La banca del germoplasma della Valle d'Aosta

 

La banca  si occupa della crioconservazione del materiale genetico ereditario, ossia il germoplasma, sotto forma di semi, spore, pollini o tessuti meristematici. Rappresenta uno dei principali strumenti per la conservazione ex situ (al di fuori del suo habitat naturale) della biodiversità vegetale.

La biodiversità naturale, intesa come varietà all’interno delle specie, tra specie e tra ecosistemi, ha un enorme valore di tipo non solo ecologico ma anche economico, essendo alla base di innumerevoli attività umane.

La perdita della biodiversitàè in continuo aumento a causa del sovrasfruttamento delle risorse naturali e dell’alterazione dell’ambiente da parte dell’uomo. Nell'ambito della biodiversità vegetale, quasi il 53% delle specie valutate dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) sono state classificate come minacciate, ossia a rischio di estinzione in un futuro a breve termine.

La Convenzione sulla Diversità Biologica, del 1992, ha rappresentato la prima iniziativa a scala planetaria per la conservazione della biodiversità e ha permesso di definire le linee guida per l’elaborazione di strategie comuni. In questo contesto, è stata sottolineata l’esigenza di unire strumenti di conservazione ex situ a quelli in situ, per realizzare un piano integrato di salvaguardia della flora a rischio di estinzione. La conservazione ex situ è uno strumento complementare alla conservazione in situ, soprattutto per popolazioni di dimensioni ridotte e/o con habitat fortemente compromessi, e di piante rare e/o minacciate situate al fuori delle aree protette. La conservazione ex situ può fornire materiale prezioso per la reintroduzione di una specie estinta in natura, contribuire a recuperare ambienti danneggiati o distrutti e/o aumentare il numero di individui di popolazioni di specie rare.

 

 

La Valle d’Aosta ha attivato, tramite il sistema delle aree naturali protette, misure di conservazione in situ su circa il 30% del territorio regionale ed è dotata di una legge regionale per la tutela della flora spontanea (LR 45/2009). Ciononostante, dall'aggiornamento 2016 della Lista Rossa Regionale della flora vascolare emerge che il 43% delle specie risultano minacciate a vario titolo e tre specie sono state dichiarate estinte a livello regionale. Molte di queste specie sono infatti segnalate in poche stazioni con, spesso, popolazioni di dimensioni molto ridotte.

La banca del germoplasma vegetale rappresenta oggi un progetto permanente del museo, realizzato nei laboratori della sede operativa di La Salle. Gli studi propedeutici alla sua creazione sono stati effettuati nel progetto “Unità di Ricerca VDNA Barcoding”, finanziato con fondi FESR e concluso nel 2015. 

Obiettivi :

  • La conservazione ex situ entro il 2020 di almeno il 75% delle specie minacciate presenti in regione (circa 80 specie), in accordo con il documento programmatico internazionale “Global Strategy for Plant Conservation” (GSPC - obiettivo II, target 8);
  • L'approfondimento delle conoscenze attraverso studi sulla tassonomia, sulla biologia e sull’ecologia delle specie conservate, con il supporto del laboratorio di biotecnologie (GSPC - obiettivo I, target 2 e 3);
  • La promozione di programmi di rafforzamento di popolazioni locali e/o di progetti di reintroduzione di specie estinte in natura, in collaborazione con il vivaio forestale regionale e l’Ente Parco Nazionale Gran Paradiso; (GSPC - obiettivo II, target 8);
  • La sensibilizzazione della società, e in particolare delle scuole, sulle tematiche della biodiversità vegetale e della sua conservazione (GSPC – obiettivo IV, target 14);
  • La condivisione delle attività dedicate alla conservazione delle piante con la partecipazione a reti e gruppi di lavoro a livello regionale, nazionale ed internazionale (GSPC – obiettivo V, target 16).
 

Attività:

  • Il campionamento dei semi in natura; la pulizia e la conta dei semi raccolti; la deidratazione e la crioconservazione a -20°C; l’esecuzione di prove di germinazione per valutare la vitalità dei semi conservati; la rigenerazione di plantule da reintrodurre in natura; la gestione di un database dedicato. Clicca qui per visualizzare le fasi operative. Ad oggi sono state crioconservare 53 accessioni comprendenti 38 specie vegetali, tra le quali Aethionema thomasianum, Astragalus alopecurus e Cypripedium calceolus;
  • Il monitoraggio in natura delle popolazioni delle specie conservate; l’esecuzione di analisi di DNA barcoding per approfondire le conoscenze tassonomiche; la messa a punto di metodiche di DNA genotyping per la realizzazione di studi di genetica di popolazione. Ad oggi è stato effettuato il barcoding di 24 specie, sequenziando più di 350 frammenti di DNA, e sviluppando, per tre specie, protocolli di identificazione a livello di popolazioni;
  • La realizzazione di laboratori didattici indirizzati a scuole di ogni ordine e grado.
 

 

 

SERVIZIO DEL TG REGIONALE SULLA BANCA DEL GERMOPLASMA DELLA VALLE D'AOSTA


 



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