30 novembre 1981 n. 689.
Se, fra le cose sequestrate, si trovi del pesce vivo o morto, gli agenti provvedono a liberare in località adatta il pesce vivo e, per quello morto, a redigere un regolare verbale sulla sua destinazione.

 

ARTICOLO 2

Per la violazione delle disposizioni del calendario ittico regionale, si applicano le seguenti sanzioni amministrative:

1. da € 154,00 a € 463,00 per:

  • chi esercita la pesca senza titolo in acque non qualificate come riserva turistica;
  • chi non consente la verifica del carniere, sacco od altro oggetto atto a contenere il pescato, o non voglia esibire agli agenti i documenti richiesti;
  • chi rimuove, danneggia o, comunque, rende inidonee al loro fine la tabelle apposte ai sensi delle vigenti leggi;
  • chi esercita la pesca in periodi non consentiti;
  • chi esercita le pesca in zone in cui sussiste il divieto di pesca;

 

2. da € 463,00 a € 1.161,00 per:

  • chi esercita la pesca con esplosivi, sostanze venefiche, elettricità, prosciugamento o deviazione dei corsi d'acqua, o durante svasi o asciutte;

 

3. da € 76,00 a € 231,00 per:

  • chi esercita la pesca senza aver regolarmente compilato i prescritti documenti necessari per poter pescare nel territorio della Regione, o per la loro manomissione;
  • chi fa commercio del pescato;
  • chi cattura senza rilasciarli in libertà pesci per i quali esiste un divieto anche temporaneo di pesca;
  • chi esercita la pesca una volta raggiunta la quota stabilita nel calendario ittico;
  • chi esercita la pesca con attrezzi od altri mezzi o modi non consentiti;
  • chi esercita la pesca nelle riserve turistiche, senza il relativo permesso ;
  • chi esercita la pesca con esche non consentite;
  • chi esercita la pesca nelle ore e nei giorni non consentiti, ma durante la stagione ittica;

 

4. da € 37,00 a € 115,00 per:

  • chi cattura pesci di misura inferiore alla minima prevista, senza reimmetterli liberi in acqua;
  • chi usa più canne da pesca;
  • chi reimmette in acqua pesci di misura;
  • chi fa pastura in luoghi non consentiti;
  • chi usa più permessi;
  • chi stacca irregolarmente il pesce non di misura;

 

5. da € 15,00 a €45,00 per:

  • ogni bollino di controllo non staccato, o staccato irregolarmente;

 

6. da € 22,00 a € 69,00 per chi viola altre disposizioni del calendario ittico regionale non espressamente richiamate dal presente articolo.
Oltre all'importo delle sanzioni amministrative, il contravventore è tenuto al risarcimento del danno per l'illecita cattura del pesce, stabilito nella seguente misura:

  • € 10,33 per ogni temolo, carpa, anguilla, luccio, trota, salmerino e tinca;
  • € 10,33 per ogni mezzo chilo o sua frazione di alborella, vairone, scardola, triotto, scazzone ed altra specie consimile di piccole dimensioni.
 



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