Regione autonoma Valle d'Aosta - Giornate della Memoria 2010

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Sommario:

Giornate della Memoria 2010

GIORNATE DELLA MEMORIA 2010

10 febbraio - Giorno del Ricordo

27 gennaio - Giorno della Memoria

Consiglio regionale della Valle d'Aosta - Presidenza della Regione - Assessorato dell'istruzione e cultura

 

 

Il 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz, ricorre il Giorno della Memoria, istituito per ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, e tutti coloro che si sono opposti al progetto di sterminio e, a rischio della propria vita, hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. 

Il 10 febbraio è invece il Giorno del Ricordo, destinato a conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

Conferenza stampa di presentazione del Giorno della Memoria e del Ricordo 2010

 

 

10 febbraio - Giorno del Ricordo

  

Dal 9 all'11 febbraio, studenti in rappresentanza dell'istruzione classica ed artistica, del Liceo scientifico “E. Bérard”, dell'istruzione tecnica commerciale, per geometri e professionale di Châtillon e dell'Institut Agricole Régional, parteciperanno, in occasione della ricorrenza del Giorno del Ricordo, alla visita della Risiera di San Sabba, della Foiba di Basovizza e del Sacrario Militare di Redipuglia.

 

La Risiera di San Sabba - stabilimento per la pilatura del riso edificato nel 1913 – è stata utilizzata dopo l'8 settembre 1943 dai nazisti come campo di prigionia, e destinato in seguito allo smistamento dei deportati diretti in Germania e Polonia, al deposito dei beni razziati e alla detenzione ed eliminazione di ostaggi, partigiani, detenuti politici ed ebrei. Il 4 aprile 1944 è stato messo in funzione anche un forno crematorio. Nel 1965 la Risiera di San Sabba è stata dichiarata Monumento Nazionale con decreto del Presidente della Repubblica. Nel 1975 la Risiera, ristrutturata su progetto dell'architetto Romano Boico, è diventata Civico Museo della Risiera di San Sabba.

 

La Foiba di Basovizza, dichiarata monumento nazionale nel 1992, è il simbolo di tutte le atrocità commesse sul finire della seconda guerra mondiale e negli anni successivi dalle milizie e dai fiancheggiatori del dittatore comunista Tito. Si tratta di un pozzo minerario, scavato all'inizio del XX secolo per intercettare una vena di carbone e presto abbandonato per la sua improduttività, ma nel maggio del 1945 è diventato un luogo di esecuzioni sommarie per prigionieri, militari, poliziotti e civili, dapprima destinati ai campi d'internamento allestiti in Slovenia e successivamente processati e giustiziati a Basovizza.

 

Il Sacrario Militare di Redipuglia è il più grande sacrario militare italiano ed uno dei più grandi al mondo, realizzato su progetto dell'architetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni. Inaugurato nel 1938, custodisce le salme di 100.000 caduti della Grande Guerra. L'opera si presenta come uno schieramento militare con alla base la tomba del Duca d'Aosta, comandante della III Armata, e ai lati quella dei suoi generali. Alle spalle si trovano 22 gradoni che contengono le salme dei caduti noti; nell'ultimo gradone in due grandi tombe comuni ai lati della cappella votiva, riposano le salme di 60.000 Caduti Ignoti. Nella cappella e nelle due sale adiacenti sono custoditi oggetti personali dei soldati italiani e austro-ungheresi.

Comunicato stampa Consiglio regionale della Valle d'Aosta (presentazione dell'evento)

Comunicato stampa Consiglio regionale della Valle d'Aosta (bilancio dell'evento)

Galleria fotografica

Ragazzi e docenti dell'Istruzione classica ed artistica di Aosta, del Liceo scientifico "E. Bérard" di Aosta, dell'Istruzione tecnica commerciale, per geometri e professionale di Châtillon e dell'Institut agricole régional, così testimoniano la loro esperienza:

 

 

 

 

Tutti conoscono a grandi linee la storia dei campi di concentramento… ma è inconcepibile alla mente umana cosa realmente sia accaduto lì dentro se non li si visita, se non si vedono dal vivo i luoghi di queste atrocità, se non si prova ad immedesimarsi in una di quei milioni di persone… non ci si rende conto bene neanche così.
E' terribile cosa gli umani abbiano fatto ai loro simili.
La Risiera di San Sabba è piccola, ma mi ha suscitato una grande commozione, forti emozioni che non si possono né descrivere né controllare… e tanta tristezza e rabbia.
La Foiba di Basovizza, visitata sempre lo stesso giorno, ha catturato di meno la mia attenzione, forse per il brutto tempo e il freddo… impressionante è stato il monumento rappresentante la carrucola che ha recuperato, per quanto possibile, i corpi degli “infoibati”.
Chissà cosa provano le persone a commettere simili atrocità? Un punto interrogativo che, nonostante tutte le visite e tutti gli studi effettuati, non riuscirò mai a colmare.
Una “poesia” può esprimere i miei pensieri, che ho letto a San Sabba:
“In ginocchio
Scavare con le mani nei gemiti della terra
Sentire lontano che vive
Respiro affannoso e tanti detriti
Ficcarvi le mani
Grattare spostare affondarle
Nei mucchi di terra e di sabbia
Più in fondo
Travi pesanti di sopra
Sperare
E un gemito rauco che soffre piano
Piano si spegne
No
Non lo lasciare…”
Giovanni Talleri
Jessica

Quando siamo andati alla Risiera di San Sabba la prima cosa a cui ho pensato era al freddo che provavano i deportati. Oggi era una giornata molto fredda e noi eravamo ben coperti e quindi mi sono immedesimato in loro che erano vestiti con solo una casacca molto leggera. Mi hanno molto impressionato le celle in cui vivevano perché erano molto piccole e buie e non riesco ad immaginare come facevano a vivere in quelle condizioni. Io trovo inconcepibile il fatto che degli esseri umani abbiano potuto trattare in questo modo terribile altre persone. Invece, quando siamo andati a visitare le Foibe, in realtà pensavo di poter vedere di più, però a causa del maltempo non siamo riusciti a vedere molto. E' stato molto toccante conoscere la storia delle Foibe e pensare che degli uomini venivano buttati anche vivi in buchi dove morivano soffrendo. I luoghi che abbiamo visitato mi hanno permesso di rendermi conto di tutto quello che hanno passato i deportati.
Arianna

Questa è una giornata da ricordare tra le popolazioni di tutto il mondo, in quanto è stato l'evento più terribile e disgustante che potesse avvenire; non esiste guerra che possa essere paragonata a questi campi di sterminio. Campi molto piccoli che al loro interno manifestano un'immensa crudeltà verso i nostri connazionali, trucidati senza alcun motivo e con la più elevata spietatezza.
Un brivido di terrore ha attraversato il mio corpo che restava incredulo di fronte a queste stanze dell'orrore e della morte; per non pensare alla Foiba vista a Basovizza: ogni corpo ha diritto ad avere una sepoltura degna di un essere umano, e non gettato comune un rifiuto in un buco senza fine.
La domanda che mi sorge più spontanea è: ?? Riuscirò mai a capire questa umanità??
Cristina

Cos'hanno provato tutte quelle persone, cosa pensavano non lo capirò mai. Per quanto mi sia potuta immedesimare in ognuno di loro è un qualcosa a noi incomprensibile. Il pensiero di tutti quei bambini e quei ragazzi a cui è stata strappata la gioia di essere giovani e di scoprire la vita, lascia senza parole. Il silenzio vale molto di più.
Guardando le immagini, le frasi e le poesie nel museo, mi sono sentita in colpa per tutti i sogni che ho, per la mia voglia di viaggiare e di divertirmi… e mi sono chiesta: perché io posso e loro no?
Carola

Il viaggio organizzato per la Giornata del Ricordo mi ha permesso di approfondire le conoscenze in questo ambito.
Passeggiare in quegli stessi luoghi che hanno ospitato, non tanti anni fa, questi orrori, torture, stermini… è stato molto toccante.
La visita alla Risiera di San Sabba, le sue celle, i resti del forno crematorio mi hanno fatto capire ciò che hanno potuto soffrire gli internati in questo campo; ma soprattutto mi sono emozionata leggendo una lettera scritta da un giovane di 22 anni, rinchiuso nella Risiera, alla sua ragazza: ha salutato la sua tanto amata Laura rimpiangendo il fatto di “non aver potuto cogliere il fiore della giovinezza”.
La visita alla Foiba di Basovizza, invece, è stata compromessa dal maltempo, ma il monumento che riproduceva i vari “strati” della foiba è stato anch'esso molto toccante.
Non c'è miglior modo per raccontare, ricordare questi avvenimenti che una frase che ho letto al museo della Risiera di San Sabba, scritta da Giovanni Talleri: “Uccidere uccidere piangere urlare e ritrovarsi come prima”.
Isabelle

Alla Risiera di San Sabba mi sono immedesimata nel corpo dei poveri deportati. Ho immaginato quanto potesse essere terribile trovarsi in quel cortile grande, attendere il proprio numero per l'appello, sempre che uno riuscisse a capirlo, perché veniva pronunciato in tedesco. Se il numero non era capito e non si rispondeva all'appello era morte immediata.
Anche le Foibe sono un luogo che mi ha fatto riflettere: le persone morivano crudelmente e non sempre morivano prima di cadere in queste fosse dell'orrore.
Il ricordo di questi avvenimenti è molto importante, per impedire che queste tragedie si possano verificare nuovamente.
Chiara

Nonostante le sue piccole dimensioni, la Risiera di San Sabba rappresenta come ogni altro lager l'orrore.
E' un luogo sterile che trasmette sofferenza e dolore in memoria di coloro che hanno dovuto subire in prima persona quest'esperienza.
Oggi 10 febbraio, giornata dedicata al ricordo, abbiamo visitato la foiba di Basovizza, una delle tante fosse in cui persero la vita centinaia di innocenti. La foiba è coperta da una lamina d'acciaio rialzata di circa un metro, sono rimasta stupita, credevo di vedere un altro paesaggio.
Marijeanne

In questa giornata dedicata al ricordo per i caduti nelle foibe, ho potuto fare parecchie riflessioni. Innanzitutto ho pensato alla crudeltà ingiustificabile di uomini come altri. Né migliori, né peggiori, che hanno commesso atti disumani nei confronti di altre persone uguali a loro.
Particolarmente mi hanno colpito le mazze ferrate, cioè degli oggetti in ferro con i quali i tedeschi colpivano più volte i prigionieri per ucciderli. Non posso credere che delle persone possano essere state talmente spietate da commettere atti simili, mi sembra assurdo!
Erika

Ritengo che questa esperienza sia molto importante. Mai avrei compreso bene quello che è successo restando su un banco di scuola. E' inimmaginabile tradurre in parole lo sprezzo, il disdegno, la vergogna e le terribili e fortissime emozioni provocate dal vedere e dal toccare luoghi che sono stati teatro della follia dell'uomo.
Al termine della visita sono arrivato a pensare. “Se solo coloro che ritengono che l'olocausto non sia mai avvenuto avessero ragione, se fosse veramente tutto una montatura… allora l'uomo sarebbe meglio di quello che è, e così il mondo”.
Spero che altre persone come noi abbiamo la possibilità di fare questa esperienza!
Mirko

E' impressionante vedere e conoscere ciò di cui l'uomo è capace. Esso inventa, crea, impara ma, nello stesso tempo, può trasformarsi in una sorta di macchina distruttrice capace addirittura di uccidere i propri simili.
La domanda che credo nasca nella mente di tutti coloro che studiano e/o vengono a conoscenza di questa realtà è perché? Che colpa avevano queste persone per meritarsi questo grande odio, la tortura e la privazione del dono più bello che ci appartiene, ovvero al vita?
Probabilmente sarà un quesito a cui nessuno darà una risposta per paura di ammettere che l'uomo, anche se molto evoluto, è un animale e come tale lotta e uccide per dimostrare la sua superiorità anche tra i propri simili.
L'unica lotta per evitare che questa tragedia riaccada è ricordare e fare consocere ai più giovani ciò che l'uomo è capace di fare.
Giulia

Se devo parlare della mia esperienza alla Risiera, beh…mi aspettavo tutto ciò che ho sentito.
Un sentimento di oppressione, di angoscia mi ha invasa come se stesse capitando davanti ai miei occhi.
Le lacrime mi scendevano senza ch'io me ne accorgessi ma, quando il malessere era divenuto insostenibile i singhiozzi sono diventati irreprimibili. Mi veniva voglia di urlare, mi sembrava che le mura mi cadessero addosso. Tutti dovrebbero fare coscientemente questa esperienza per capire realmente ciò che è successo e che si spera non si ripeterà mai nel mondo occidentale dato che in quello meridionale continua a svolgersi senza che nessuno dica niente.
Amanda

Per me non è stata la prima esperienza di questo tipo.
Dopo aver visto Auschwitz, Dachau, Birkenau, e tanti altri, compresi i luoghi di Trieste, posso affermare che le atrocità commesse sono imperdonabili, soprattutto a livello umano. Sfortunatamente però credo anche che non vengano trasmesse ai giovani col peso giusto.
Infatti se ne parla come se si trattasse della Rivoluzione francese quando, in realtà, sono avvenimenti più vicini a noi di quanto ci rendiamo conto. Si tratta di appena 65 anni fa, i nostri nonni l'hanno vissuto. Eppure si tende a non parlarne o a parlarne come un lontano passato. Il che, secondo me, è sbagliato.
Silvia

È abbastanza difficile trovare parole che non siano le classiche frasi di circostanza, in questi momenti. Una “riflessione” deve partire dal profondo di una persona. Quello che più mi ha impressionata oggi è stato il momento in cui sono entrata nella stanza delle celle, nel campo di concentramento di Trieste. Mi ero preparata a vedere luoghi molto tristi, ma non avrei mai pensato che potesse esistere un luogo simile. Questo mi ha molto impressionata e mi ha fatto realizzare in modo concreto, mai come prima, che il dramma delle deportazioni ebraiche e di qualsiasi altro “nemico” del fascismo/nazismo, è successo davvero e che questi fatti non sono semplicemente parole su pagine di libri di scuola.
Selene

È stata una giornata dura quella passata a Trieste oggi tra pioggia, grandine, neve e vento. Ero stravolta, con i piedi gelati e con la sola voglia di una doccia calda. Ma una volta arrivata alla Risiera di San Sabba è tutto svanito nel nulla. Visitare quei luoghi e sentire quei racconti di terrore mettono i brividi. Il dolore di quelle persone è talmente forte e intenso ancora ai giorni nostri, che i tuoi problemi quotidiani quasi fanno sorridere. Ma ancora più degli spazi, i quadri, le testimonianze, la lettera di un uomo che scrive il suo ultimo saluto alla famiglia “Addio mamma” è davvero molto toccante e commovente.
Ricordare è fondamentale, ricordare ci aiuta a non ripetere l'errore.
Federica

Due giorni intensi per rivivere e cercare di comprendere le stragi della II guerra mondiale…
Durante il primo giorno viaggio, museo della scienza, castello di Miramare; storia e fisica, niente di più. Ma durante il secondo giorno, provo sensazioni che non sentivo da tanto…Durante la mattinata giriamo per Trieste, conosciamo la storia della città nei suoi diversi periodi; dopo pranzo le Foibe non generano in me alcun sentimento se non dispiacere per le persone morte in quel modo…Ma tutto questo finisce arrivando alla Risiera; basta camminare per lo stretto corridoio che funge da entrata per iniziare a percepire un senso di oppressione, ma è una volta entrati che un senso di disperazione mi assale; giriamo le varie stanze, la guida spiega, ma la mia mente è ormai catapultata in quegli anni, in quell'orrore. Basta foto, basta fare il turista, è sufficiente sfiorare un muro per percepire il dolore, l'angoscia, il sentimento di riduzione di persone ad animali; in un attimo mi trovo spaesato alla ricerca di risposte che forse non avrò mai…
Non posso descriverla come un'esperienza piacevole, tuttavia credo che essa dovrebbe essere fatta. Abomini del genere non devono assolutamente ripetersi, per alcun motivo.
Al posto del forno crematorio ormai
Distrutto, lastre di metallo, in modo che
né d'estate né d'inverno nessuno possa
passare su quel terreno ormai proibito.
Mattia

Appena varcata la soglia della Risiera di San Sabba, ti rendi conto che la vita non è lavoro, liti, problemi ma è un tesoro che possediamo.
Quando sei lì, in quel cortile, vicino ai resti del forno crematorio, ti senti vuoto, stupido, perché fino a quel momento non hai compreso il valore dell'essere vivi e, soprattutto, dell'essere liberi.
Uomini, donne e bambini avrebbero voluto continuare a ridere, sorridere, amare, vivere. Avrebbero voluto vivere la vita come stiamo facendo noi, ma purtroppo, non ne apprezziamo la vera importanza.
Spero comunque che, attraverso il nostro ricordo, coloro che sono morti invano, possano continuare a vivere e che possano farci comprendere il vero senso della vita.
Marta

Ricordare… forse ora è questa la cosa più importante poiché gli atroci massacri sono ormai cosa passata. Purtroppo non si può tornare indietro nel tempo per cambiare le cose, si può solo riflettere e meditare sulle terribili disgrazie inflitte ai nostri antenati per non dimenticarli… perché tutte queste morti inutili non finiscano con l'essere ricordate come un elenco di semplici nomi e numeri ma delle persone, degli esseri umani, dei nostri fratelli totalmente innocenti ai quali è stato tolto tutto, compresa la dignità umana, che sono inoltre stati costretti percorrere il terribile cammino verso la morte.
Ricordare…questa è la nostra unica arma e va usata al meglio. Ignorarla significherebbe non condannare tutti questi assassini che per anni hanno seminato solo terrore e morte alle loro spalle. È triste pensare che queste migliaia di innocenti non rimetteranno mai più piede su questa terra, ma noi possiamo mantenerli in vita ricordando…
Gian Luca

Sono passati ormai 60 anni da quel periodo di storia che fa parte di noi. Non ci è possibile tornare indietro nel tempo per cancellare le azioni compiute da uomini verso dei loro simili. Penso che la cosa più terrificante sia proprio questa: uomini che torturano, uccidono, trucidano altri  uomini. Con quale forza hanno potuto compiere questi atti? Con quale coraggio?
È nostro dovere tenere in vita tali ricordi poiché solo in questa maniera si può cercare di migliorare in futuro e non ripetere più gli stessi errori.
Dorothy

Dalle Foibe, misteriose e non ancora celebri nel mondo, alla sobria Risiera di San Sabba che ha visto al suo interno atroci e disumani dolori, la giornata di visita scolastica del 10 febbraio 2010 mi ha colpito profondamente, facendomi vedere e vivere da vicino situazioni prima di oggi per me inconcepibili.
Le atrocità che si sono compiute in questi luoghi dovrebbero essere comprese da tutti perché fenomeni così disumani non si verifichino mai più. Nella mostra allestita all'interno di una parte della Risiera si potevano leggere le parole di giovani ragazzi innocenti che danno l'ultimo addio ai loro cari. Un dolore immenso si genera in chiunque abbia un'anima e le immagini degli artisti dell'epoca riflettono benissimo queste sensazioni.
L'esperienza è stata formativa e molto emozionante, nonostante le difficoltà negli spostamenti a causa di situazioni metereologiche sfavorevoli, che tuttavia rispecchiavano perfettamente le sensazioni provate.
Matthieu

Credo che sia sempre molto interessante visitare posti nuovi. La visita di oggi ha toccato molto, vedere luoghi che anni fa sono stati abitati, o meglio hanno avuto ruolo di prigione e sofferenza per molte persone senza colpa, è stato scioccante. Il fatto di stare in una stanza, chiudere gli occhi per un attimo e cercare di immaginarsi suoni, volti, dolori, direi che può essere emozionante e triste al tempo stesso. Non sono luoghi che visitiamo spesso, fortunatamente, ma è comunque un'esperienza da fare perché un conto è studiare sui libri, un conto è vivere dal vivo in luoghi descritti sui libri. È pauroso.
Coralie

Questa giornata del ricordo penso che sia molto importante per ogni cittadino italiano e credo che l'amministrazione regionale abbia fatto bene a offrirci quest'opportunità di visitare i luoghi simbolo delle tragiche vicende della II guerra mondiale.
In primo luogo, la foiba Basovizza in cui hanno perso la vita molti cittadini italiani innocenti di cui solo in questi ultimi anni si è scoperta la verità.
In secondo luogo la Risiera di sabba dove appena entrati si sente subito un senso di compassione verso le persone morte per la macabra crudeltà e ignoranza dell'umanità.
Sono contento di aver partecipato a questa visita d'istruzione perché mi ha fatto riflettere su questo periodo buio per l'umanità e spero che anche nei prossimi anni si ripetano esperienze come questa con ragazzi più giovani per non dimenticare.
Flavio

Giorno della memoria (10/02/10) per ricordare i caduti delle Foibe e della Risiera di San Sabba.
Giorno dedicato agli avvenimenti che si sono consumati in questi due luoghi, come in altre parti d'Europa, durante la prima metà del ‘900. Grazie a questi “giorni” noi e le generazioni future possiamo comprendere fino a dove la cattiveria dell'uomo può arrivare. Appena arrivati alle Foibe fa impressione vedere l'enorme coperchio che tappa il buco e sapere che lì dentro sono sepolte delle persone.
Alla Risiera di San Sabba oltre alle stanze delle torture, della morte e alla sala delle Croci che ti fanno riflettere, la cosa che mi ha colpito di più sono state le alte mura. Le mura danno l'impressione d'isolamento, di limite, di freddezza e d'impotenza per i prigionieri che ci stanno all'interno. Questo edificio è proprio una gabbia di cemento e di morte.
Enrico

Nessuno può privare del dono più grande che viene fatto all'uomo, ovvero quello della vita.
Uccidere e addirittura torturare dei simili sono comportamenti inconcepibili che, se non vissuti direttamente, sono parecchio difficili da capire e interpretare.
Le numerose testimonianze, fotografie e rappresentazioni ci permettono di avere idee più chiare e nitide di quello che veramente è successo; ma è difficile riuscire a immaginare la cruenza di tali gesti. L'uomo è un essere imprevedibile e come riesce a fare del bene e a raggiungere la santità riesce a macchiarsi di peccati estremamente gravi con gli omicidi, atrocità e trucidi di altri essere umani.
Le parole servono a poco per descrivere e giudicare; il silenzio è importante e aiuta a riflettere e cercare di immedesimarsi, permette di farsi idee sull'accaduto e conoscere il perché l'uomo è arrivato a tanto e cercare di evitare che si ripetano avvenimenti del genere. Il più grande diritto dell'uomo, della libertà, è stato violato. Riflettiamo.
Emanuele

L'uomo tanto come è in grado di fare del bene è anche in grado di fare del male.
Privare i propri simili del dono più importante che ci sia stato fatto, ovvero quello della vita, è terribile e inaccettabile. Ma spesso e volentieri il male prevale sul bene. I campi di concentramento e di sterminio sono la dimostrazione di come l'uomo possa reagire e comportarsi. Reagire nei confronti del diverso per paura, per sfogo, per puro guadagno o puro egoismo.
È indispensabile ricordare quanto è accaduto perché questo non si verifichi più. I giovani, essendo il futuro, devono ricordare.
La possibilità di visitare la Risiera di San Sabba e la Foida di Basovizza che ci è stata offerta dal Consiglio regionale è assolutamente da cogliere  e dobbiamo farne dono. Ricordare che il bene è alla base di una convivenza pacifica tra gli uomini, che certi errori imperdonabili del passato, ma che ormai sono passato, non devono rimanere semplicemente sui libri di scuola, che la vita (quella di ogni uomo) è un dono insostituibile…
Ecco: è questo che dobbiamo ricordare. Perché è necessario.
Marlène

Si potrebbero spendere milioni di parole per descrivere, rimproverare il comportamento che ha esibito l'uomo, altrettante se ne potrebbero usare per parlare della sofferenza che ha subito, subisce e subirà nel portare avanti la sua esistenza.
Ma per me la finalità di questo percorso non è questa, è quella di essere riusciti per alcuni istanti a non pensare egoisticamente alle nostre vite e dedicare alla vita di altre persone che “forse” hanno vissuto traumi un po' più forti dei nostri, del tempo e dello spazio.
Ci si sente meglio.
Eugenio

Noi riteniamo appropriato l'obbligo impostoci di dover commentare a tutti i costi la nostra esperienza. Ciononostante consideriamo profonda e positiva l'opportunità che ci è stata offerta.
L'aridità della Risiera ci ha profondamente scossi. Nell'Italia odierna, ove si stanno perdendo i valori democratici  e la base della democrazia stessa (libera informazione, partecipazione attiva popolare…), la riscoperta di questi luoghi può ridare vigore a un'Italia in decadenza. Trattando questi temi insorge sempre il rischio di strumentalizzazione politica che svilisce il dramma umano che colpì l'Europa di 60 anni fa. Per questo noi crediamo che l'Europa, reduce da queste barbarie, deve combattere in prima linea per la tutela dei diritti umani nel mondo.
Il capitalismo odierno, infatti, ha creato nuove forme di sfruttamento nei paesi del terzo mondo. L'Europa non può chiudere gli occhi, ha l'obbligo di boicottare questo capitalismo spietato. A tal fine, non occorre, però, ricorrere a metodi aggressivi che richiamano a forme di imperialismo (guerre per la “pace” e la “democrazia”). L'Europa deve boicottare tutto ciò!
Ci rendiamo conto che i temi trattati avrebbero necessitato un numero più adeguato di righe. Speriamo di essere stati sufficientemente chiari ed esaustivi.
Matteo e Alessandro

  

27 gennaio - Giorno della Memoria

  

Il programma di iniziative, che vede quest'anno impegnati Presidenza della Regione, la Presidenza del Consiglio regionale, l'Assessorato dell'istruzione e cultura, in collaborazione con l'Istituto Storico per la Resistenza, ha portato 51 ragazzi delle scuole secondarie di II grado della Valle d'Aosta a visitare, con il Treno della Memoria, organizzato in collaborazione con l'Associazione Terra del Fuoco, il campo di Auschwitz-Birkenau, in Polonia.

Giorno della Memoria - Consegna delle Medaglie d'Onore

Galleria fotografica

Ragazzi e docenti dell'Istruzione tecnica, industriale e professionale di Verrès, dell'Istruzione scientifica e magistrale "Binel Viglino" di Pont-Saint-Martin, dell'Istituto "Maria Adelaide" di Aosta e del Liceo linguistico di Courmayeur, così testimoniano la loro esperienza:

 

 

Ciò che mi ha colpito di più di Auschwitz e soprattutto di Birkenau, è stata la grandezza, una grandezza impressionante. vedere le immagini sui libri di scuola non fa capite fino in fondo ciò che è successo, non fa provare le stesse emozioni, Essere li e cercare di immedesimarsi in una persona che è stata deportata, fa provare una paura e una rabbia indescrivibili.
Arlène

 

Dopo 65 anni dalla liberazione abbiamo avuto l'opportunità di visitare i campi di Auschwitz e Birkenau. Ripercorrendo quei luoghi di sofferenza e morte ci siamo resi conto che nonostante il nostro tentativo di immedesimarci, sia impossibile comprendere fino in fondo la tragedia che queste persone hanno vissuto. Capire fino a che punto la crudeltà umana si possa spingere lascia in noi un vuoto intenso, Il momento più toccante della visita è stato quando ci è stato chiesto di ricordare un deportato in modo da rendergli la dignità di cui era stato privato durante la permanenza all'interno del campo.
Valentina, Sylvie, Nicole, Elodie, Andrea e Thomas

 

E' stata un'esperienza costruttiva che ci ha reso più coinvolti e consapevoli degli orrori e i crimini perpetuati dai nazisti nei lager che abbiamo visitato. Leggere sui libri, vedere documentari non è niente in confronto all'esperienza vissuta in prima persona da ognuno di noi. Di Auschwitz ci ha colpito maggiormente l'apparenza degli edifici, dei dettagli, vedendoli non si può pensare che in quel luogo abbiano perso la vita circa 6 milioni di esseri umani; il muro della fucilazione, dove hanno trovato la morte 20 mila persone, giustiziate sommariamente e brutalmente. Pensare che la neve sotto quel muro, così candida e bianca e soffice, diventava insanguinata e sporca ci fa rabbrividire. Di Birkenau ci ha colpito l'immensità del campo e la larghezza degli spazi. Troviamo che l'Associazione Terra del Fuoco" abbia organizzato una iniziativa stupenda per mostrare alle giovani generazioni ciò che si è verificato in un passato vicino a noi, in modo che non accada niente di simile in futuro.
Marco, Cesare, Martina, Sara, Denise e Barbara

 

In questi giorni ognuno di noi ha potuto riflettere su quello che è successo 60 anni fa. Credo che tutti i partecipanti siano arrivati alla stessa conclusione: quell'orrore non deve ripetersi!!!
Qualsiasi momento della vita è fatto di colori, a volte più intensi, altre invece più opachi ma l'unico colore che si percepisce ad Auschwitz Birkenau è il grigio, il grigio dell'orrore e della morte. E' per questo motivo, per rendervi onore e per ricordare la vostra sofferenza che dico: uomini, donne e bambini morti a causa dell'egoismo e della cattiveria dell'uomo, io vi ricordo!!!
Cristina

 

Tornando a casa ho portato con me non solo un meraviglioso ricordo di Cracovia, ma anche la consapevolezza del fatto che io come tanti altri ragazzi d'Italia siamo testimoni di una strage compiuta non molti anni fa. Purtroppo è possibile tornare nuovamente a compiere atti così orribili. È importante perciò che ognuno di noi racconti e riviva il ricordo del massacro avvenuto poiché il ricordo è forse l'unica cosa che facesse capire ai deportati di aver conservato qualcosa di umano. Inviterei ciascuno di noi a riflettere profondamente sull'accaduto. Se resteremo uniti potremmo far si che una tale strage non si ripeta più. Ciascuno di noi può fare qualcosa!
Josette

 

Per quanto mi riguarda quella del treno della memoria è stata un esperienza incredibile per vari aspetti: in primis, il fatto di aver visitato in prima persona luoghi che hanno ospitato tante crudeltà mi ha colpito davvero profondamente,in quanto mi ha fatto capire che è importante immedesimarsi nelle vittime di questa aberrazione. Inoltre abbiamo capito che tutto questo purtroppo è successo davvero e potrebbe riaccadere! Infine, il clima di fratellanza, amicizia e condivisione di idee, che il TRENO stesso (inteso come viaggio e come esperienza) ha creato, rendono questa settimana a Cracovia indimenticabile.
Michel

 

Cosa dire sulla gita... inizialmente devo dire che secondo il mio punto di vista è stata la più "bella" esperienza che ho fatto. Per mezzo di essa ho imparato tanto e ho capito veramente l'importanza della vita e del ricordo. Nella scorsa settimana ho provato innumerevoli emozioni suscitate da ciò che ho potuto vedere e sentire e la cosa che mi ha colpita particolarmente è stata l'assemblea finale, dove i ragazzi dell'associazione "terra del fuoco" per mezzo di testimonianze, video e racconti hanno fatto capire a noi ragazzi che non bisogna sottovalutare quanto accaduto in passato con il regima hitleriano, perché nel nostro avvenire potrebbe ripresentarsi, dato che una dittatura può sorgere facilmente e in qualunque momento. Voglio ringraziare tutte le persone che mi hanno permesso di partecipare a questo progetto perché grazie a loro d'ora in poi cercherò di rendermi utile per aiutare il prossimo, ricordare e non far dimenticare il passato soprattutto ai miei coetanei. Mi rivolgo a tutti i ragazzi dicendo che non devono assolutamente rinunciare a questa esperienza perché emozioni così forti non potranno mai provarle all'interno del gruppo di amici, in famiglia o a scuola e non dobbiamo solo ricordare il passato, ma partecipare attivamente all'interno della società in cui viviamo, per aiutare i più  deboli a vivere una vita dignitosa senza alcuna sottomissione da parte di alcune persone che si ritengono superiori alle altre. "PER AMORE DEL TUO POPOLO NON TACERE"!!!!!!!
Emily

 

Penso che l'esperienza vissuta con il treno della memoria non la scorderò mai. Grazie a questo viaggio sono riuscita a capire molte cose, toccando con le mani e vedendo con gli occhi si riescono a sentire le emozioni che non si possono trovare sui libri o sui documentari visti in televisione. Sono molto felice di aver avuto questa opportunità e spero, un giorno, di poterla rivivere. Grazie al Treno della Memoria e alla Terra del Fuoco.
Danila

 

Il giorno dopo la visita ai campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau volevo assolutamente avere un supporto cartaceo con foto e dati. Passando per la chiesa di Cracovia mi sono fermato in un negozietto di Souvenirs a curiosare ed ho trovato ciò che ricercavo. Come l'ho aperto ho letto una frase che tengo moltissimo a riportare:
“ ...la nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa, la demolizione di un uomo”.
Sui libri di storia e sui mezzi di conoscenza non è ancora (umanamente e logicamente) possibile vivere le sensazioni che si provano al momento di visita di questi luoghi. E' un'esperienza che ogni essere umano dovrebbe fare nel corso della sua esistenza; la visita in uno di questi luoghi ti proietta in una dimensione sicuramente dolorosa ma azzarderei formativa.
Dico questo perché la mente si blocca ed immaginare ciò che è accaduto è davvero difficile. Sicuramente vi è da riflettere e pensare quale motivazione spinga ad uccidere un milione e mezzo di persone, all'utilizzo del gas Zyklon, al carbone di cui la Polonia era ricca per rifornire i forni crematori (convertiti da forni per il pane),ai binari della morte e a 7000 tonnellate di capelli ritrovati nei magazzini.
Questi sono alcuni dei flash che mi vengono in mente che non dimenticherò mai. La mia memoria, le foto digitali e questo libro sono cimeli che porterò agli alunni.
Simone

 

La sofferenza trasuda, la morte puzza, le grida silenziose si sentono, si vede l'annientamento umano, si beve un calice amaro! Questo è un campo! Bisogna pregare.
Daniele

 

Il Treno della memoria è senza dubbio un'esperienza forte e profonda, una proposta didattica che supera i limiti dell'apprendimento segnando per sempre il percorso di vita di alunni e professori; un viaggio non solo fisico, ma soprattutto intimo, di crescita personale. Sarà impossibile, anche una volta a casa, dimenticare il freddo e l'immensità di quei campi, animati in un altro tempo da azioni mostruose e da milioni di volti che continuano a interpellarci ancora oggi. Di fronte a tutta la sofferenza raccolta in quello spazio di terra non rimane che la speranza, ma soprattutto l'impegno, che quanto accaduto mai si ripeta. Solo il tempo ci dirà quanto abbiamo imparato da questa visita, solo il tempo ci saprà dire se noi e i nostri alunni saremo stati in grado di realizzare qualcosa di concreto, seppure piccolo, impegnandoci a far sì che tutto ciò non accadesse ancora.
Annie

 

È stata un'esperienza interessante: visitare quei luoghi dove si è consumata una delle tragedie più importanti del nostro secolo è stato molto istruttivo e ha suscitato molte riflessioni.... consiglio a tutti di fare un'esperienza del genere.
Chantal

 

Ho vissuto questo viaggio come un'esperienza emozionante che mi ha lasciato dentro un senso di vuoto e di rabbia per l'orrore che i deportati hanno dovuto subire. Non dimenticherò mai ciò che ho visto; la privazione del rispetto altrui, della libertà e della dignità mi spingono a ricordare e a testimoniare i crimini commessi in modo che io possa dare il mio piccolo contributo affinché non accadano mai più.
Luca

 

Quel mattino la sveglia era alle 6.30, dopo una colazione veloce siamo partiti, sotto la neve e quel cielo grigio che per tutto l'inverno non lascia mai trasparire il sole. Arrivati ad Auschwitz più nessuno parlava. Tutti erano attenti. Passare in quei luoghi, entrare nei dormitori, nelle “docce” e nei forni crematori e pensare che proprio lì, poco più di 60 anni fa, erano passati e morti uomini e donne, faceva salire dentro di me una rabbia mai provata prima. Ma il sentimento più forte l'ho sentito attraversando il campo di Birkenau, grande 4 volte Auschwitz, il cimitero più vasto al mondo in cui morirono 6 milioni di ebrei senza che nessuno tentasse di fermare quel massacro. È stato un privilegio per me poter visitare quei luoghi ed ora sento la necessità di trasmettere a chi non ha fatto questa esperienza, per quanto mi è possibile, ciò che ho visto e provato affinché la memoria rimanga vivida nel cuore di ogni persona.
Marta