Presentazione

Gli Osservatori Rifiuti, regionali (ORR) o provinciali (OPR), rappresentano un importante strumento di controllo ed azione sul territorio, in merito ai rifiuti solidi urbani (RU), in grado di funzionare da anello di congiunzione operativo tra gli organi nazionali e regionali (Ministero dell’Ambiente, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale-ISPRA, Osservatorio Nazionale Rifiuti-ONR, coinvolti a vario titolo nella filiera del rifiuto) ed i Comuni e gli altri attori locali come Consorzi di Comuni, Comunità Montane, aziende di gestione dei servizi di raccolta e trasporto, impianti di riciclaggio o smaltimento, etc.
La costituzione degli Osservatori Rifiuti è stata conseguenza del nuovo ruolo delle Regioni e Province nella gestione dei rifiuti, già rivalutato dalla L. 142/90, e successivamente ampliato dal D.Lgs n. 22/97.
Gli osservatori, costituiti da uffici dedicati all’interno delle strutture provinciali o regionali, hanno trovato finalmente una precisa identità attraverso la chiarificazione normativa introdotta dalla L. 93 del 23 marzo 2001 (art. 10, comma 5), nella quale essi sono previsti per legge e sono rappresentati come “nodi” di una rete con la finalità di fornire un supporto alle funzioni di monitoraggio, di programmazione e di controllo dell’Osservatorio Nazionale Rifiuti (ONR) previsto dall’art. 26 del D.Lgs n. 22/97, riorganizzato dagli artt. 159 e 207 del D.Lgs n. 152/06 e confermato dal primo decreto correttivo (D.Lgs 284/06 – art. 1, comma 5).
La costituzione di una rete organica che colleghi e correli tra loro gli Osservatori è un progetto, elaborato, già nel 2000, dall’ONR e dall’UPI, con il supporto di ANPA (ora ISPRA), fondamentale affinché le iniziative locali e l’enorme mole di dati raccolta sul territorio dagli Osservatori venga valorizzata potendo trovare quindi riscontro a livello nazionale servendo anche da base di discussione reale e da supporto alle decisioni del legislatore.
 



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