Vincolo idrogeologico

 

Cos’è il vincolo idrogeologico

Quasi tutto il territorio regionale è collocato in aree potenzialmente a rischio secondo le direttive del R.D.L. 30 dicembre 1923 n. 3267 conosciuto come “legge forestale” al cui art. 1 si legge:

“Sono sottoposti a vincolo per scopi idrogeologici i terreni di qualsiasi natura e destinazione che (…) con danno pubblico possono subire denudazioni, perdere la stabilità o turbare il regime delle acque”.

Il Vincolo idrogeologico, istituito con il Regio Decreto-Legge 30 dicembre 1923, n. 3267, ha quindi come scopo principale quello di preservare l’ambiente fisico dei versanti montani impedendo forme di utilizzazione che possano determinare denudazione, innesco di fenomeni erosivi, perdita di stabilità, turbamento del regime delle acque ecc., con possibilità di danno pubblico.

Qualsiasi attività che comporti una trasformazione d'uso nei terreni sottoposti a vincolo idrogeologico è quindi soggetta ad autorizzazione.

Risulta pertanto necessario, prima di avviare un qualsiasi progetto in territorio montano, informarsi se il terreno in oggetto è sottoposto a tale vincolo.

STORIA

La perimetrazione del vincolo è stata effettuata “a mano” dai Regi funzionari del Corpo Forestale, su documenti catastali cartacei che risalgono a prima della guerra e sono oggi comprensibilmente malandati e di difficile lettura.

Grazie al lavoro condotto dai tecnici dell'Assessorato Agricoltura e Risorse naturali della Regione Autonoma Valle d'Aosta, le aree soggette a vincolo idrogeologico sono oggi dettagliatamente delimitate su cartografia numerica e sono consultabili sul Geoportale della Regione.

OGGI

Il R.D.L. n. 3267 del 30 dicembre 1923 ed il successivo regolamento di applicazione (R.D.L. n. 1126 del 16 maggio 1926) sottopongono a tutela le aree territoriali che per effetto di interventi quali, ad esempio, disboscamenti o movimenti di terreno, possono, con danno pubblico, subire denudazioni, perdere la stabilità o turbare il regime delle acque (art. 1).

Si noti quindi che il regime di Vincolo Idrogeologico non preclude la possibilità di intervenire sul territorio, ma subordina l'intervento all'ottenimento di una specifica autorizzazione.

Le aree soggette a vincolo idrogeologico sono quindi localizzate prevalentemente in territorio di montagna il che, per la nostra Regione, significa una percentuale molto ampia del nostro territorio.

L’APPLICAZIONE DELLA NORMA SUL TERRITORIO DELLA REGIONE AUTONOMA VALLE D’AOSTA

La legge regionale n. 17/2012 aveva ripartito le competenze autorizzative per interventi che ricadono in aree sottoposte a “Vincolo idrogeologico” tra l’Assessorato all’agricoltura e l’Assessorato alle opere pubbliche.

La divisione tra due strutture della competenza per l’espressione del medesimo vincolo è apparsa, con l’esperienza, del tutto inopportuna in quanto ha creato notevole confusione tra i professionisti e i singoli cittadini privati che non sapevano a chi rivolgersi per la presentazione della domanda, creando peraltro una situazione inusuale in cui, particolarmente per i lavori lineari o a rete, era necessario richiedere il parere a entrambe le strutture, ognuna per la parte di sua competenza.

In un’ottica di semplificazione burocratica, con la l.r. n. 23/2017 (il cui articolo 7, comma 1, abroga il comma 6 dell’articolo 35 della l.r. 11/1998 così come modificato dalla l.r. 17/2012) viene ristabilita la situazione ante 2012. In concreto il nuovo impianto normativo implica che, a partire dal 1 gennaio 2018, tutte le autorizzazioni per lavori in zone vincolate ai sensi del R.D.L. 3267/1923 o della legge del castagno (legge 3917 del 1877) debbano essere rilasciate esclusivamente dalla Struttura Forestazione e sentieristica, indipendentemente dalla presenza di aree boscate.

Rimane inteso che la competenza per l’articolo 35 (Classificazione dei terreni sedi di frane o di fenomeni di trasporto in massa e relativa disciplina d'uso) e 36 (Disciplina d'uso dei terreni a rischio di inondazioni) della l.r. 11/1998 continua ad essere esercitata dall’Assessorato Opere pubbliche, difesa del suolo e edilizia residenziale pubblica mentre la verifica della coerenza del progetto con il contenuto dell’art. 33 (aree boscate) della l.r. 11/98 rimane in capo al Comune.

 

 

Risorse naturali



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