Discorso di insediamento del Presidente della Regione e Programma di Governo

 aOSTA, 26 giugno 2018

A nome dei gruppi Lega – Vallée d’Aoste, Area Civica-Stella Alpina-Pour Notre Vallée, Alpe, Mouv e Gruppo Misto do lettura del discorso e del Programma di Governo.

Tutti credono di o vorrebbero scrivere una pagina di storia.

Non sempre - invece - tutti capiscono che, per provare a scriverla, è prima di tutto necessario capire che si è solo un foglio. Di un libro.

Un libro valdostano, carico di tali e tante intense storiE nella storiA, che l’ultima arrivata, e non solo in senso cronologico, non può che fare una cosa e una cosa sola.

Farlo suo.

Farne, pur se - come magari tutti qui - ignorante di ogni minuzia, oggetto di curiosità, rispetto, amore e accettazione incondizionati. 

Chiedendovi oggi la fiducia sul programma della nostra coalizione, vi chiedo allora anche non già di perdonarmi per non essere quello che altri sono stati, ma di accettare che il cambiamento passi anche da questo. 

Prima di tutto, dell’essere donna. 

Titani della storia valdostana sono stati donne. 

Non cercherò di abbellirmi col dubbio richiamo a chi, donna, ha fatto la storia della Valle. 

Constato invece che le donne che l’hanno fatta, la storia della Valle d’Aosta, hanno pensato più a quello che facevano che a concentrarsi sul loro genere. 

Cercherò di trarre dal loro coraggio prezioso esempio. 

Nessuno penserebbe a conosciute capi di governo come segnaposto di qualche oscuro manovratore. 

Non sono poi interessata a farmi intestare a una corrente più o meno dichiarata di assimilati, non già a una cultura, ma a un sistema. 

Quel sistema, non fa parte di me. E non ne vorrò mai far parte. 

E’ anzi mia precisa intenzione far sì che tuttA la cultura, tuttE le culture, di questa mia patria - perché sono nata qui, e anche la Valle d’Aosta è la mia patria - possano finalmente esprimersi liberamente, crescere e fiorire senza essere meccanicamente ricondotte ad appartenenze claniche asfissianti, sfibranti e impoverenti. 

Si è scritto e detto che una Presidente leghista sarebbe la prova che i non valdostani – aspetto la definizione di valdostano – usurperebbero i legittimi detentori del potere – aspetto una definizione di “legittimo detentore”. 

La Lega Vallée d’Aoste, lo preciso qui per cortesia istituzionale e vorrei fosse chiaro che non sono le mie scuse o giustificazioni, è una parte della Lega di Matteo Salvini. Gode di completa autonomia, contrattanda come tutte le autonomie con il centro, ha tra gli eletti e gli attivisti noti autonomisti – veri, non opportunisti dell’ultimo minuto – ha antifascisti, non è insomma antivaldostana. Tutt’altro, siamo anzi i primi ad essere – e lo stiamo dimostrando – davvero autonomisti. Ma non è nemmeno antitaliana. Precisazione forse superflua, ma comunque necessaria. 

Non si vive però di sola poesia, lo sappiamo. 

Ereditiamo una situazione gravemente compromessa. 

Siamo determinati a cambiarla. Radicalmente. 

Gravissimi ritardi si sono accumulati. 

Non siamo il crocevia d’Europa, affatto, come provammo a esserlo. 

Rischiamo invece di perdere il treno del nostro armonico inserimento in un’economia interdipendente e transnazionale di cui non sembriamo neanche aver preso le misure. 

Tutto questo cambierà. 

La Valle d’Aosta può e deve tornare a essere l’isola felice. 

Collegata, non solo da ormai stanchi riti, ai suoi vicini. 

Polo di sviluppo, motore di azione, collegamento tra altre realtà, epperò fortemente cosciente della sua originale, dura, spesso dolorosa, ma bellissima storia.

Non siamo qui per punire, vendicarci, perdere tempo. 

Siamo qui per costruire, guarire e, oso dirlo, cercare il bello. 

Chiedo a tutti di aiutarci.

Pare sia obbligatorio, in questo genere di discorso, almeno un po’ di francese. 

Sia. 

Vallée d’Aoste, je t’aime. 

Il programma della nostra coalizione ha richiesto tempo e molto lavoro per essere finalizzato. 

Non è il programma di nessuna delle formazioni che la compongono, perché tutti abbiamo su alcune cose dovuto fare un passo indietro. 

E’ però un programma coraggioso - e ringrazio tutte le forze che hanno, anche con sacrificio dei propri interessi immediati, hanno accettato la sfida - un programma che su molti punti fondamentali riflette ed esprime la nostra comune volontà di imprimere una svolta decisiva alla storia della nostra Regione. 

Ho già detto che non siamo qui a fare processi. 

Ma è indubbio che gli anni in cui i trasferimenti da Roma erano così abbondanti da calmare ogni dissenso e permettere l’illusione di uno sviluppo endogeno, spesso invece soffocato, siano finiti già da quasi un decennio. 

Si è preferito invece proseguire come se niente fosse, a base di tacconi e mezze-misure, che hanno invece continuato a impoverire la Valle, prima di tutto privandola troppo sovente dei suoi migliori talenti.

Da oggi, si cambia. 

Do lettura dei punti che guideranno la nostra azione di governo, chiamato Intesa per la Valle d’Aosta: 

1) Discontinuità con la passata politica, tramite idonei strumenti legislativi, che assicurino terzietà, imparzialità ed efficienza all’amministrazione, rendendola trasparente e semplificandone il funzionamento, tramite: 

  • Revisione del modello attuale delle partecipate, con definizione di una chiara strategia industriale e di sviluppo per i principali settori dell’economia valdostana;
  • Ottimizzazione della loro governance, a partire, ad esempio, dalla possibile costituzione di una società unica che accorpi tutti gli impianti a fune, anche al fine di garantire la sostenibilità e lo sviluppo dei comprensori e la sopravvivenza delle piccole e medie stazioni;
  • Strutturazione dell’Esecutivo che preveda una nuova ripartizione delle deleghe presidenziali e assessorili, a promuovere una gestione collegiale; maggiore valorizzazione del ruolo del Consiglio regionale della Valle d’Aosta, espressione della democrazia parlamentare.

2) Ricostruzione con lo Stato italiano e con l’Unione Europea dei rapporti necessari a favorire, non solo in campo finanziario, la devoluzione di nuovi poteri e competenze, a raggiungere completa capacità di autogoverno, segnatamente attraverso lo strumento delle norme di attuazione; 

Ottenimento ove possibile di maggiori margini di manovra fiscale, puntando idealmente a un’autonomia quanto più estesa possibile anche in quest’area; 

Ricerca del principio dell’intesa sulle riforme statutarie, anche al fine di poter procedere a una riforma dello Statuto Speciale scevra di rischi; 

Proposta al Parlamento di una riforma della legge elettorale per elevare la Valle d’Aosta a circoscrizione eleggente un eurodeputato; 

Riscossione diretta e trattenimento in loco del gettito fiscale spettante alla Valle d’Aosta e rinegoziazione dell’apporto al risanamento della finanza pubblica; 

Risoluzione, a questi fini, del contenzioso in atto con lo Stato italiano, a garantire la continuità e la prevedibilità delle risorse necessarie al fabbisogno finanziario della Valle d’Aosta; 

Maggiore efficacia, a servizio di tutti gli attori istituzionali valdostani, degli organi preposti all’ottenimento dei fondi europei, in particolare dell’ufficio regionale di Bruxelles; 

Conferma immediata dello spoglio elettorale centralizzato, con auspicabile apertura di una revisione della legge elettorale più organica, che garantisca comunque e prioritariamente la segretezza e il non-controllo del voto espresso.

 

3) Messa in atto, in ogni ambito delle politiche sociali, di programmi di assistenza, di sostegno e di esenzione alle fasce più deboli e alle disabilità; 

Introduzione di misure che garantiscano la conciliazione tra il lavoro e la cura della famiglia; 

Elaborazione di nuovo Welfare, pensato specificamente per gli anziani e la prima infanzia, e maggiore attenzione per le politiche giovanili, del terzo settore e dell’associazionismo;

 Elaborazione, nei casi possibili, di un ISEE di riferimento regionale, rispettoso del ruolo della famiglia; 

Attenzione alla sanità pubblica valdostana con particolare attenzione ai bisogni della cittadinanza, anche attraverso la riduzione delle liste d’attesa, il potenziamento della medicina territoriale e maggiore prevenzione; 

Elaborazione di una strategia utile a evitare l’esodo di professionalità qualificate e, anzi, a invertire la tendenza per attrarne di esterne; 

Revisione del progetto già approvato dell’Ospedale Parini, a farlo rispondere concretamente alle necessità dei valdostani.

 

4) Ridefinizione di un piano strategico di lavoro e sviluppo, che sostenga le micro, piccole, medie imprese e l’artigianato. 

Tutela e valorizzazione delle imprese e delle professionalità valdostane, al fine di metterle in condizione di evolvere, crescere e fornire un apporto fondamentale alla crescita dell’economia, anche attraverso una legge regionale sugli appalti, sul modello realizzato dalla Provincia di Trento;

Definizione, nell’ambito dell’edilizia privata, di un insieme organico di misure tese a favorire la riattivazione del comparto; 

Attuazione di defiscalizzazioni per cittadini ed imprese previste dalla recente norma di attuazione e predisposizione di ulteriori forme di facilitazione fiscale per attirare nuovi investimenti per favorire l’occupazione locale; 

Riorganizzazione e riqualificazione dell’agricoltura e dell’allevamento: accompagnamento delle aziende nella crescita e nello sviluppo affinché possano produrre in modo autonomo prodotti valdostani di qualità ed eccellenza, fermo restando il permanere delle compensazioni europee; 

Esame di una politica di riduzione dell’IMU e della TASI, con compensazione ai comuni da parte dell’amministrazione regionale, con riduzione della pressione fiscale sulle seconde case, a favorirne la ristrutturazione, e sulle prime case date in comodato e utilizzate come abitazione principale, così come per le attività produttive o ricettive; 

Sviluppo di un marchio unico “Valle d’Aosta-Vallée d’Aoste” a promuovere sinergicamente tutte le peculiarità valdostane (territorio di montagna, cultura, tradizioni, artigianato, enogastronomia...); 

Creazione di un ente unico per la gestione della promozione della Valle d’Aosta e la valorizzazione dei diversi comprensori e contesti geografici, storici e culturali; 

Valorizzazione del patrimonio pubblico valdostano e conferma del carattere pubblico e inalienabile delle acque; 

Abrogazione della legge concernente la quotazione della CVA, a garantire che le decisioni future garantiscano le migliori prospettive alla società; 

Ottenimento del rinnovo delle concessioni delle acque;

Mantenimento della titolarità pubblica della concessione del Casinò, senza che lo sia necessariamente la gestione, sempre comunque nel pieno rispetto degli obiettivi previsti dal piano finanziario. Prosecuzione dell’attuazione di politiche di ristrutturazione organizzativa e finanziaria tese a valorizzarne le risorse interne, nonché a potenziarne il carattere internazionale e le possibili sinergie con gli altri operatori turistici locali.

 

5) Ottimizzazione del sistema dei trasporti interni e miglioramento dei collegamenti extraregionali; 

Riqualificazione dell’intera tratta ferroviaria valdostana e riorganizzazione del trasporto pubblico su gomma, ottimizzandone le tempistiche anche per le vallate laterali; 

 Impegno a una netta riduzione delle tariffe autostradali; 

Passaggio alla tariffazione puntuale dei rifiuti, calcolata sulla frazione secca non riciclabile, tramite riconoscimento dell’utenza. Potenziamento della raccolta dell’organico, prevedendo il trattamento in Valle e verificando la fattibilità di centri di produzione di biogas. Ricognizione delle modalità utili a giungere ad un unico ATO. Modifica della legge 63/1987, separando la gestione della frazione indifferenziata da quella differenziata. 

7) Armonizzazione della riforma scolastica e della legge regionale (riarmonizzazione della Buona Scuola) con il mantenimento del tavolo di confronto e di collaborazione con i rappresentanti del mondo della scuola finalizzato:

  • alla realizzazione di un sistema di diritto allo studio che consenta a tutti gli studenti meritevoli parità di condizioni nell'accesso al sistema d’istruzione e formazione;
  • al potenziamento delle conoscenze e delle competenze degli studenti in vista di un loro rapido inserimento nel mondo del lavoro a fronte delle sfide derivanti da un contesto professionale globalizzato;
  • ad attivare un efficace sistema di valorizzazione sia del sistema bilingue valdostano, sia del plurilinguismo in genere;
  • a valorizzare nelle scuole gli elementi legati alla Civilisation valdôtaine quale ricchezza per far conoscere ai giovani la genesi del territorio valdostano e della sua storia;
  • la tutela e salvaguardia delle Scuole di montagna e/o delle pluriclassi (con l’obiettivo di abbassamento del numero minimo di iscritti per l'attivazione delle classi, riducendolo ad esempio da 5 a 3 per le scuole di montagna e da 10 a 8 per gli altri plessi). 

Riforma dell’Università valdostana e promozione della ricerca; programmi di scambio con aree francofone nel mondo.

 

8) Ricostruzione, nel rispetto delle diversità, di un senso di comunità, valorizzando l'identità della Valle d’Aosta e le sue peculiarità linguistiche e culturali, con le necessarie alleanze nel mondo alpino e con le minoranze linguistiche di tutta Europa. 

9) Sostegno ai Comuni, presidio fondamentale del territorio, rispettando la loro autonomia, assicurando loro basi finanziarie, legislative e organizzative certe e rivedendo, anche su proposta del CPEL, la legge 48/95, il modello di gestione associata e incentivando processi aggregativi. 

10) Predisposizione di adeguate strutture (ad esempio Osservatorio della Legalità o Commissione Speciale) in seno al Consiglio Regionale a riconoscere, perimetrare e suggerire misure di contrasto al fenomeno della criminalità organizzata.

11) Apertura di un tavolo di confronto con lo Stato sul tema dell’immigrazione. 

A incarnare e realizzare quanto vi ho esposto, propongo al Consiglio il Governo, articolato come segue, con l’indicazione dei titolari dei vari dicasteri: 

Finanze, attività produttive, artigianato e politiche del lavoro

  • Finanze, bilancio e patrimonio

Þ    Programmazione e bilanci

Þ    Finanze e tributi

Þ    Espropriazioni e valorizzazione del patrimonio

Þ    Sicurezza e logistica

Þ    Gestione e regolarità contabile della spesa e contabilità economico-patrimoniale

Þ    Società partecipate, credito e previdenza integrativa

Þ    Casa da Gioco

  • Industria, artigianato ed energia

Þ    Attività produttive e cooperazione

Þ    Risparmio energetico e sviluppo fonti rinnovabili

Þ    Ricerca, innovazione e qualità

Þ    Sviluppo economico e generi contingentati

  • Politiche del lavoro e della formazione

Þ    Politiche per l’impiego

Þ    Politiche della formazione e dell’occupazione

Þ    Politiche del lavoro

  • Assessore Stefano Aggravi

 

 

 

 

Sanità, salute, politiche sociali e della formazione

  • Igiene e sanità pubblica e veterinaria
  • Finanziamento del servizio sanitario, investimenti e qualità nei servizi socio-sanitari
  • Programmazione socio-sanitaria
  • Sanità ospedaliera e territoriale e gestione del personale sanitario
  • Politiche sociali e giovanili
  • Famiglia e assistenza economica
  • Disabilità e invalidità civile
  • Formazione professionale
  • Assessore Chantal Certan
  •  Assessore Chantal Certan

 

 

Agricoltura e ambiente

  • Corpo forestale e risorse naturali

Þ    Corpo forestale (vicecomandante)

Þ    Sistemazioni montane

Þ    Flora, fauna, caccia e pesca

Þ    Aree protette

Þ    Forestazione e sentieristica

  • Agricoltura

Þ    Politiche regionali di sviluppo rurale

Þ    Pianificazione agricolo-territoriale e strutture aziendali

Þ    Produzioni vegetali, sistemi di qualità e servizi fitosanitari

  • Ambiente

Þ    Supporto tecnico dipartimento territorio e ambiente

Þ    Attività estrattive e rifiuti

Þ    Valutazione ambientale e tutela qualità dell’aria

  • Delega per i rapporti con la Protezione Civile
  • Assessore Elso Gerandin
  •  Assessore Elso Gerandin

 

Opere Pubbliche, territorio ed edilizia residenziale pubblica

  • Infrastrutture, viabilità ed edilizia residenziale pubblica

Þ    Edilizia residenziale

Þ    Opere edili

Þ    Manutenzione stabili

Þ    Opere stradali

Þ    Viabilità

Þ    Edilizia scolastica

  • Programmazione, risorse idriche e territorio

Þ    Attività geologiche

Þ    Opere idrauliche

Þ    Affari generali, demanio, risorse idriche e tutela delle acque

Þ    Assetto idrogeologico dei bacini montani

Þ    Assetto del territorio

Þ    Attività contrattuale e coordinamento CUC

Þ    Stazione unica appaltante, programmazione dei lavori pubblici

Þ    Pianificazione territoriale

  • Assessore Stefano Borrello

 

 

Istruzione e cultura

  • Sovraintendenza agli studi

Þ    Personale scolastico

Þ    Politiche educative

Þ    Affari generali e legislativi scolastici

  • Soprintendenza per i beni e le attività culturali

Þ    Attività espositive

Þ    BREL

Þ    Patrimonio paesaggistico e architettonico

Þ    Catalogo beni culturali

Þ    Attività culturali

Þ    Patrimonio archeologico

Þ    Sistema bibliotecario

Þ    Analisi scientifiche e progetti cofinanziati

Þ    Archivio storico regionale

  • Assessore Paolo Sammaritani

 

 

Turismo, sport, commercio e trasporti

  • Turismo e commercio

Þ    Strutture ricettive e sport

Þ    Infrastrutture e manifestazioni sportive

Þ    Promozione e progetti europei per lo sviluppo del turismo

Þ    Infrastrutture funiviarie

Þ    Sport

  • Trasporti

Þ    Aeroporto e ferrovie

Þ    Motorizzazione civile

  • Assessore Claudio Restano

 

Dobbiamo ripartire. 

Vogliamo ripulire la pubblica amministrazione, intensa in senso lato, da quelle incrostazioni e personalismi che ne hanno gravemente minato e distorto l’azione. 

Vogliamo ricostruire i rapporti, istituzionali e finanziari, con lo Stato italiano e con l’Unione Europea, che sono stati lasciati colpevolmente deperire, per poter assicurarci certezze e stabilità, indispensabili a riprendere con energia e vigore il cammino della nostra autonomia. 

Da una Regione-imprenditrice, il cui campo di azione si era dilatato a dismisura, dobbiamo passare a un modello in cui gli sforzi, il lavoro, gli investimenti privati, debitamente riconosciuti e valorizzati, siano il vero motore della nostra economia. Si tratta di un cambiamento, prima di tutto di mentalità, epocale.

Ma il pubblico, l’amministrazione, hanno ancora un ruolo da giocare in questo processo, un ruolo anzi fondamentale: quello di garantire. Garantire che quanto è necessariamente o opportunamente pubblico non sarà malgestito o svenduto, che la proprietà collettiva dei valdostani non verrà messa né in discussione né a rischio.

Così come la Regione cerca di avere dallo Stato garanzie e certezze finanziarie, così devono averle, e per i medesimi motivi, i Comuni. Ma così come la Regione dovrà rivedere il suo perimetro e la sua organizzazione a evitare inutili doppioni o inefficienze, così i Comuni dovranno essere messi nelle condizioni di migliorare la propria coordinazione e capacità di risposta alle esigenze dei cittadini. 

E’ stato scritto che la storia della Valle d’Aosta è in parte la storia delle sue vie di comunicazione. E’ vero, ed è un tasto oggi dolente. Senza collegamenti interni efficienti e senza trasporti rapidi, sicuri, moderni ed economici rischiamo un isolamento di fatto da flussi commerciali e turistici che dovranno invece essere stimolati. E senza un trasporto pubblico interno efficiente e rispettoso delle necessità dei singoli territori, rischiamo di accentuare ancor più la nostra dipendenza dall’automobile, con effetti di inquinamento e costi già ora largamente oltre il limite dell’accettabile.

Salute, welfare, protezione dei più deboli, prevenzione ed eventuale cura delle patologie, attenzione agli anziani, ai giovani e alle famiglie. Sono i punti che toccano, insieme con il lavoro, più direttamente la nostra vita quotidiana e quelli cui occorre urgentemente mettere mano. Anche qui, occorre invertire l’attuale, preoccupante tendenza al peggioramento dei servizi offerti ai cittadini. Deve cambiare, la faremo cambiare. 

Siamo – e concludo - per le identità, le identità storiche, l’anima di una terra. La Valle d’Aosta ne possiede più d’una, e solo nel loro rispetto e valorizzazione troveremo la forza per riconoscerci in una comunità. Non si tratta di semplici parole di circostanza. Potersi riconoscere tutti nella stessa terra, non perché necessariamente uguali, ma perché portatori di un contributo originale, è la chiave di un vero patriottismo, della collaborazione, del voler lavorare insieme.

 

Ce la faremo.

 

Nicoletta Spelgatti

 

 

 

PresseVdA



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